Logo Crux

L’ora di religione a scuola: per parlare della vita

Dal 13 gennaio al 14 febbraio sono aperte le iscrizioni per l’ora di religione a scuola per l’anno scolastico 2026-27. Il prof. Andrea Bettin, docente di religione alle scuole medie Pisani e Sansovino, racconta come l’ora sia spazio utile di confronto sui temi della vita

Dal 13 gennaio al 14 febbraio sono aperte le iscrizioni per l’ora di religione a scuola per l’anno scolastico 2026-27 sulla piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La procedura è valida per tutte le scuole di ogni ordine e grado, dall’Infanzia fino alla Secondaria di secondo grado. In questo momento dell’anno così delicato, gli studenti e le loro famiglie sono chiamati anche a decidere se avvalersi o meno dell’insegnamento di religione. Il professor Andrea Bettin, docente di religione alla scuola Secondaria di primo grado, racconta a GVperTe la propria esperienza e le motivazioni per cui i ragazzi scelgono convintamente di seguire anche una materia che la scuola italiana porrebbe come “facoltativa”. Bettin insegna religione a scuola da 37 anni e attualmente è docente presso le scuole “V. Pisani” del Lido di Venezia e “J. Sansovino” a Cannaregio. Spiega che nell’ora di religione non vengono solo affrontati i contenuti strettamente disciplinari, ma si discutono temi fondamentali per la vita di ogni essere umano: «Non si può non parlare di famiglia, fede, carità, perdono… Sono argomenti che vengono fuori per forza durante le spiegazioni e che sono importanti e delicati per i ragazzi».

Numeri positivi e apertura da parte delle famiglie di diversa religione

«Mentre il numero dei ragazzi che frequentano la catechesi purtroppo è calato negli ultimi anni, – afferma Bettin – coloro che scelgono di seguire l’insegnamento di religione a scuola sono tanti, nella mia esperienza circa il 90% degli studenti in media». Ed è proprio perché l’ora è anche un momento di riflessione e dialogo che molti ragazzi decidono di avvalersi dell’insegnamento, anche se professano fedi differenti o non ne professano nessuna: «Il fatto che la nostra società stia diventando sempre più multietnica- osserva Bettin – non impatta sul numero di adesioni. Ho avuto studenti cinesi, ma anche di religione ebraica e musulmana, osservanti o meno, che hanno scelto di partecipare. Adesso in una classe ho perfino uno studente che dichiara di essere buddista ed è tra i ragazzi più attenti e curiosi! È vero che in centro storico il numero di stranieri residenti non è altissimo, ma, confrontandomi con alcuni colleghi della terraferma (tra Mestre e Marghera) non ho riscontrato particolari difficoltà nell’inclusione di ragazzi provenienti da culture e religioni differenti». E aggiunge: «Sono pochi i casi in cui gli studenti non scelgono l’insegnamento perché professanti altre fedi o perché atei. A volte ho l’impressione che molti decidano di non seguire per “guadagnare” un’ora per lo studio, lo sport o il tempo libero».

Meno conoscenze pregresse, ma più curiosità da parte dei ragazzi

Alcuni cambiamenti sociali, però, sono evidenti nel succedersi delle classi: «Per diversi ragazzi- nota Bettin – i temi affrontati a lezione suonano completamente nuovi proprio perché non hanno mai frequentato il catechismo, né sono mai andati a messa, né hanno avuto una formazione religiosa nella propria famiglia. Per esempio alcuni giorni fa, in occasione della festa del Battesimo di Gesù, ho pensato di cogliere l’occasione per parlare con i ragazzi del Battesimo: mentre in passato davo per scontate alcune nozioni e competenze di base e mi bastava approfondire la storia del sacramento e la simbologia architettonica dei battisteri, adesso devo cominciare a spiegare cosa sia il Battesimo stesso, quale sia il suo rito, cosa sia il peccato originale e quando faccio dei riferimenti ai Vangeli mi occorre fare un excursus anche sulla tradizione di questi testi e su come debbano essere consultati. Ovviamente questo significa che non basta più una singola lezione per poter affrontare un simile percorso. Anche la consultazione del testo biblico necessita di una spiegazione da zero. D’altro canto, l’assenza di conoscenze catechetiche pregresse rende molti di questi ragazzi attenti e curiosi verso una realtà che di fatto non conoscono».

Riflessioni sulla realtà della scuola media: ragazzi sempre più fragili

Come docente, il prof Bettin si sente di fare anche alcune riflessioni più generali sugli studenti. Quanto al tanto temuto impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sui ragazzi, commenta: «Nella scuola media siamo distanti anni luce da questa realtà. Le conoscenze spesso ancora troppo limitate o lacunose degli studenti fanno sì che l’IA non possa davvero essere impattante sul loro studio, se non per qualche piccolo imbroglio nei compiti per casa. Quanto all’utilizzo da parte dei docenti, io non ne faccio uso e tra i colleghi non vedo né entusiasmo né scetticismo». Invece un altro aspetto delle nuove generazioni colpisce e preoccupa Bettin: «I ragazzi sono sempre più fragili. Soprattutto quelli che provengono da famiglie con genitori divorziati vivono in una sorta di bipolarismo familiare… In generale negli anni ho incontrato sempre più studenti che non solo ci tenevano a discutere a lezione di tematiche per loro importanti, ma che venivano anche a chiedermi un consiglio in privato per problemi con i miei colleghi, difficoltà nell’ambiente familiare o primi amori. Certo, non tutti gli insegnanti sono disposti ad aprirsi a un confronto più diretto con i propri studenti, ma io ho fatto questa scelta perché ho visto che poi i ragazzi ne sono grati. Quando si sentono capiti e accolti prendono l’insegnante (di qualsiasi materia) come una figura adulta di riferimento». E aggiunge: «Molte famiglie non sono ignare della fragilità dei propri figli e lo si vede anche dai colloqui: diversi genitori non chiedono più soltanto come sia il rendimento scolastico o la disciplina dei propri figli, ma anche come li vediamo noi come persone e se percepiamo delle difficoltà che a loro sono sfuggite o che a loro non sono state confidate».

Argomenti correlati: , ,
Autore:

Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!