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Per il mercatino di San Nicolò riapre la chiesa dell’ex Ospizio Briati

Dal 5 al 9 dicembre nella chiesetta di San Giuseppe dell’ex Ospizio Briati a Murano si terrà il mercatino del vetro dell’usato. Con l’occasione la chiesetta ‘700esca sarà visitabile. Proposto un progetto di riqualificazione dell’intero spazio

In occasione della Festa di San Nicolò del 6 dicembre, patrono dei vetrai, riapre per qualche giorno al pubblico dal 5 al 9 dicembre a Murano la chiesetta dell’ex Ospizio Briati, con un mercatino di beneficenza dell’usato principalmente incentrato sul vetro, aperto con orario 10 – 16.30, organizzato dal Circolo Ricreativo Culturale Muranese, di cui è presidente Renato Salvi. L’iniziativa, dopo il successo dello scorso anno, viene riproposta con la speranza che gli spazi chiusi da oltre 20 anni vengano riaperti non solo in occasione del mercatino ma in modo più continuativo, con finalità che potrebbero essere legate proprio alle attività vetrarie dell’isola. «Ringraziamo l’Ipav, Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane, che gestisce lo spazio e che per il secondo anno in occasione della festa di San Nicolò ci dà la possibilità di realizzare al suo interno il mercatino di beneficenza. È un’occasione per restituire alla cittadinanza almeno per cinque giorni all’anno la bella chiesetta del Settecento» dice Sandro Smerghetto, vicepresidente e segretario del Circolo Ricreativo Muranese, anticipando che, come da tradizione durante la Festa di San Nicolò, a chi si recherà a visitare il mercatino verranno offerti bagigi, arance e vino. «Per l’occasione abbiamo pulito la chiesa liberandola anche esternamente dalle erbacce. – spiega – Per realizzare il mercatino poi, abbiamo predisposto un unico banchetto fatto a ferro di cavallo in cui esporre l’oggettistica. – continua Smerghetto – Il ricavato della vendita servirà a sovvenzionare le attività del Circolo rivolte alla cittadinanza muranese e all’acquisto di supporti e materiale ortopedico come carrozzine, deambulatori, stampelle e pannoloni per la Murano Benefica, divisione del nostro Circolo, che serve gratuitamente tutte le persone che ne hanno bisogno».

Briati crea l’ospizio per le vedove dei vetrai

L’ospizio ha una storia davvero interessante. Fu realizzato nel 1752 per volontà di Giuseppe Briati, nato a Murano l’8 gennaio 1686 da una famiglia di vetrai e divenuto tra i più famosi vetrai muranesi dell’epoca, come fabbricante di cristalli e lampadari. Il suo impegno arrestò la rovinosa decadenza del vetro in quegli anni. Mettendo in atto l’attività dell’operaio, l’ispirazione dell’artista, l’intraprendenza dell’industriale e l’amore del patriota, giunse nella produzione dei cristalli a competere con la Boemia, che in quel periodo aveva iniziato a dominare il mercato vetraio. Briati progredì nella fabbricazione del suo nuovo vetro e produsse opere speciali. Fu osteggiato dai propri colleghi per via dei suoi successi, soprattutto perché nel 1739 ottenne dal Consiglio dei X di trasferire la propria officina ai Carmini a Venezia, nonostante ormai fosse vietato da tempo produrre nel centro storico per paura dello scoppio degli incendi. Proprio Briati, attento alle necessità della sua isola, nel 1752 eresse l’ospizio che prese il suo nome per farne un ricovero per 12 vedove di maestri vetrai muranesi, a cui diede un vitalizio. Per erigere la sua opera filantropica acquistò il terreno dalla Scuola di San Giovanni dei Battuti, al cui centro eresse la chiesa che dedicò al santo che porta il suo nome, dotandola di tutti gli arredi sacri per le celebrazioni. Morì nel gennaio 1772 a S. Pantalon a Venezia e per sua volontà venne sepolto a Murano, dove l’ospizio da lui creato per diversi anni continuò la sua funzione nell’accogliere le vedove.

L’architettura dell’ospizio e della chiesa

La struttura dell’ospizio prese presto le forme di un convento, con le camerette per le ospiti, gli spazi comuni, il chiostro con al centro la vera da pozzo, e la chiesetta dedicata a San Giuseppe. Con il cadere della Repubblica l’ospizio visse poi fasi alterne, fino a ricostituirsi nel 1858 grazie al benefattore Pietro Bigaglia, anch’esso vetraio muranese. La struttura ricettiva venne poi chiusa verso la fine degli anni ‘80 e per pochi anni rimase aperta solo la cappella di San Giuseppe, per venire chiusa a sua volta verso la fine del ‘900. L’intero complesso dell’ex Ospizio Briati, realizzato su stile del Massari, è probabilmente opera di Francesco Bonazza. La facciata della chiesa dedicata a San Giuseppe è sobria ma in stile barocco, con due angeli che sormontano la facciata e una lapide che racconta l’origine del luogo. All’interno invece si trova il dipinto su tela raffigurante la “Vergine del Rosario” del 1757 di Giuseppe Angeli, artista che fu tra i migliori allievi di Gianbattista Piazzetta. «Significativo anche il Crocifisso ligneo del 1500» sottolinea Smeghetto, che spera il complesso possa presto godere di un competo intervento di restauro, in modo che gli spazi possano essere utilizzati per esibire le potenzialità dell’artigliato muranese.

Ideando il futuro dell'intero complesso

Ha bene le idee chiare Sandro Smerghetto che, ad aprile scorso, ha inoltrato all’Ipav un progetto articolato, da lui ideato per conto del Circolo Ricreativo Muranese, volto alla riqualificazione del luogo. «Come Circolo abbiamo pensato ad un progetto che si può autosostenere, realizzando un polo di aggregazione per l’artigianato del vetro muranese. – anticipa il vicepresidente – Il luogo, le cui stanzette vanno dai 15 ai 22 mq, potrebbe diventare un punto di riferimento per le arti del vetro muranese. Il pian terreno con le 9 celle dove alloggiavano le vedove dei maestri vetrai si potrebbe dare con affitti calmierati ai vari artigiani che ogni giorno potrebbero mostrare le lavorazioni tipiche del vetro muranese, tra cui lavoro a lume, incisione, decorazione, specchi, perle, mosaico e progettazione» spiega, sottolineando come questo diventerebbe un volano per un turismo di qualità. «Un museo pratico sulla nostra arte millenaria» continua Smeghetto, che con il Circolo Ricreativo Culturale Muranese ha anche realizzato il libro “Futuro del Vetro di Murano” (leggi qui). Al piano di sopra invece, dove ci sono altre 9 celle, si potrebbe creare una foresteria per artisti internazionali che vogliono creare opere d’arte in vetro: «Attraverso la Scuola Abate Zanetti si potrebbero invitare gli artisti più importanti del mondo così da creare un connubio tra la scuola e l’arte. Sarebbe anche una spinta importante per gli allievi». Quello dell’Opsizio Briati è un gioiello ormai in decadenza che, secondo Smergehtto, con la giusta spinta propulsiva potrebbe tornare a spendere, riaprendo così anche la chiesa. «Il Circolo si rederebbe disponibile poi per la gestione» conferma. Unico inghippo, non da poco, la cifra per attuare il restauro dell’intero complesso, che è stimata in due milioni di euro. Ora il circolo muranese aspetta risposta dall’Ipav per capire se è interessato a sposare il progetto, con la speranza, nel mentre, che qualche benefattore possa farsi avanti per avviare una fruttuosa collaborazione tra pubblico e privato.

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