
Il tema scelto quest’anno, per la terza edizione, è quello degli angeli, figure centrali nella tradizione religiosa e da sempre ponte fra cielo e terra, che hanno attraversato l’immaginario collettivo in forme sempre nuove, riflettendo epoche, stili artistici e sensibilità differenti. La biblioteca San Francesco della Vigna torna a proporre al pubblico una mostra dedicata ai cosiddetti “santini”, immagini devozionali che hanno origini molto antiche, che hanno iniziato a diffondersi in Europa, in ambito popolare, verso la fine del XV secolo. Una produzione proseguita poi fino ai giorni nostri. Giovedì 27 novembre l’inaugurazione di un’esposizione che ogni anno arriva a registrare oltre 2mila persone in visita e che rimarrà allestita nella biblioteca di Castello, a ingresso libero, da sabato 29 novembre fino al prossimo 25 gennaio. “Tra cielo e terra” è il titolo proposto, nell’ambito di un’iniziativa volta a valorizzare l’ingente patrimonio di santini e immaginette conservate proprio a San Francesco della Vigna: una raccolta preziosa, realizzata da padre Anacleto Sasso (1926-1998) e ancora poco conosciuta, che testimonia la ricchezza della devozione popolare e la varietà delle espressioni artistiche legate alla spiritualità cristiana. Il tutto rigorosamente allestito in una sala climatizzata e protetto da teche in plexiglas, per tutelarne la conservazione.
«Non avrei mai creduto che un tema come quello proposto, contraddistinto da contenuti di spiritualità “del passato”, potesse coinvolgere e interessare così tanto anche oggi – commenta il direttore della biblioteca, padre Rino Sgarbossa –. In molti considerano questa mostra anche un’occasione per riflettere. Com’è nata l’idea? Era da un po’ che pensavo ad una modalità che consentisse alla nostra biblioteca di essere conosciuta e che permettesse di valorizzarne il materiale conservato. Così mi sono consultato con alcune persone che mi aiutano ancora oggi e abbiamo deciso di realizzare qualcosa a cui abbiamo dato una sistematicità: quanto da noi custodito è infatti catalogato e inserito nel sistema bibliotecario nazionale. Considerato che in città esistono tante belle biblioteche che organizzano mostre tematiche bellissime, ci siamo resi conto che avremmo voluto realizzare qualcosa di diverso». Alla fine tutto è nato un po’ per caso, in una giornata in cui padre Sgarbossa ha riordinato proprio il fondo di padre Sasso. Dalla prima edizione alla terza attuale, dove la selezione di opere raccolte abbraccia un arco temporale ampio: dalle raffinate incisioni a bulino, alle cromolitografie ottocentesche, per poi giungere alle produzioni più popolari del ‘900.
«In mostra avremo anche alcune pergamene incise del 1600, tipiche di Anversa, grande centro che produceva questo tipo di immagini in seguito arrivate al formato dei santini che conosciamo oggi. A San Francesco della Vigna sono complessivamente tra i 20 e i 30mila, anche se va detto che meno della metà meritano di essere esposti. Ogni anno – prosegue padre Sgarbossa – prepariamo mostre in parte diverse le une dalle altre. E per quest’edizione offriremo ai visitatori anche brevi introduzioni, posizionate su appositi cavalletti». Otto le sezioni tematiche (come quelle intitolate “Gli Arcangeli”, “Gesù e gli angeli” e “Gli angeli custodi”), per un totale di più di 300 immagini devozionali esposte nella mostra a cura di Yeshihareg La Ragione, Anna Gigoli, Linda Manzelle e padre Sgarbossa e con apertura prevista – dal 29 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 – tutti i fine settimana, mentre dal 20 dicembre al 6 gennaio ogni giorno, dalle 11 alle 17. Nello specifico, “Tra cielo e terra” vuole essere l’occasione per apprezzare una selezione di ciò che l’arte tipografica ha prodotto nel tempo sugli angeli, ispirandosi a testi biblici e teologici, a opere di grandi scultori e pittori, come pure alla devozione popolare. «Che cosa rappresentano oggi i “santini”? Innanzitutto un bel ricordo che rimanda ai nostri nonni. Qualcosa di legato al passato, dunque, ma in fondo anche al presente. Ci sono persone che li cercano e li conservano. Negli anni hanno rappresentato un ottimo strumento di trasmissione della fede, nonché dell’arte: dietro ad ogni immagine, infatti, erano sempre presenti una preghiera o un’invocazione che le persone meditavano e ripetevano. E la tecnica della stampa è davvero incredibile».

Ester Brunet, storica dell’arte, all’inaugurazione della mostra ha coinvolto il pubblico parlando degli angeli raffigurati, mentre Linda Manzelle ha messo in evidenza i motivi che hanno spinto a scegliere il tema di quest’anno. «Gli angeli – spiega lei nel catalogo – sono stati interpretati in modi estremamente diversi nel corso dei secoli. Con questo contributo, ci siamo posti l’obiettivo di offrire un piccolo ma significativo percorso tra alcune delle principali raffigurazioni angeliche, seguendo le tracce lasciate dalle fonti che hanno ispirato gli artisti (testi sacri, tradizioni teologiche e visioni mistiche), ma anche considerando il gusto estetico e le tendenze artistiche che, nei secoli, hanno profondamente influenzato l’aspetto e la simbologia di queste figure affascinanti. Anche gli artisti, fin dall’antichità, si sono confrontati con il desiderio di dare agli angeli un volto riconoscibile, dotandoli di attributi distintivi e inserendoli nelle opere non soltanto come comparse marginali, ma come presenze cariche di significato. L’iconografia dell’angelo ha sicuramente un’origine molto antica, forse addirittura prebiblica, derivante dai contatti della religione ebraica con la cultura egiziana e babilonese». Proprio come sottolineato nel catalogo, attraverso questa esposizione, la biblioteca San Francesco della Vigna intende non solo condividere un tesoro nascosto del proprio patrimonio, ma anche offrire uno spazio in cui il linguaggio silenzioso di queste piccole immagini possa ancora parlare all’interiorità del visitatore.
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