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La steatosi: davvero un problema di fegato?

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di Francesco Bortoluzzi, gastroenterologo Ulss 3 Serenissima

Non è inconsueto che un’ecografia dell’addome fatta magari per mal di pancia – tra l’altro, quasi sempre, un esame inutile per questo sintomo… – non trovi alcuna patologia collegabile al dolore in questione, ma in compenso porti alla diagnosi di steatosi epatica. Di cosi si tratta ? In sintesi, fegato grasso: in pratica aumenta la quantità di grasso che si insinua tra le cellule epatiche, dando all’ecografia un aspetto tipico poiché il grasso riflette gli ultrasuoni diversamente dal fegato “normale”.

A questo punto vi verranno prescritti degli esami del sangue, che potranno o no evidenziare un aumento degli enzimi epatici – le famosissime transaminasi, piuttosto che la Gamma GT (Gamma Glutamil Transferasi), ma che, assai più facilmente, vi metteranno di fronte ad un’alterazione dei parametri metabolici: glicemia, colesterolo e trigliceridi, per intenderci.

Immagine di stefamerpik su Freepik
Steatosi nel fegato: la colpa è del comportamento alimentare

La steatosi, infatti, è, nella maggior parte dei casi, una malattia del metabolismo: in pratica il nostro fegato non riesce a “smaltire” l’eccesso di grassi e zuccheri e se li tiene dentro. Il famoso fegato intimista… Intendiamoci, esistono anche altre cause di steatosi, magari con un rischio maggiore di evoluzione verso malattie più gravi (la cirrosi), e di questo se ne potrà occupare il vostro medico. La maggior parte dei casi, però, va attribuita al vostro comportamento nutrizionale, oltre che a possibile rischio familiare.

Tenete poi conto che la steatosi è una condizione subdola: non dà sintomi (il vostro famoso dolore viene dal colon), non dà segni esteriori, non dà stanchezza. Spie eventuali potrebbero essere il “salvagente addominale” o le “maniglie dell’amore”; non è il fegato l’unico posto in cui il grasso trova spazio!

Immagine di freepik
I rischi legati alla patologia della steatosi del fegato

Il vero problema di cui il fegato grasso ci mette sull’avviso è, invece, il rischio cardiovascolare: ictus e infarto, o simili, per capirci. Io di solito spiego questa condizione ai miei pazienti paragonando la steatosi alla spia della benzina di una macchina: il problema non è la spia rossa, ma il fatto che siamo scarsi di benzina. Così è la steatosi, nella maggior parte dei casi: il problema non è il fegato un po’ più grasso del solito, ma il fatto che i nostri indicatori metabolici ci segnalano un rischio di eventi vascolari anche gravi. Rischio che, va da sé, aumenta pure con il tempo, se non corretto.

Quindi, dobbiamo darci una regolata: ridurre calorie e grassi nella dieta, frazionare i pasti e, soprattutto, aumentare la nostra attività fisica aerobica. Camminare, correre, nuotare, pedalare, saltare, a piacer vostro! Deve essere però un movimento sostanziale e regolare, non un tentativo svogliato e nulla più. Poi, una volta terminata la nostra camminata di buon passo, niente bevande zuccherate o merende industriali, ma dieta mediterranea, come più volte ricordato su queste pagine.

 

Attenzione alle steatosi: la prevenzione passa per lo stile di vita

In conclusione: un esame fatto per un motivo magari poco appropriato potrebbe diventare quasi un salvavita per voi. Il grosso del lavoro, però, a questo punto è davvero a carico vostro: è molto più complicato, ma anche più utile, modificare il proprio stile di vita piuttosto che prendere una pastiglietta ogni mattina.

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