
Fervono i preparativi per la festa di San Rocco, come da tradizione in programma il 16 agosto. Un appuntamento particolarmente sentito, a Venezia, preceduto dal suggestivo allestimento del “tendòn del dose”, per celebrare colui che è il compatrono della città d’acqua, insieme a San Marco e a San Teodoro, al quale i veneziani si affidarono durante l’epidemia di peste che colpì la Laguna tra il 1575 e il 1577. «La nostra Scuola Grande – comunica il guardian grando, l’architetto Franco Posocco – per quel giorno rimarrà aperta al pubblico gratuitamente, con visite guidate a disposizione di chi fosse interessato». Immancabile, la mattina, la Messa pontificale presieduta nella chiesa di San Rocco – dove dal 1490 sono custodite le spoglie del santo – da mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone. «Stiamo portando a termine il restauro del “tendòn del dose”, che risente dello scorrere del tempo. Il tutto tenendo conto che i cambiamenti climatici in atto consigliano di rinforzarlo e ancorarlo con una certa attenzione, alla luce dei possibili temporali che potrebbero verificarsi». Un restauro sul posto, spiega Posocco, che sta coinvolgendo la parte lignea, sulla quale verranno poi predisposti i classici addobbi di stoffa. «Siamo stati aiutati dal Comune, che ha inserito la nostra festa nel palinsesto dei grandi eventi cittadini, come il Redentore. L’intervento che stiamo conducendo spetta alla Scuola Grande di San Rocco – evidenzia l’architetto – con il sostegno economico del Comune, i cui rappresentanti sono sempre presenti anche alle nostre cerimonie».

La giornata sarà come sempre dedicata anche alla premiazione di personalità o associazioni del territorio che si sono distinte in opere umanitarie. Tuttavia la destinazione del Premio San Rocco verrà resa nota solo prossimamente. «Stiamo decidendo a chi riservarlo per questa edizione. È un riconoscimento importante, ormai consolidatosi negli anni. Si tratta del principale premio di tipo benefico, che il 16 agosto verrà consegnato proprio alla presenza del vescovo e di un rappresentante del Comune». In tema di lavori in corso, il guardian grando fornisce poi un aggiornamento su quella che verrà chiamata collezione Castelforte, che verrà allestita in un nuovo spazio limitrofo alla Scuola Grande, con affaccio sul rio de la Frescada. L’obiettivo è quello di ricavare una sala al pianoterra per organizzarvi riunioni e convegni, oltre che – a livello di collezioni – esporre quelle opere al momento custodite nei magazzini della Scuola, dove di spazi liberi a disposizione non ce ne sono più. «Le operazioni previste – osserva l’architetto Posocco – verranno ultimate entro l’anno. Saranno messe in mostra opere d’arte risalenti soprattutto al ‘700 e ‘800, oggi nei depositi e dunque non visibili, come ceramiche (un lascito di qualche anno fa), quadri del Longhi e di altri autori dell’ultimo periodo della Repubblica, decori e documenti. Ormai manca solo l’arredamento, in quanto la parte muraria, dei serramenti, dei pavimenti e degli impianti è già stata completata. Bisognerà poi capire quali opere esporre». Il biglietto d’ingresso sarà unico, comprendente Scuola Grande, chiesa di San Rocco e collezione Castelforte.

«Le visite a San Rocco si mantengono costanti». Lo conferma Posocco, riferendosi ai numeri annui registrati: mediamente 150.000 i visitatori complessivi. «Arriva un pubblico selezionato, in genere persone preparate e competenti. Oltre la metà è straniera». Ad interessare particolarmente è come sempre la visione della “Crocifissione” del Tintoretto, i cui risultati del restauro conservativo messo in atto sono stati svelati ufficialmente a maggio scorso. «È stato il nostro evento dell’anno – riflette Posocco con una punta d’orgoglio –. Il restauro ha permesso di far riscoprire uno dei quadri più importanti di tutto il Rinascimento Veneto. Un risultato ottenuto grazie al prezioso contributo di Save Venice. Collegato a questo evento, va poi ricordato il convegno che è stato organizzato, dedicato proprio all’opera stessa, in collaborazione con l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. È stato condotto un lavoro straordinario e sperimentale, sul quadro, che ha permesso di farlo riscoprire, in quanto ormai l’immagine era offuscata dal tempo, dallo sporco, dalle ossidazioni e da interventi maldestri. La “Crocifissione” sarà naturalmente protagonista delle visite guidate in programma il 16 agosto».

Tra le iniziative future che si stanno già progettando, un convegno e una piccola mostra, tra l’autunno e l’inverno prossimi, dedicati al pittore veneziano Giovanni Antonio Fumiani, tra i maggiori esponenti della corrente dei “tenebrosi”, autore di un’enorme tela conservata nella chiesa di San Rocco e, anche in questo caso, recentemente restaurata e restituita alla città, oltre che dello splendido soffitto di San Pantalon. Di altre opere sue, oggetto di intervento, ve ne sono proprio all’interno della Scuola di San Rocco. «Desideriamo trasmettere al pubblico e spiegare il valore di questo grande artista, interessante se considerato come tramite fra la pittura veneta e gli sviluppi che sono avvenuti altrove, come nel caso della Francia nell’epoca del Re Sole. Fumiani ha lavorato in giro per il Veneto, anche nel Trevigiano. Un autore dimenticato, ma molto esperto e bravo». Un’operazione di valorizzazione del ‘600 veneto, di un periodo «poco valutato e invece contraddistinto da pittori significativi, di cui forse proprio Fumiani è il maggior rappresentante. Stiamo organizzando il tutto con la Soprintendenza», conclude Posocco, ricordando anche l’incremento dell’attività culturale che si sta portando avanti. «Abbiamo di continuo conferenze e pubblicazioni, nonché un’intensa attività musicale. A giugno, ad esempio, si è svolto il concorso internazionale per musica d’organo». Tra gli altri lavori che la Scuola Grande sta conducendo, il restauro dell’altare al pianoterra e l’intervento al tetto.
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