
«“Famiglie al Museo” ormai è diventato un must per il nostro istituto – racconta con orgoglio il Direttore del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia Luca Mizzan – il ciclo di quest’anno è stato però qualcosa di speciale perché è legato all’attività svolta assieme al CNR-ISMAR di Venezia dedicata al progetto “Biodiversità in Laguna di Venezia”. Si è trattato di sette appuntamenti gratuiti, distribuiti da novembre 2024 a maggio 2025 dedicati all’apprendimento dei più piccoli accompagnati dai propri genitori. Diviso in due percorsi, “Siamo tutti diversi” e “Operazione biodiversità”, l’ultimo appuntamento previsto per domenica 11 maggio 2025 è andato sold-out in meno di un’ora, tanto piace e abbiamo persone in lista d’attesa nella speranza che si liberino dei posti».
«Tutte le attività che hanno coinvolto i bambini quest’anno oltre ad accompagnarsi a quelle sviluppate nelle scuole con il CNR-ISMAR – aggiunge il Direttore – saranno utili per la preparazione di due sale permanenti del nostro polo espositivo dedicate alla laguna, al suo habitat unico e alle specie animali e naturali che la popolano. Questo tema sarà centrale tutto l’anno, comprendendo anche gli aperitivi al museo che organizziamo nel corso dell’estate. L’opportunità per i ragazzi è stata quella di imparare divertendosi, facendo esperienze dirette attraverso metodi di insegnamento che mescolano teoria e pratica per far comprendere non solo l’importanza della biodiversità ma anche il ruolo che ognuno di noi ha nel proteggerla e preservarla per il bene del pianeta».

La collaborazione fra museo e CNR-ISMAR rientra nell’ambito del progetto “Biodiversità in Laguna di Venezia”, coordinato dall’istituto di ricerca all’interno del Biodiversity Gateway, un’iniziativa che punta a creare un collegamento fra scienza e società aperto a tutti a livello digitale con un touchpoint fisico proprio nelle sede veneziana del CNR. La progettualità è promossa dal National Biodiversity Future Center (NBFC), il centro nazionale formato da 2000 ricercatori finanziato da fondi europei, che si dedica a raccogliere e valorizzare il prodotto della ricerca scientifica e diffonde tecnologia e conoscenza su tutto il territorio italiano. Il progetto messo a terra a Venezia ha previsto un percorso didattico per l’anno scolastico 2024/2025 in partnership con la Fondazione Musei Civici di Venezia, attraverso il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue e la cooperativa Sestante.
L’attività sulla scuole ha coinvolto istituti del veneziano dalle elementari alle superiori, attraverso tre diversi appuntamenti: un primo incontro in classe tra ottobre a dicembre 2024, dove gli educatori hanno introdotto il concetto di biodiversità e preparato a livello teorico gli studenti; un secondo con un’attività di laboratorio svolta presso il Museo di Storia Naturale tra dicembre 2024 a febbraio 2025 con osservazione dei reperti ed esperimenti pratici in base all’età fra cui “La laguna un puzzle di ambienti” (elementari), “Insieme per il pianeta blu” (medie), “La biodiversità: diversi ma connessi” (superiori), infine si è svolta un’uscita in barca in laguna per raccogliere campioni e una visita al laboratorio CNR-ISMAR per analizzarli. L’esperienza in mare ha permesso, in base al grado scolastico delle classi, di approfondire l’ecologia della laguna, le alghe, il plancton e le microplastiche.

«Quello che sta realizzando il CNR-ISMAR attraverso questo grande portale fisico in cui la popolazione potrà venire in contatto con la scienza – spiega Mizzan – sarà un’opportunità per far scoprire la ricerca a livello di biologia marina, quindi siamo onorati di essere stati coinvolti come partner per portare le nostre competenze nella creazione di attività educative ed esperienza nella divulgazione. Proprio per il rapporto che abbiamo con gli insegnanti abbiamo creato i moduli formativi che hanno coinvolto 40 classi. Quello che oggi è l’esperienza vissuta da ragazzi domani sarà patrimonio del Biodiversity Gateway veneziano».
«Questa collaborazione ha caratterizzato quello che facciamo verso un pubblico più ampio possibile fuori dalla scuola per una sorta di “educazione permanente” – aggiunge – in questo senso portare le famiglie al museo, dove genitori e figli fanno esperienze insieme, è un’occasione per parlare di scienza in modo trasversale affrontando temi difficili e complessi che vengono resi accessibili e, perché no, interessanti e divertenti. Queste attività, organizzate una volta al mese durante l’anno scolastico, coinvolgono circa 25 persone, ma spesso facciamo due turni tale è la richiesta, con bambini dai 5 agli 8 anni e dai 7 agli 11. Li coinvolgiamo con lo studio di reperti, pièce teatrali e giochi, è un’attività che piace molto e che tematizziamo anno per anno, tanto che siamo già al lavoro per il prossimo ciclo che partirà a fine anno».

«I laboratori “Siamo tutti diversi” e “Missione biodiversità” fanno parte delle attività gratuite che il museo mette a disposizione delle famiglie – raccontano Margherita Fusco e Barbara Favaretto, responsabili della progettazione educativa – da anni lavoriamo su questi temi e quest’anno per quello dedicato alla biodiversità abbiamo coinvolto i bambini in attività ludiche come il riordino di un puzzle di 50 grandi pezzi per formare la laguna di Venezia dopo una caccia al tesoro, oltre a esercizi di memoria per riconoscere animali e vegetali. Per “Siamo tutti diversi” invece attraverso il racconto delle vicende di un pesciolino che vaga per gli oceani alla ricerca di altri pesci e specie marine insegnamo il valore della diversità, così attraverso l’uso di colori diversi aiutiamo a veicolare concetti sociali trasmettendo che come in biologia anche per gli umani la varietà non è un disvalore».
«Il nostro pesciolino che si sente solo è formato, come anche tutti gli altri esseri marini che incontra, da sagome realizzate con frammenti di legno spiaggiato – aggiungono – alla fine del suo viaggio comprende che proprio lui che cercava un colore (e quindi una specie) a cui appartenere è un pesce arcobaleno. Inoltre abbiamo organizzato altre esperienze ludico-educative come il memory sull’acqua con i piedi all’asciutto, dove i bambini dovevano associare a resti marini trovati in spiaggia come chele di granchio e uova di garusoli la specie corretta a partire da una serie di schede con le caratteristiche degli animali marini. Per le scuole invece abbiamo spiegato come agiscono i sedimenti per formare la laguna nel corso dei secoli e chiesto di replicarlo in piccolo usanto la sabbia su un telo azzurro. Un’esperienza così memorabile che i piccoli sono corsi a casa entusiasti a raccontarlo alle loro mamme, che ce l’hanno poi raccontato quando sono tornate con loro al museo! Il nostro obiettivo, in accordo con l’agenda 2030, è proprio insegnare a vedere con occhi diversi quello che abbiamo attorno a noi per preservarlo».
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