
«Questo traguardo ci rende orgogliosi non solo perché è un lavoro di squadra, ma perché certifica il raggiungimento dell’obiettivo di coordinare la nostra offerta sanitaria sul territorio – afferma con soddisfazione il Direttore Sanitario dell’Ulss 3, Giovanni Carretta – infatti riuscire a ottenere il riconoscimento dei 3 Bollini Rosa da parte di Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere che ha avviato questa iniziativa nel 2007, su tutti e cinque i nostri ospedali di Mestre, Venezia, Chioggia, Mirano e Dolo, significa che il metodo di lavoro che ci siamo dati a inizio di questo mandato, ovvero creare una struttura a rete che superasse la logica precedente di presidi autonomi, sta portando risultati concreti perché riusciamo a garantire lo stesso livello di qualità di assistenza e le medesime iniziativa sull’intera area veneziana».
«Questo riconoscimento è importante anche a livello di segnale da dare alla società di una sanità sempre più attenta ai bisogni del cittadino e maggiormente calibrata rispetto alle reali esigenze di assistenza, senza lasciare indietro nessuno – aggiunge il dirigente – continuando a garantire la qualità di prestazioni che vogliamo mantenere eccellenti. Un messaggio questo che si rivolge sia ai pazienti che agli operatori attuali e potenziali, davanti infatti abbiamo anni difficili in cui dovremmo confrontarci con una curva pensionistica importante e quindi sarà fondamentale riuscire a motivare il personale e continuare ad attrarlo, la Regione stessa ci impone come linee guida quello di lavorare sul clima organizzativo della nostra azienda sanitaria».

«Per ottenere i Bollini Rosa viene analizzata l’attività di un biennio – spiega Carretta – dove per riuscire a ottenere il massimo dei voti, ovvero i fantomatici tre bollini, è necessario aver aderito a un alto numero di iniziative che vengono proposte dalla Fondazione Onda e che si suddividono in appuntamenti per avvicinare le pazienti alle cure, attraverso l’accesso gratuito a servizi come visite, esami, screening e l’organizzazione di convegni, attività di informazione e open day aperti al pubblico. In questo senso la salute della donna ha potuto essere supportata a livello neurologico, ginecologico, di prevenzione, di nutrizione e in base a specifiche patologie. Tutto questo permette di facilitare l’accesso alle strutture esistenti, per avvicinare le pazienti, per diffondere la cultura della prevenzione».
«Quello ottenuto quest’anno è un risultato mai conseguito fin qui dall’ULSS3, avendo conquistato 3 Bollini Rosa in tutti e cinque i nostri presidi ospedalieri per cui siamo stati premiati a Roma lo scorso 27 novembre dopo essere stati valutati positivamente dal comitato presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – aggiunge il Direttore Sanitario – sui circa 1200 ospedali italiani solo 145 hanno ottenuto il massimo dei voti e se Mestre e Chioggia avevano già ricevuto il massimo nel 2023, Venezia, Mirano e Dolo, sono passati da due a tre bollini. Oltre al risultato, si tratta di una certificazione di qualità che garantisce all’utenza un servizio di livello sull’intera area, dove su più di 600.000 abitanti, oltre la metà è di sesso femminile, soprattutto nella fascia over 75, si tratta quindi di veder riconosciuta un’offerta di salute che risponde alle esigenze del territorio».

«La nostra ULSS è nata come sintesi di tre aziende sanitarie diverse – spiega Carretta – non abbiamo lavorato solo per integrare, ma per collegare e coordinare i vari reparti non solo all’interno degli ospedali ma proprio fra le strutture sanitarie. Per noi la sanità per essere di qualità ha bisogno sia di uniformità che di aggregazione per specializzazione, in modo da dare un livello di assistenza alto in ogni presidio ma di costruire una rete, per mettere in condivisione l’elevatissima specializzazione di alcuni reparti, tanto che alcuni specialisti e protocolli di intervento vengono condivisi all’interno della rete di servizi dell’intero territorio di competenza. Viene adottata così una logica da azienda che punta a saturare la capacità di offerta di prestazioni in base alla risorse in campo, secondo il principio di hub/spoke dove alcuni ospedali (hub) gestiscono patologie specifiche e presidi (spoke), come sarà per la rete delle case di comunità, forniscono assistenza di base smistando i casi più complessi verso i centri di specializzazione».
«In questo modo è possibile generare valore aggiunto – aggiunge il dirigente – perché le specializzazioni si compongono a livello di intera ULSS e non solo di ospedale, mettendo in rete ambiti quali pediatria, oculistica, cardiologia, geriatria, ginecologia, radiologia e le varie chirurgie unite insieme da trasversalità e via via attivabili in base alla gravità e complessità dei casi da trattare. Per affrontare questa complessità di offerta diffondendola verso l’esterno, abbiamo istituito un coordinamento individuando per ogni ospedale un referente, con il compito di gestire tutte le iniziative di promozione della salute, questo ci ha permesso di aderire a tutte le iniziative proposte da Fondazione Onda in ambito di prevenzione, screening ed eventi, vedendo riconosciuto, grazie alla conquista dei 3 Bollini Rosa, il lavoro di organizzazione che a monte permette alle nostre strutture di essere in dialogo e collaborare in modo coordinato».

«La medicina sta andando progressivamente verso una tipologia di offerta sempre più calibrata rispetto alle esigenze specifiche dell’utenza – precisa Carretta – non solo a livello di genere ma soprattutto anagrafico, per questo stiamo allineando progressivamente i servizi ai trend demografici, in modo tale da offrire cure sempre più su misura del cittadino. In questo senso anche l’aspetto di genere è importante perché riuscire a offrire prestazioni sempre più vicine alle necessità specifiche aiuta a prevenire rischi di patologie indirizzando l’uso delle risorse nel miglior modo possibile, anche soddisfare il cittadino è un valido indicatore di qualità percepita. Questa certificazione ottenuta è importante, ma non è l’unica di cui si occupa Fondazione Onda, che valuta anche l’offerta per uomini, di RSA e farmacie, per portare l’intero comparto verso l’eccellenza, obiettivo che condividiamo».
«Le certificazioni sono utili e continueremo a lavorare in questo senso, ad esempio come quella della Accreditation Canada per l’eccellenza nel trattamento dell’ictus che abbiamo in corso – conclude di Direttore Sanitario – ma inseguire solo l’eccellenza della prestazione in sé non basta se non si riesce a darne consapevolezza ai cittadini. Per questo il nostro impegno presente e futuro sarà sull’informazione alla società, perché conoscere gli strumenti e i servizi permette non solo di preservare meglio la salute, ma anche di ottimizzare l’uso delle risorse, un aspetto che non può essere trascurato, senza prescindere dalla garanzia di assistenza che resta un punto fermo. In questo senso i numeri della partecipazione alle iniziative che organizziamo da parte dei cittadini ci sta dando conferma della bontà del percorso intrapreso e anche la disponibilità e la motivazione del nostro personale riflette questa filosofia e sentimento condiviso nell’intera ULSS3 Serenissima».
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