
«Il mese della prevenzione maschile è andato molto bene – racconta con soddisfazione il dottor Francesco Montebelli, responsabile del servizio di Urologia dell’Ospedale Villa Salus di Mestre – c’è stata una buona risposta da parte della popolazione alla nostra proposta di adesione alla campagna internazionale “Movember” promuovendo la possibilità di accedere ad una visita urologica gratuita nelle giornate di mercoledi 19 e giovedi 20 novembre. Sono state visitate 5 persone attraverso un “click day” indetto qualche giorno prima, ma abbiamo dato la possibilità, per chi non fosse riuscito a ottenere questa opportunità di svolgere un controllo con uno sconto del 10% durante tutto il mese».
«Siamo particolarmente soddisfatti di questi “open day” e della spinta a fare check up di prevenzione – aggiunge – perché abbiamo intercettato vari pazienti per età e sintomi, che siamo riusciti a sollecitare su controlli che si tende a rimandare, ma che in qualche caso hanno permesso di far emergere patologie di ostruzione prostatica benigna, che abbiamo affrontato con terapie farmacologiche o con ulteriori accertamenti prima di intervenire con un’operazione». La novità di questo mese al Villa Salus è stata l’arrivo della nuova tecnologia Urolift, che permette di effettuare interventi mini-invasivi per curare la patologia dell’ipertrofia prostatica, affiancandosi ad altre 5 metodiche di intervento che la struttura sanitaria offre anche in convenzione con il servizio sanitario nazionale (SSN).

La storia del servizio di Urologia di Villa Salus è abbastanza recente, essendo stato avviato nell’ottobre 2021, ma è cresciuto a ritmo costante grazie all’innovazione delle soluzioni a disposizione come come Aquabeam e Rezum, tecnologie per le quali la struttura di Mestre è diventata un centro di riferimento nazionale, offrendo corsi di formazione per urologi da tutta Italia. «La nostra formula prevede un approccio mini-invasivo – spiega il dottor Montebelli – con prestazioni accessibili a qualunque utenza grazie alle convenzioni col SSN. Dall’inizio dell’attività abbiamo operato più di 1700 pazienti, con numeri crescenti, nel solo 2025 raggiungeremo quota 500 interventi, segno non solo della richiesta del territorio ma anche della sensibilizzazione agli screening».
«Oltre alla tecnica laser Holep che assorbe il 50% degli interventi – aggiunge il sanitario – è in grande aumento il ricorso all’Aquabeam e al Rezum, tecniche che utilizzano un sistema robotico che, attraverso un getto d’acqua ad alta pressione, senza utilizzo di calore, o il vapore acqueo, consentono di ripristinare le funzionalità dell’apparato urinario, preservando in 9 casi su 10 anche quelle dell’eiaculazione. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita oltre a risolvere problemi di ipertrofia prostatica benigna, che interessa la quasi totalità dei maschi over 50, superando i rischi connessi agli interventi tradizionali. I vantaggi poi sono anche a livello di degenza, con uno stop da soli 1 a 3 giorni dalle proprie attività di tutti i giorni ed evitando tagli e cicatrici». Grazie a queste innovazioni lo staff della struttura sanitaria è fra le equipe mediche con maggior esperienza a livello italiano e con il più alto numero di interventi svolti nel territorio dell’ULSS3 Serenissima e fra i primi dieci della regione.

«Urolift è una tecnologia che arriva dagli Stati Uniti d’America – racconta il dottor Montebelli – in quel Paese, oltre a Inghilterra e Germania, è già diffusa e considerata un’ottima alternativa contro la patologia ostruttiva con un livello molto basso di invasività. Se la tecnica operatoria è poco nota, purtroppo lo è anche la patologia che va ad affrontare, con gli uomini infatti si è ancora molto indietro sulla cultura dello screening rispetto alle donne, dove è stata fatta molta sensibilizzazione rispetto alle patologie della mammella. Si tratta quindi di una novità non solo per il territorio veneziano ma nazionale, che completa la gamma già molto ampia di soluzioni che l’Ospedale Villa Salus offre ai pazienti».
«L’intervento con Urolift prevede una leggera sedazione per impiegare un cistoscopio – prosegue il medico – uno strumento che permette di vedere con una microcamera le strutture anatomiche dell’uretra. Una volta raggiunta la zona in cui è presente la condizione di prostata ipertrofica che provoca il restringimento del canale, il tessuto che ostruisce il passaggio viene spostato lateralmente e viene inserito un dispositivo che mantiene le pareti a larghezza corretta per consente un flusso libero e senza dolore dell’urina. L’intervento consente di migliorare la minzione senza conseguenze funzionali, riportando a poter vivere una vita normale su tutti i fronti. Uno dei vantaggi di questa metodica è la possibilità di offrire un’accurata personalizzazione rispetto alle necessità di trattamento delle patologie negli uomini».

«C’è sempre un po’ di timidezza iniziale nell’affrontare problemi urologici nei pazienti uomini – confessa Montebelli – ma vedo che negli ultimi tempi sta migliorando l’approccio alla prevenzione e sta diminuendo il senso di “vergogna” che colpisce chi è afflitto da queste problematiche. Per fortuna la visita di controllo alla prostata e il contatto con l’urologo non sono più un tabù, c’è maggiore consapevolezza e si ha meno paura di fare i controlli. Tanto che spesso chi arriva la prima volta se ne esce dicendo “Pensavo molto peggio” e fra gli uomini è in atto un passaparola in questo senso che semplifica l’avvicinarsi alla prevenzione. Le patologie poi possono essere di vario tipo e solo grazie alle campagne di sensibilizzazione è possibile scoprirle e intervenire per tempo, tanto che abbiamo visto anche ragazzi molto più giovani dell’età in cui si consiglia di iniziare i controlli, ovvero a partire dai 40 anni».
«I segnali a cui prestare attenzione – conclude – spesso non sono manifesti a meno che non si tratti di patologie ostruttive, ma se si iniziano a riscontrare casi di difficoltà a trattenere l’urina, gocciolamento dopo la minzione o la sensazione di non aver espulso tutti i liquidi è bene fare una visita urologica. Infatti i sintomi, se trascurati, possono danneggiare l’intero sistema, impattando anche sulla vescica, che una volta rovinata è difficile da ripristinare completamente. Le tecniche, con l’aiuto della tecnologia, oggi sono davvero meno invasive possibili e a bassissimo impatto sulla quotidianità, dalla salvaguardia di erezione ed eiaculazione, all’intervento per non cercare di rendere non più necessario il catetere, si fa davvero tutto il possibile per migliorare la vita degli uomini, l’importante è però tenersi controllati e non avere alcuna remora ad affidarsi alle cure mediche».
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