
Atleti del presente e del passato riuniti in una serata nel segno del fair play e dell’amore per lo sport, protagonisti del 16. Venice Panathlon Day quest’anno ospitato nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista. Ormai una tradizione, per il Panathlon Club Venezia, la cui missione è quella di trasmettere, specie alle nuove generazioni, alcuni valori fondamentali, quali l’amicizia, il rispetto degli avversari e delle regole e la solidarietà reciproca. Tra i momenti più attesi del 5 novembre scorso, in un evento scandito come ad ogni edizione da una serie di premi, l’arrivo sul palco di Igor Cassina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004 nella sbarra e l’unico ginnasta italiano ad aver dato il proprio nome ad un elemento tecnico riconosciuto a livello internazionale. A lui è andato il Venice Panathlon Sport Award, non solo per la sua straordinaria carriera ma anche per l’impegno nel trasmettere i valori dello sport come scuola di vita. «Sono passati 21 anni: per me è stata la realizzazione di un sogno», ha detto Cassina tornando con la mente alla sua medaglia d’oro. «Per fare la differenza – ha proseguito – abbiamo un minuto in cui giocarci il risultato. È chiaro dunque che in quei momenti l’imperativo diventa saper estraniarci da ciò che ci circonda. Altrimenti potrebbe essere molto complicato fare tutto quello per cui ci si è preparati per arrivare fino a lì».

Poi un messaggio ai giovani (e non solo): «Posso solo dire che custodire il sogno che avete dentro di voi è importante: quella parola mi ha affascinato sin da piccolo. Ho iniziato a praticare ginnastica artistica a 6 anni, ma ogni giorno ho sognato “quel” momento. E questo fa la differenza. Lo sport è una sfida quotidiana e dobbiamo imparare anche dalle cadute e dagli errori, che sono difficili da digerire. Credete in voi stessi: non sarà mai il risultato finale a determinare la vostra qualità e spessore». La consegna del premio, impreziosito al centro dalla testa riprodotta artisticamente di un leone, simbolo della città d’acqua, ha portato Cassina a condividere con il pubblico, con un sorriso, il fascino che nutre proprio nei confronti di questo animale. O meglio, delle caratteristiche e stile di vita che lo contraddistinguono. «È il felino che in natura fallisce più di tutti. Nonostante la sua giornata tipo sia un disastro… rimane comunque il re della foresta». Il Panathlon Day è cominciato con l’inno di Mameli, proseguendo con i saluti del presidente del Club lagunare, Diego Vecchiato. «Credo che quella in cui ci troviamo – ha commentato – sia la sede perfetta per questo evento, dov’è racchiuso il valore della tradizione e in cui è letteralmente passato il mondo. Il Panathlon è più “giovane”, ma rappresenta anch’esso uno scrigno di valori umani e storia».

La centralità della persona, uno degli elementi, secondo Vecchiato, che collega la Scuola Grande San Giovanni Evangelista e il Panathlon, per il quale alta è l’attenzione verso il prossimo, «con le sue fragilità e con i suoi punti di forza». «I valori che le Olimpiadi, come lo sport in generale, trasmettono, sono quelli che dobbiamo condividere con i giovani – le parole del vicesindaco e assessore allo Sport, Andrea Tomaello, puntando lo sguardo verso Milano Cortina 2026 –. Abbiamo davanti mesi importanti: le Olimpiadi invernali sono un evento che toccherà anche la città di Venezia. Stiamo lavorando con la Fondazione per dare ai ragazzi l’opportunità di conoscere il mondo sportivo di alto livello». Il premio Mario Viali – Una vita per lo sport è andato invece al veneziano Daniele Scarpa, oro e argento olimpico, nella canoa, ad Atlanta 1996, oggi promotore di progetti per i giovani. Da lui è partito un auspicio e un invito per il futuro: «Venezia deve tornare ad essere regina del canottaggio – ha affermato – Ben venga il Bosco dello Sport, ma sarebbe importante creare un polo nautico in laguna. Me lo immagino all’isola della Certosa. Bisogna investire negli sport legati alla tradizione, riportando i giovani a comprendere l’arte e la cultura della voga». La serata è stata anche l’occasione per presentare il neonato Panathlon Club Venezia Junior, che conta già più di 10 giovani iscritti e che rappresenta un’apertura significativa verso le nuove generazioni: ragazze e ragazzi impegnati nello sport, come pure nello studio o nella propria professione. Tra i riconoscimenti, anche il Fair Play alla Carriera a Franco De Respinis, general manager della Reyer Venezia dal 1966 al 1996, guidando la squadra in anni cruciali e continuando a operare nel basket anche in seguito. Il suo impegno nel mondo della pallacanestro si è esteso per più di 60 anni, nel corso dei quali De Respinis ha ricoperto ruoli di grande responsabilità. Sul palco, per lui, il figlio Simone.

Giulia Marella è stata insignita del premio Giovani Promesse. Portacolori della Compagnia della Vela di Venezia, ha saputo coniugare talento e determinazione in un 2025 da incorniciare. Nata nel 2008 e veneziana, ha già scritto pagine importanti nella vela giovanile italiana raggiungendo, tra gli altri, il titolo di campionessa europea Ilca 4 Youth conquistato in Polonia. Spazio poi al concorso letterario in memoria di Alfredo Borsato, riservato ai racconti che esaltano lo sport come esperienza umana e formativa: primo posto per Marcello Padoan (Morosini), secondo per Sofia Soriano Rei (convitto Foscarini) e terzo, ex aequo, per Giovanni Tommasini (Morosini) e Maria Teresa Trevisan (Sansovino). Il premio Classifica Combinata Regate Comunali 2025 ha tenuto invece conto di tutta la stagione remiera dell’anno, assegnando punteggi alle varie regate comunali che si sono susseguite. Sono due le coppie vincitrici uscite da questa classifica: Silvia Bon e Debora Scarpa e Jacopo Colombi e Andrea Ortica. Un momento che ha permesso di dedicare una riflessione sul tema del moto ondoso, mostrando le immagini della mascareta delle due campionesse investita e spezzata, nel 2023, a causa dell’impatto con un taxi. A conclusione della cerimonia, l’assegnazione del 53. premio Studente – Atleta per quei giovani che riescono a coniugare studio e sport con impegno. Per le scuole medie e superiori, nella categoria femminile primo posto per Azzurra Vitturi (Farina – Pattinaggio artistico Spinea) e Giulia Marella (Benedetti – Compagnia della Vela); nella maschile per Gabriele Trevisan (Manin – Canoa Club San Donà) e Nicolò Collini (Foscarini – Comini Scherma). Sul palco anche la scuola Onor di San Donà, vincitrice delle ultime Panathliadi che si sono svolte nell’isola di San Servolo, con il concorso fotografico che ha visto al primo posto Gabriele Trevisan (Manin).
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