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Screening anti-tumore: esami a cui aderite senza indugi

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di Francesco Bortoluzzi, gastroenterologo Ulss 3 Serenissima

Prevenire è meglio di curare: lo sentite dire spesso, voi pazienti, e lo ripetiamo da sempre, noi medici. Quanto a metterlo in atto, però, è tutto un altro discorso: dei corretti stili di vita – cibo sano, alcool il giusto, niente fumo, attività fisica regolare, ad esempio – sappiamo tutto, ma spesso e volentieri applichiamo poco o niente. In fondo, perché morire sani? E così si riempiono le sale di attesa di ambulatori ed ospedali, con inevitabili disagi, ritardi e lamentele varie.

Al netto degli stili di vita, parlare di prevenzione significa anche parlare di screening. Uno screening di popolazione vuol dire sottoporre un’ampia fascia di persone, selezionate in base all’età, al sesso e ad eventuali fattori di rischio per malattia, ad alcuni esami semplici in grado di “intercettareuna patologia prima che diventi sintomatica o troppo grave per essere curata. Un po’ come dire: «La accoppiamo da piccola!». In inglese infatti la parola “screening” significa più o meno “setaccio”: noi setacciamo le persone per trovare la “pepita”, magari non d’oro, della malattia precoce.

Immagine di freepik
Come funziona l'adesione agli screening oncologici per setacciare la presenza di tumori

Ovviamente più grave è la possibile malattia più importante è lo screening dedicato, come è il caso degli screening oncologici, che in Italia sono tre, strutturati, organizzati e totalmente gratuiti (ricordatevene quando parlate male del Servizio Sanitario Nazionale): due riguardano le signore e sono il percorso di prevenzione dei tumori di seno ed utero, e uno è universale (maschi e femmine) e riguarda il colon, che in effetti abbiamo tutti.

Tra l’altro, badate che i signori maschietti non solo hanno un solo screening a disposizione, ma si permettono pure di ignorarlo: da sempre, infatti, l’adesione allo screening del tumore del colon è più alta per le donne che per gli uomini. E poi qualcuno si stupisce di vedere molte più vedove in giro… L’adesione allo screening è sì gratuita, come si diceva, ma anche assolutamente volontaria: un piccolo sforzo, insomma, bisogna farlo, in qualche modo! Ad esempio, per il nostro colon – di cosa  posso parlare io, povero gastroenterologo… – va raccolto un campione di feci, con il kit che si può ritirare in farmacia presentando la lettera di invito (non è così complicato), che poi si consegna nei punti di raccolta e via…

La campagna di screening per i tumori del colon e retto dell’Ulss 4 Veneto Orientale
Screening per il tumore al colon: che fare se si trova sangue nelle feci

Certo, se si trovano tracce di sangue nelle feci, allora tocca fare la colonscopia, ma è certo per un buon motivo – siete stati “setacciati” – e ormai, con purghe “minimaliste” e sedazione, l’esame non è poi così tremendo. Se poi troviamo il polipo, ve lo togliamo e con esso anche il rischio di sviluppare un tumore: perché la cosa importante di un programma di screening è cercare, trovare ed “eliminare” una lesione pre-cancerosa, come il nostro povero polipo del colon.

E infatti, da quando esiste e funziona lo screening del tumore del colon, si è ridotta del 15% (tantissimo, in medicina) la probabilità di morire per questo motivo, e non nel paese delle meraviglie, ma in Veneto, che – siamo fortunati! – è tra le Regioni più avanzate per organizzazione e sviluppo dei programmi di prevenzione oncologica.

L'importanza dello screening per contrastare l'insorgere del rischio tumore

Se non siete ancora convinti, ecco qualche altro dato che riguarda gli screening dedicati alle donne (clicca qui per le infografiche di Azienda Zero): nel 2024 con quello per la prevenzione al seno sono stati diagnosticati 1.781 tumori, di cui 1.165 in stadio precoce, con il “setaccio” per la cervice uterina sono state individuate 624 lesioni pre-cancerose.

Va da sé che scoprire con grande anticipo un tumore abbia vantaggi notevoli: una riduzione significativa della mortalità, una maggiore probabilità di guarigione, terapie meno invasive e minori effetti collaterali grazie a diagnosi tempestive. Aderiamo, dunque, agli screening senza indugio: davvero prevenire è meglio di curare!

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