
Tra il via vai dei viaggiatori e le vite frenetiche dei pendolari si nasconde una devozione silenziosa che unisce fede popolare e storia di Venezia: quella per la Madonna Nera.
La statua è oggi custodita nella chiesa di Santa Maria di Nazareth, meglio nota come Chiesa degli Scalzi. Originariamente, però, era stata pensata per sostituire la Chiesa di Santa Lucia, demolita per costruire l’omonima stazione ferroviaria: Venne collocata nel piazzale di fronte alla stazione nel 1864 e lì vi rimase fino a poco dopo la Seconda Guerra Mondiale» spiega Padre Ermanno Barucco, priore del convento carmelitano. Non si hanno delle informazioni riguardanti l’artista, ma è possibile notare una somiglianza con le statue delle immacolate francesi di fine Settecento ed inizio Ottocento, in modo particolare con l’iconografia dell’Immacolata posta sulla Medaglia miracolosa del Santuario di Rue du Bac a Parigi, luogo in cui è avvenuta un’apparizione della Madonna.
Nel tempo l’aria salmastra della laguna e le intemperie hanno annerito il bronzo, conferendo alla statua il suo colore scuro caratteristico. La statua è però priva di corona: questa assenza di iconografia mariana ha fatto sì che i veneziani inizialmente confondessero la statua con Santa Lucia.

Nel secondo dopoguerra ebbero inizio i lavori per la costruzione della nuova stazione, di conseguenza la Madonna venne trasferita momentaneamente nella Chiesa degli Scalzi. Quella che doveva essere una collocazione temporanea divenne definitiva: la devozione crebbe talmente tanto che i Carmelitani pur di tenerla si dissero disposti a comprarla. I padri riuscirono ad acquistare la statua grazie all’aiuto del patriarca di allora Angelo Giuseppe Roncalli, il quale divenne Papa Giovanni XIII nel 1958. Inoltre, i padri Carmelitani istituirono una festa annuale accompagnata da santini e celebrazioni, tale tradizione però si è persa nel tempo.
Il denaro ricavato venne presto utilizzato per realizzare una “Madonna sorella”, la cui costruzione venne affidata al veneziano Francesco Scarpa Bolla. La nuova statua venne collocata nel piazzale antistante alla stazione nel 1959.

Negli anni la Madonna Nera divenne un punto di riferimento spirituale per i veneziani e un luogo di affidamento per i viaggiatori.
«Qualche signora veneziana racconta che la Madonna in questione fosse la protettrice del parto. – spiega padre Ermanno – Il ventre leggermente rigonfio indica che probabilmente è incinta, per questo motivo alcune donne affidano la propria gravidanza o chiedevano la grazia della maternità».
Oltre alla storia, esistono ancora segni tangibili che testimoniano la devozione e i miracoli operati: in passato ad indicare le grazie ricevute erano i cuori d’argento, invece oggi sono i numerosi rosari appesi alla statua.
Tra le esperienze che hanno colpito maggiormente padre Ermanno c’è quella di una coppia di argentini, i quali decidono di affidare alla Madonna le complicanze che loro figlia stava avendo durante il parto: «Qualche anno dopo, i signori tornarono accompagnati dalla figlia, dal marito e dalle nipoti e si inginocchiarono in lacrime di fronte alla statua per ringraziarla del miracolo ricevuto».

Ancora oggi ogni mattina pendolari, viaggiatori e veneziani si fermano a pregare di fronte alla Madonna Nera, cercando in lei protezione e confronto.
«Durante le messe della mattina – racconta infine padre Ermanno – vediamo la gente entrare e fermarsi a pregare di fronte alla statua». Il futuro della storia e di questa devozione è nelle mani di Dio, ma finché ci sarà chi si ferma a pregarla, la Madonna resterà un faro di fede e speranza nel cuore della città lagunare.
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