Logo Ve-Nice

La nostalgia del presente nel nuovo libro di Ian McEwan

La recensione del libro del mese di dicembre a cura di Gianluca Callegari e Michela Fabbro, librai della Libreria Studium di Venezia

Con Quello che possiamo sapere, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Susanna Basso, Ian McEwan firma il suo romanzo più potente e sorprendente degli ultimi anni. Un’opera ambiziosa che guarda al futuro per farci riflettere su tutto ciò che stiamo perdendo – e che spesso nemmeno vediamo. Siamo nel 2119. Il mondo è stato devastato dal “Grande Disastro”: un’enorme onda anomala generata da un ordigno nucleare russo, aggravata dal collasso climatico, ha sommerso gran parte del pianeta. L’Europa è ridotta a un arcipelago di cime montuose, l’America è diventata una terra desolata, la conoscenza digitale sopravvive in Nigeria. Quello che resta dell’umanità vive di barrette proteiche, archivi incompleti e memorie frammentate. In questo scenario vive Thomas Metcalfe, docente di letteratura che studia la nostra epoca – il periodo tra il 1990 e il 2030 – come se fosse una civiltà perduta. Per lui il nostro presente appare caotico, violento, ma anche straordinariamente vitale: un’epoca di cibi veri, giardini curati, festival musicali, ponti sospesi, orchestre, viaggi, libri, conversazioni. Tutto ciò che nel suo futuro è scomparso. I suoi studenti, però, non vogliono saperne del suo corso. Per loro siamo solo “idioti morali che hanno rovinato tutto”.

Alla ricerca di un poema scomparso

Il cuore della storia è la ricerca ossessiva di un poema scomparso: Corona per Vivien, quindici sonetti scritti dal poeta Francis Blundy (paragonato per bravura a Seamus Heaney) e recitati una sola volta durante una leggendaria cena nel 2014. L’unica copia, su pergamena, è sparita e con il tempo è diventata un mito letterario, il capolavoro invisibile della crisi climatica. Thomas ricostruisce quella serata attraverso email, messaggi, diari, video, liste della spesa – l’immenso archivio digitale che la nostra epoca ha lasciato dietro di sé. Ed è qui che McEwan ci colpisce: scopriamo che produciamo oceani di dati, tracce infinite della nostra esistenza, ma quasi niente di essenziale. Un patrimonio che crediamo immortale si rivela fragile, lacunoso, incapace di restituire la vera complessità di una vita. Come dice Thomas ai lettori del passato, cioè a noi: “Se volete che i vostri segreti restino tali, bisbigliateli all’orecchio del vostro amico più caro. Non fidatevi della tastiera e dello schermo. Se lo fate, sapremo tutto.” Eppure, paradossalmente, non sapremo nulla di vero.

un linro ce renderci nostalgici del presente

Man mano che la storia procede, McEwan mette in scena un sofisticato gioco di specchi tra verità, memoria e invenzione. Thomas è un narratore brillante ma inaffidabile, che costruisce una propria versione dei fatti, che forse manipola ciò che trova pur di restituire “vitalità” al passato invece della “mano morta della neutralità accademica”. Altri personaggi – Rose, sua collega e amante, e Vivien, la moglie del poeta – offriranno interpretazioni radicalmente diverse e inattese, rivelando che ogni vita è un intreccio di prospettive, omissioni, vendette sottili. L’ultima parte del romanzo ribalta tutto ciò che pensavamo di sapere sulla cena del 2014, trasformando la ricerca letteraria in un’indagine morale. Affiora un crimine impunito, emergono diverse verità, una luce nuova sugli eventi. Ma ancora: dove sta la verità? Cosa resterà di noi, delle nostre parole, dei nostri gesti, quando gli archivi digitali che oggi ci sembrano onnipotenti saranno solo detriti? Il vero colpo di genio di McEwan è renderci nostalgici del presente. Quando Thomas elenca ciò che è andato perduto – “i ponti sospesi, le orchestre, le feste di strada e mille forme di festival musicali, e i giardini e la cucina della gente, il loro bisogno di vacanze, gli sport estremi, le rievocazioni storiche, i carnevali del gay pride, i rischi che correvano con l’IA, il senso dell’umorismo, gli aeroplani sicuri, la passione per gli sport inutili. Centomila persone a una partita di calcio!” – ci accorgiamo di quanto diamo per scontato la bellezza delle cose semplici che rischiamo di perdere. Mentre il mondo va alla deriva, Thomas crede che siano i romanzi e le poesie a salvarci: “In mezzo ai disastri, la letteratura mondiale ha prodotto i suoi più bei lamenti, splendide nostalgie, furia eloquente.” Ma è una convinzione che regge? Il suo liberalismo, la sua nostalgia per “quei tempi vivaci e pieni di risorse”, possono bastare di fronte alla catastrofe?

Un romanzo su più livelli

Quello che possiamo sapere è un romanzo stratificato che funziona su più livelli: è fantascienza intelligente, riflessione filosofica sulla natura della verità storica, critica sottile del liberalismo contemporaneo, meditazione sul ruolo della letteratura di fronte al disastro globale. È melodrammatico e raffinato insieme, avvincente come un thriller ma profondo come un saggio. La domanda centrale risuona in ogni pagina: cosa possiamo davvero sapere? Quando tutto è documentato ma nulla è certo, quando abbondano le tracce digitali ma scarseggia la comprensione, come ricostruiamo la verità? E quando una società perde la memoria – come avverte McEwan – perde anche la sua identità ed è in pericolo. Come dice l’esergo di Richard Holmes che apre il libro, si tratta di capire “il genere di verità umana, sospesa tra fatti e invenzione” che possiamo ricostruire. E, in ultima analisi, quello che possiamo amare. Indicato tra i 100 libri dell’anno dal New York Times e dal New Yorker, primo in classifica nella graduatoria di qualità de laLettura del Corriere della Sera, Quello che possiamo sapere è stato definito il romanzo dell’anno perché, pur parlando di un futuro oscuro, ci restituisce con emozione tutto ciò che oggi abbiamo e di cui spesso non ci accorgiamo. È un’opera elegante, avvincente, ironica e profondamente umana: il miglior McEwan da molto tempo, un libro che merita di essere letto, discusso e custodito.

Autore:

Iscriviti a VE-NICE e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!