
«La complessità necessita di un approccio condiviso, ma un aspetto cruciale con cui affrontarla è il tempo e l’organizzazione, la nostra fondazione stessa si occupa di tanti temi ma non abbiamo iniziato con tutti contemporaneamente, ma lavorato per singole aree per realizzare una crescita organica». Parola di Alessandro Costa, al secondo mandato come Direttore Generale della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità per il triennio 2025-2027. «I nostri obiettivi restano quelli di essere un acceleratore di iniziative mettendo insieme realtà diverse che non avrebbero diversamente modalità di collaborare insieme, con lo scopo di trovare dei modelli che possano essere applicati in una città unica come Venezia, nell’intero territorio e oltre. Lavorare qui non solo ci dà una portata internazionale ma dimostra al mondo che soluzioni possibili in laguna, possono essere applicate ovunque».
La Fondazione si presenta infatti con modello unico a livello di innovazione, strategia e qualità di parternariato con 44 soci tra istituzioni come Comune di Venezia, Regione Veneto, Città Metropolitana, Iuav, Ca’ Foscari, Accademia di Belle Arti, Conservatorio Benedetto Marcello, Fondazione Giorgio Cini, Confindustria, Unioncamere, Cassa Depositi Prestiti, Invitalia e aziende come Boston Consulting Group, Enel, Eni, Microsoft, PwC, Tim, Trenitalia, Poste Italiane, Unicredit, Umana. Questa rete unisce soggetti così diversi nel comune interesse di operare su temi legati a Venezia e a tutto il suo territorio oltre al Centro Storico verso l’intero Veneto. L’approccio è quello di creare modelli di sostenibilità integrata a 360° che tenga conto di impatti ambientali, economici, sociali e culturali.

«Gli obiettivi della Fondazione vengono fissati dal Consiglio di Indirizzo, che definisce linee guida che poi vengono trasformate in piani di attività, le principali per il prossimo triennio saranno le partnership, le buone pratiche, il turismo e l’innovazione – spiega il Direttore Generale – a livello di consolidamento del parternariato, che già rappresenta bene lo spaccato dei portatori di interesse del territorio, vogliamo estenderne la compagine per essere il più rappresentativi possibile rispetto al tema dello sviluppo sostenibile, per favorire nuove idee e progettualità da concretizzare. Vogliamo poi approfondire e promuovere buone pratiche dal risvolto positivo, visto che siamo stati incaricati dal Comune di Venezia di rappresentare un successo di adattamento e resilienza climatica presso l’Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR) dell’ONU per la rete di città costiere “Making cities resilient” con l’esperienza del MOSE».
«In merito al turismo stiamo studiando le caratteristiche di questo fenomeno prendendo in esame chi frequenta Venezia non limitando il nostro sguardo all’isola storica – aggiunge Costa – ci interessa l’intera area vasta che include anche i flussi dei pendolari, oltre alle decine di milioni di turisti e ai residenti, per cui abbiamo individuato un bacino di partenza di 900.000 “city users” provenienti da almeno 15 comuni della Città Metropolitana a cui si aggiunge Mogliano Veneto. Il nostro compito è contribuire alla comprensione di tutti i flussi che interessano Venezia e trovare delle soluzioni per una gestione ottimale, collaborando con Regione e Comune raccogliendo e studiando esperienze e buone pratiche da parte di altre realtà, che affrontiamo anche attraverso il format della Biennale della Sostenibilità. Poi a livello di innovazione e transizione ambientale, energetica, industriale e logistica offriamo spazi di analisi, incontro e riflessione, come fatto per la space economy regionale».

«Per noi resta il grande tema di riuscire a proporre un modello, in ottica di diversificazione, che unisca una base economica a una di resilienza del nostro territorio, a partire dalla tradizione di quello che definiamo come “cluster della conoscenza” accumulata a Venezia grazie al patrimonio del sapere accademico, culturale e imprenditoriale – spiega il Direttore – vogliamo studiare e perfezionare un set di strategie, valorizzando queste caratteristiche, che definisca una trasformazione urbana che accompagni uno sviluppo del mercato del lavoro con un impatto internazionale, dove il punto nodale è la combinazione fra formazione, innovazione e ricerca unendo le forze fra istituzioni e aziende, riconvertendo anche spazi urbani a questo scopo come l’operazione che stiamo facendo all’Arsenale con la creazione del Polo del Mare, operazione portata avanti con la Marina Militare sui temi dello sviluppo costiero assieme a CNR, Ca’ Foscari e Iuav».
«Per salvaguardare la laguna il percorso obiettivo è quello di raggiungere un bilanciamento fra turismo, industria e portualità, accademia e cultura, per superare l’approccio di monoculture che non dialogano fra loro – chiarisce Costa – solo così si potranno affrontare al meglio sfide come il post-MOSE, di cui oggi promoviamo l’utilizzo ed è adeguato alla tecnologia attuale, ma che non sarà eterno o il tema della conversione di imprese del territorio al recupero di materie critiche, ce ne sono già circa 300 pronte a cambiare pelle. Tutti aspetti che dobbiamo far emergere anche attraendo investimenti esterni, dimostrando che Venezia e la sua laguna sono resilienti e guardano al futuro perché vogliono sopravvivere alle sfide che l’ambiente e l’economia ci pongono davanti, ma seguendo principi stringenti di sviluppo sostenibile. Il nostro ente non nasce però per auto-elogiarsi, ma per tracciare e definire un orizzonte verso cui tendere creando un luogo anche per la discussione e progettazione internazionale di modelli sostenibili, perché se può funzionare in un luogo così peculiare, i modelli sono replicabili ovunque».

«Abbiamo la fortuna di avere a Venezia un laboratorio a cielo aperto unico per dimensioni e peculiarità ambientali – premette il DG – si tratta di un ambiente tendenzialmente chiuso dove i processi sono misurabili per cui se un progetto riesce ad essere efficace in un luogo dove una città storica convive con un sito industriale e l’ambiente si fonde col patrimonio culturale, siamo in grado di definire percorsi validi per il mondo intero. Con questo spirito organizziamo la Biennale della Sostenibilità, che è diventato uno dei nostri appuntamenti principali in cui trasformare Venezia in un centro di attrazione per raccogliere esperienze, scambiare informazioni e confrontarsi su buone pratiche. I punti su cui vogliamo continuare a porre attenzione sono lo sviluppo di energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile. Venezia per noi deve essere protagonista in questa proposta di cambiamento, lo stiamo comunicando attraverso la mostra “Intelligent Venice” e prossimamente saremo impegnati in una conferenza internazionale sulla resilienza urbana contro i cambiamenti climatici con focus sulle città costiere».
«Alla domanda su come vedo il futuro di Venezia – risponde Costa – immagino un futuro dove tutti i diversi portatori di interesse, sia pubblici che privati, siano in grado di fare squadra, perché davanti a grandi sfide a fenomeni complessi l’unica strada è lavorare tutti insieme. Il ruolo specifico della Fondazione è quello di mettere insieme e far dialogare tutti questi soggetti. Non abbiamo risposte pre-costituite a fenomeni come il turismo o il MOSE, ma diamoci il tempo corretto per sperimentare e trovarle, operazioni ad esempio come il contributo d’accesso hanno dimostrato di essere utili almeno per capire chi usa e in che modo la città, perché senza comprensione è impossibile anche solo proporre politiche condivise, trovando un compromesso tra l’overturism e il vuoto sperimentato col Covid-19. Sul MOSE poi sembra evidente che le barriere andranno chiuse in modo crescente, ma ci sono ipotesi di studio dei flussi con chiusure parziali oltre a proposte di approdi logistici fuori delle bocche di porto. Insomma ragioniamo e sperimentiamo, usando bene il tempo che abbiamo a disposizione per definire delle strategie realmente condivise ed efficaci perché Venezia sia un modello di sostenibilità globale».
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a GREEN&SALUS e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!