
“Acqua di mare”, Charles Simmons
“Nell’estate del 1963 mi innamorai e mio padre annegò”. Con questo incipit, tanto incisivo quanto sorprendente, si apre il libro da portare assolutamente con sé in questi caldi mesi estivi, “Acqua di mare” di Charles Simmons. Pubblicato per la prima volta nel 1998 e ora riproposto da SUR nella bella traduzione di Tommaso Pincio, il romanzo rappresenta l’opera ultima dell’autore americano, che ancora una volta non delude il lettore. Connubio perfetto tra romanzo di formazione e thriller familiare, “Acqua di mare” si ispira ad un lungo racconto di Turgenev, “Primo amore”. È infatti proprio questo l’argomento intorno al quale prende forma il romanzo: l’estate in cui matura un primo amore, tanto entusiasmante quanto deludente, carico di sogni e aspettative ma anche di desideri inappagati e ambiguità inattese. È l’estate del 1963 e il quindicenne Michael è in vacanza con i genitori nella villa di Bone Point, tranquilla località affacciata sulle rive dell’Atlantico. Le giornate trascorrono lentamente, scandite dal ritmo delle nuotate e delle gite in barca, ma l’arrivo inaspettato della signora Mertz e della figlia Zina rompe ogni equilibrio. Passioni, gelosie e sotterfugi si intrecciano così in una trama avvincente e ricca di sorprese inaspettate: Zina farà breccia nel cuore di Michael, che mai si era innamorato sino a quel momento. Travolto da emozioni intense e inaspettate, il ragazzo si troverà a fare i conti con il crollo delle certezze della prima adolescenza. Il tema del passaggio all’età adulta è il filo conduttore dell’intero romanzo: agli occhi di Michael, sentimenti e persone assumono una nuova complessità. L’amore implica la possibilità del rifiuto, mentre gli adulti – in particolare il padre, che ammira incondizionatamente – possono contraddirsi, rivelandosi fragili e volubili.

La stagione estiva, d’altro canto, ben si adatta a queste nuove prese di coscienza: da giovanissimi ogni estate porta con sé nuovi entusiasmi, desiderio di scoperta e infinite possibilità; eppure corre via veloce, destinata a dissolversi rapidamente, proprio come le certezze di Michael. Lo stile asciutto, ma al contempo ironico ed elegante, rende la lettura scorrevole ed immediata: ogni frase è essenziale, ma restituisce puntualmente emozioni, rivalità e contrasti. In conclusione, “Acqua di mare” racchiude davvero tutto ciò che ci si aspetta di trovare in una lettura estiva: un intreccio avvincente e ben costruito, personaggi credibili, l’impeto dell’oceano, primi amori non necessariamente corrisposti, legami familiari turbolenti ma soprattutto innumerevoli colpi di scena, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso sino all’ultima pagina.
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