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Le Olimpiadi di Cortina ’56 al centro della mostra Winter Games  

A Verona, in occasione delle Olimpiadi, saranno esposte in mostra le immagine iconiche degli sport invernali della rivista LIFE. Nelle foto di Scherschel e Silk Cortina fu esempio di lifestyle

Gli sport invernali hanno un fascino quasi inenarrabile, che per anni molti fotografi hanno cercato di rendere immortalando forza atletica, velocità e poesia gestuale. “Winter Games. Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972” è la mostra che dal 18 febbraio aprirà nei suggestivi ambienti sotterranei del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri a Verona, riaperto dopo un decennio di chiusura per restauri. La mostra intreccia fotografia, sport, storia e immaginario collettivo, inserendosi nel palinsesto di iniziative che accompagnano la città durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, di cui Verona sarà protagonista grazie alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi che si terrà il 6 febbraio all’Arena (leggi qui). La mostra, ideata da Giuseppe Ceroni e a cura di Simone Azzoni, è promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale, in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici, e porta negli Scavi Scaligeri uno sguardo iconico e senza tempo: quello della storica rivista LIFE, uno dei magazine fotografici americani più influenti del Novecento, che racconta quasi quarant’anni di storia segnati da guerre, ricostruzioni, crescita economica e tensioni geopolitiche. Nell’esposizione il suggestivo racconto partirà dalle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936 e arriverà fino a quelle di Sapporo del 1972, passando per la storica edizione di Cortina del 1956.

La fotografia al centro della narrazione di LIFE

Il percorso espositivo si articolerà in sei aree tematiche: Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936 e Fun out of Life. Saranno circa 100 le immagini selezionate, molte delle quali inedite, realizzate da una decina di fotografi che lavoravano per LIFE, i cui lavori hanno restituito un’immagine dello sport come esperienza condivisa, spettacolo, rito collettivo e potente specchio del proprio tempo. Fondata nel 1936 da Henry Luce, LIFE ha profondamente trasformato il linguaggio del giornalismo, ponendo la fotografia al centro della narrazione. Non si trattava soltanto di mostrare i fatti, ma di farli vivere. Le immagini dovevano emozionare, coinvolgere, rendere il lettore parte dell’esperienza. Una visione che emerge con forza in mostra, dove il rigore documentario delle fotografie esposte si intreccia al senso dello spettacolo e a una raffinata attenzione per l’estetica del gesto atletico.

Il ricordo dell’Olimpiade di Cortina del ‘56

«La parte più corposa della mostra sarà quella dedicata a Cortina durante le Olimpiadi del 1956. – spiega Giuseppe Ceroni, l’ideatore della mostra – LIFE aveva mandato nella perla delle Dolomiti per raccontare le Olimpiadi del tempo i famosi fotografi Frank Scherschel, il più importante per LIFE che vi ha lavorò fin dall’inizio e che coprì tutto il periodo delle gare, e George Silk. Le foto esposte in mostra raccontano in particolare il dietro le quinte e la preparazione alle gare. In particolare nelle foto di Silk viene mostrato come un tempo gli atleti sciolinavano gli sci. «Le scioline all’epoca erano quasi formule alchemiche segrete. Ricette artigianali di cui ognuno aveva la sua, che fosse per lo sci alpino, lo sci di fondo o il bob» racconta Ceroni. Iconiche poi le foto di Scherschel, come quella di apertura che mostra il palazzo del ghiaccio con tutti i gruppi di atleti, ma anche alcune fotografie buffe che raccontano, in modo scanzonato ma sempre preciso, come era sentita l’Olimpiade in paese: «Alcune foto infatti riprendono gli chef che dalla cucina guardano verso la zona delle competizioni, curiosi di quello che sta succedendo sui campi da gara». Altri sono poi i maestri della fotografia quali Alfred Eisenstaedt, che tra le foto più iconiche degli anni ’30 ritrae dei camerieri sui pattini che servono i drink al Grand Hotel di Saint Moritz. Ma anche scatti di Ralph Crane e John Dominis, che attraverso le immagini in mostra restituiscono il ritratto di un mondo in profonda trasformazione. A questi si aggiunge anche una sezione dedicata a fotografi tedeschi sconosciuti: «Questi raccontarono le Olimpiadi del ‘36 quando il comitato nazista aveva dato il permesso di fotografare i Giochi invernali solo ai fotografi tedeschi, le cui foto sono poi state pubblicate su LIFE e entrate nell’archivio» spiega Ceroni. L’eleganza dello sci alpino, la potenza del bob e la grazia sospesa del pattinaggio artistico si fanno metafore visive dei mutamenti sociali e culturali dell’Occidente. Gli atleti non sono rappresentati soltanto come campioni, ma come corpi in movimento, volti concentrati, individui colti in un equilibrio sottile tra tensione e leggerezza.

Cortina, il faro oltreoceano del lifestyle

Accanto ai grandi appuntamenti sportivi, LIFE infatti ha sempre riservato uno sguardo attento anche alla dimensione quotidiana e popolare dello sport. Vacanze in montagna, resort americani, mode sciistiche e nuovi modi di vivere il tempo libero raccontano come gli sport invernali diventino emblema di un’idea di progresso e benessere capace di ridefinire il rapporto con il paesaggio, la natura e il tempo libero. In questo racconto, lo sport non è mai autoreferenziale: è epica e competizione ideologica, ma anche gioco, evasione e strumento di costruzione di un immaginario e di un’identità collettiva. «LIFE è stato un punto di riferimento per come ha saputo raccontare il periodo di transizione di quegli anni. – continua Ceroni –  Raccontava le scoperte, le nuove esperienze e i cambiamenti del mondo sempre attraverso le immagini con rigore scientifico ma anche con grande empatia, curiosità e arricchendo le storie di aneddoti. Divenne punto di riferimento quando ancora non c’era la TV. – e spiega – Un americano su tre leggeva LIFE e anche in Italia, dopo gli anni ’50, la rivista iniziò ad arrivare ed essere letta, sebbene da un pubblico più di nicchia». Le immagini non raccontavano solo momenti di sport ma anche lifestyle: «LIFE ha raccontato come bisognava approcciarsi al mondo della neve non solo a livello sportivo ma anche ludico e di viaggio. – conclude l’ideatore – C’erano articoli in cui veniva spiegato agli americani come avvicinarsi al mondo della montagna e della neve, guardando all’esperienza delle Alpi e prendendo come esempi Cortina, prima di tutto, e St. Moritz. L’idea non era solo quella di raccontare la montagna, ma proprio come lo sport ha cambiato il mondo e l’evoluzione che c’è stata». A corredo dell’esposizione diverse saranno le conferenze e le tavole rotonde che affronteranno le tematiche espresse in mostra. Verrà presa in esame la relazione di oggi con la montagna e gli sport, verranno svolte interviste ad atleti storici e approfondimenti sull’evoluzione del fotoreportage.

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