
«Ce l’ho fatta! Ehi voi, adulti, guardate un po’ qua: so camminare! Benissimo, adesso ho il mondo in tasca, guarda qua: mani libere! Basta andare a quattro zampe… Da ora in poi si cammina».
«Oh, guarda un po’, è arrivata la zia. Che poi io non so bene che cos’è una zia, però la chiamano così. In pratica è quella che mi prende in braccio e mi sbaciucchia facendo le vocine. Pare che sia normale fare così, però non chiede mai se può. Va bene dai, è così contenta quando lo fa che quasi mi dispiace non lasciarglielo fare».

«Oggi ha portato un pacchetto. Ma perché la mamma e la zia si comportano così? Gridolini, saltelli, facce felici, battono le mani… Ehi, piano, cosa sono queste cose? Perché mi mettete queste cose sui piedi? Non voglio! Sono come quelle cose che usa papà, che poi puzzano tantissimo, e io non voglio!».
Ecco: sono arrivate le scarpe della zia, immancabili in ogni guardaroba che si rispetti. Guardatevi un po’ in giro, non c’è bambino che non calzi un paio di sneakers a immagine di quelle dei genitori. Ma per i piccoli vanno bene? Domanda retorica: nella maggior parte dei casi no. Riprodurre in sedicesimo un paio di scarpe da adulto e farle calzare ad un bambino che ha appena iniziato a camminare, pur essendo una trovata di marketing geniale, dal punto vista fisiologico è una pessima idea.

Partiamo dall’inizio: la cosa migliore è camminare a piedi scalzi. No, non con i calzini antiscivolo, proprio a piedi scalzi. La pianta del piede ha una quantità di recettori enorme – basti pensare a cosa succede quando ci fanno il solletico proprio sotto ai piedi… – e quante più cose interponiamo fra i recettori e il pavimento, tanto peggio questi recettori funzionano.
Quando camminiamo, il piede fa un mucchio di movimenti: flette, estende, prona, supina e poi di nuovo e di nuovo ancora. Le scarpe devono consentire tutti questi movimenti e, generalmente, le sneakers sono eccessivamente rigide.

Quindi mamme, zie e nonne: ai più piccoli servono scarpe il più possibile morbide, che consentano tutti questi movimenti e senza plantari, che a quest’età sono inutili. E non serve spendere un capitale per un paio di scarpe che durano lo spazio di un mattino: i piedi crescono molto velocemente, sapete?
Ah, un’ultima cosa, giusto per rispedire al mittente la tacita obiezione: no, a piedi scalzi non ci si prende il raffreddore.
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