
Anche una serata particolare come quella di Halloween, fatta di travestimenti e tanto divertimento, può essere occasione di incontro e di ascolto di noi stessi, guidati dalla Sua parola. Lo testimonia il gruppo di evangelizzatori di strada di Venezia, che per il 31 ottobre torna a proporre in città “Luce nella notte”. Un’esperienza avviata dal compianto don Antonio Biancotto, il cui ricordo rimane vivo in coloro che lo hanno conosciuto. La serata avrà luogo in una zona “calda” del centro storico, tra quelle della movida notturna, e cioè Rialto. La scelta non è affatto casuale. La formula proposta è quella tradizionale e ormai consolidata: ritrovo nel patronato di San Cassiano alle 18.30, dove gli evangelizzatori di strada che hanno preso parte all’iniziativa si sono riuniti per un momento di preghiera. A seguire, dalle 19.15 fino alle 20, la cena insieme, per poi raggiungere la limitrofa chiesa di San Giovanni Elemosinario per la Messa presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia, con inizio alle 20.30. Celebrazione nel corso della quale il gruppo riceve il mandato, per recarsi all’esterno della chiesa per intercettare, fino a mezzanotte, i ragazzi della movida notturna, ai quali viene proposto di entrare a San Giovanni Elemosinario, accompagnati proprio dagli evangelizzatori. Un’opportunità pensata per vivere un momento di raccoglimento e di preghiera, affidando a Gesù preoccupazioni e speranze e abbandonando per qualche istante la voglia di divertimento e di far festa immersi nella confusione di una serata dedicata ad Halloween, ormai “adottata” anche nel nostro Paese.

Un’adorazione eucaristica animata, dunque, in cui gli evangelizzatori propongono alle persone di passaggio, provenienti un po’ da tutto il mondo, di incontrare Gesù. «Per combattere il “degrado” che la città può ritrovarsi a vivere in occasione di certi eventi, don Antonio propose di mettere proprio Lui al centro. L’iniziativa è nata più di dieci anni fa ed è andata avanti anche con l’aiuto di Nuovi Orizzonti (quest’anno non presente a causa di altri impegni). Piano piano il gruppo guidato da don Biancotto ha camminato sempre più con le sue gambe, arrivando ad oggi», racconta Fabio Rossi, responsabile degli evangelizzatori veneziani. «Grande è la gioia nell’avvicinare le persone a Gesù e vedere i miracoli che avvengono davanti a Lui, che parla ai cuori di ognuno. Vi sono dei segni chiarissimi in tal senso. La stragrande maggioranza delle persone incontrate – riflette Rossi – non le rivedremo più, in quanto a Venezia ne arrivano da ogni dove. Gente spesso lontana non solo in termini di fede, ma anche di provenienza e per questo è importante, per avvicinarla, la conoscenza di più lingue. In questi anni abbiamo incrociato uomini e donne, ragazzi e ragazze che in chiesa non erano mai entrati. Non riesco a ricordare un solo incontro rimastomi più impresso di altri: ce ne sono tanti di episodi che hanno lasciato in noi evangelizzatori un segno. Come molti sono coloro che abbiamo avvicinato, in qualche caso anche con problematiche legate a dipendenze». Portando avanti ciò in cui don Antonio ha sempre creduto, il gruppo di evangelizzatori della città d’acqua – una decina quelli che compongono lo “zoccolo duro”, costante nei vari appuntamenti e incontri – ora sta cercando sempre più di coinvolgere la Diocesi.

«Abbiamo chiesto a parrocchiani di altre comunità, già sensibili a questo tipo di evangelizzazione, di venire con noi nel giorno di Halloween. Una forma di Chiesa in uscita che don Antonio desiderava far conoscere», prosegue Rossi. A tal proposito la notte di Halloween rappresenta anche un’opportunità per promuovere e invitare la gente ad un momento di adorazione eucaristica settimanale organizzata nella cappellina di San Silvestro. Proprio lì dove ogni giorno ha luogo quella perpetua. «Noi evangelizzatori ci troviamo tutti i mercoledì, dalle 19.45 fino alle 20.15. Un’adorazione eucaristica animata con preghiere spontanee e canti, per aiutare quelle persone che solitamente fanno più fatica di altre a raccogliersi in silenzio. Insomma, per accompagnarle. Che poi è un po’ lo stile di “Luce nella notte”». Fabio Rossi racconta la sua esperienza personale nel gruppo e gli aspetti più belli condivisi insieme agli altri componenti. «Ne faccio parte da quando è nato. Ho conosciuto una modalità di fare missione, e di viverla, in maniera “pratica”». Evangelizzare non è tuttavia qualcosa che può essere improvvisato. «Accogliamo tutti, ma poi per strada vanno solo alcuni di noi, che conosciamo e che hanno un percorso di fede alle spalle. Per evangelizzare bisogna avere una certa sensibilità e le persone chiamate ad incontrare la gente all’esterno bisogna conoscerle: ci esponiamo infatti come Chiesa. E noi stiamo cercando di portare avanti, in ogni occasione come questa, ciò che don Antonio ci ha insegnato e tramesso».
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