
Che le malattie infettive siano state e siano ancora tra le più importanti cause di morte è cosa nota fin dall’antichità. Ciò che invece non è noto a tutti è che le infezioni siano anche un’importante causa di tumori: si calcola, infatti, che circa un sesto di tutti le neoplasie a livello planetario sia correlato ad agenti infettivi.
Vi è una significativa differenza regionale, ma i numeri parlano chiaro circa la rilevanza di questo fenomeno: si passa, infatti, dai 38 casi di tumore correlati ad infezione su 100mila persone in Asia orientale, ai 33 casi su 100mila dell’Africa sub-sahariana e ai circa 14 su 100mila dell’Europa occidentale e del Nord America.

Gli agenti patogeni responsabili di questo tipo di eventi sono soprattutto virus, come il virus dell’epatite B o HBV, il virus dell’epatite C o HCV, il papilloma virus umano o HPV, il virus di Epstein-Barr, che causa la mononucleosi, e anche alcuni virus erpetici come HHV8. Ma non mancano i batteri, come l’Helicobacter pylori, e alcuni parassiti, come lo Schistosoma haematobium.
I meccanismi con cui questi agenti patogeni riescono a generare l’insorgenza di un tumore dipendono spesso dall’azione che riescono a svolgere sul corredo genetico della cellula, oppure da fenomeni infiammatori che persistono a lungo nel tempo. Infatti, quasi sempre, trascorrono molti anni, a volte decine, tra l’inizio dell’infezione e il manifestarsi del tumore, anni in cui i sintomi possono anche essere del tutto assenti.

Questo è il motivo per cui solo con la prevenzione e con gli esami di screening riusciamo a prevenire una gran parte di queste malattie tumorali. Particolarmente interessante è l’esempio dell’HPV, il virus del papilloma umano: questo virus rappresenta una delle più frequenti infezioni a trasmissione sessuale e può localizzarsi a livello di cute, regioni genitali e in gola. Può persistere in queste sedi in maniera silente per molti anni e poi generare gravi forme tumorali.
In particolare, l’HPV è riconosciuto essere la causa esclusiva del tumore della cervice uterina – detto anche tumore del collo dell’utero – che ancora oggi colpisce in Italia circa 2500 donne ogni anno: per la popolazione femminile è il secondo tumore per frequenza dopo quello mammario.

Esistono oltre cento genotipi diversi di HPV, ma solo poco più di una decina di essi ha capacità oncogene e solo due ne hanno la capacità massima. La protezione migliore verso questo temibile e frequente tipo di tumore femminile è quindi la vaccinazione che è disponibile fin dal 2007 ed è in grado di proteggere proprio verso i genotipi più pericolosi, facendone diminuire la frequenza nelle donne vaccinate per oltre il 90%. Si tratta di un vaccino ricombinante, quindi estremamente sicuro, che viene offerto a tutte le ragazze e tutti i ragazzi dagli 11 anni in poi.
Viviamo in un periodo in cui anche le maggiori certezze scientifiche vengono spesso messe in dubbio con argomenti a volte piuttosto pretestuosi. Ma i dati che dimostrano la sicurezza, l’efficacia e la capacità protettiva di questo vaccino verso una delle forme più frequenti di cancro femminile sono al di sopra di ogni discussione.
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