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Rivoluzionario e scomodo: ecco chi era per Barbero San Francesco

La recensione del libro del mese di settembre a cura di Gianluca Callegari e Michela Fabbro, librai della Libreria Studium di Venezia

Il nuovo libro di Alessandro Barbero dedicato al Poverello di Assisi è tra le uscite più attese dell’autunno. Lo storico torinese dedica a Francesco d’Assisi una biografia inedita e sorprendente, capace di restituire complessità e radicalità a una figura troppo spesso ridotta a icona rassicurante. Chi era davvero Francesco? Non soltanto l’amico degli animali, simbolo di pace e fraternità universale che gli affreschi di Giotto hanno consegnato alla memoria collettiva. Barbero ricostruisce, con il rigore dello studioso e il talento del narratore, la vicenda di un uomo che scosse profondamente il suo tempo: il giovane mercante che rifiutò ricchezze e privilegi per abbracciare la povertà assoluta; il predicatore itinerante che contestò i valori del Duecento mercantile; il fondatore di un Ordine travagliato da divisioni e tensioni; l’uomo segnato da malattie, penitenze e dal difficile rapporto con il proprio corpo, da lui chiamato “frate asino”, fino al sigillo definitivo delle stigmate. Un elemento centrale del libro è la questione delle fonti, affrontata da Barbero con la maestria che lo contraddistingue nel coniugare ricerca accademica e divulgazione accessibile. Le prime biografie di Francesco, scritte da chi lo conobbe, ne restituivano un’immagine aspra, contraddittoria, a tratti scomoda. Ma quarant’anni dopo la sua morte, l’Ordine prese una decisione senza precedenti: distruggere quei testi e sostituirli con la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio, che trasformava il santo in un modello perfetto e privo di ombre, simile a Cristo e funzionale alle esigenze dell’istituzione. Solo in epoca moderna i codici originari sono riemersi grazie a fortunati ritrovamenti, mostrando un Francesco molto diverso: duro e dolce al tempo stesso, capace di entusiasmare ma anche di scandalizzare, mai di lasciare indifferenti.

Oltre l'iconografia tradizionale

La forza di questo lavoro risiede nel coraggio di andare oltre l’iconografia tradizionale. Il Francesco che emerge dalle pagine di Barbero non è il santo sempre sorridente che parlava agli uccellini, né l’ecologista ante litteram che ammansiva i lupi. È invece un rivoluzionario scomodo che con le sue scelte radicali ha messo in discussione le basi stesse della società medievale. Il rifiuto totale del denaro, nel cuore del Duecento mercantile, non era solo voto ascetico ma atto di rottura con i valori emergenti del tempo. Barbero non si limita alla ricostruzione biografica: indaga anche la fortuna del mito francescano attraversi secoli, dalla devozione medievale all’uso politico in età contemporanea, fino alle riletture moderne legate all’ecologismo e al pacifismo. L’analisi mostra come la figura del santo sia stata continuamente reinterpretata e adattata alle esigenze di epoche e culture diverse, dall’ecumenismo al dialogo interreligioso, fino all’appropriazione durante il fascismo. Un processo che, se da un lato ha ampliato la sua attualità, dall’altro ha rischiato di allontanarlo dall’uomo reale. Il risultato è un ritratto inedito che restituisce il vero Francesco: non il santo di cartapesta, ma un uomo vivo, radicale e contraddittorio, tormentato e appassionato, che ancora oggi interroga la nostra idea di fede, di società e di politica.

Non una verità definitiva

Quello che più colpisce è l’onestà intellettuale dell’autore, che non pretende di offrire la “verità definitiva” su Francesco, ma una visione fondata sulle fonti e sullacomparazione critica delle biografie. Barbero è consapevole che la sua è una delle possibili verità, costruita con metodo rigoroso ma sempre filtrata dalla sensibilità dell’uomo che è anche storico. Questa umiltà metodologica non indebolisce il lavoro, anzi lo rafforza, invitando il lettore a riflettere e a confrontarsi con la storia come mosaico sempre aperto, dove ogni tassello aggiunge nuove prospettive senza cancellare le altre. Con San Francesco, Alessandro Barbero conferma ancora una volta il suo straordinario talento nel far dialogare passato e presente, accademia e divulgazione, rigore e passione. Ci accompagna a riscoprire una figura capace di cambiare il suo tempo e di restare, a otto secoli di distanza, incredibilmente attuale e necessaria. Un libro che non è soltanto un evento editoriale, ma uno strumento prezioso per affrontare le celebrazioni dell’800° anniversario liberando il Patrono d’Italia dalle semplificazioni agiografiche e restituendogli la sua dimensione più autentica. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia confrontarsi con un uomo che ha saputo cambiare la Chiesa e il suo tempo, e che continua a inquietare e affascinare anche il nostro presente.

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