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La Mesopanditissa, l’icona venerata alla Madonna della Salute

L’icona, esposta nella Basilica della Madonna della Salute, proviene dalla cattedrale di San Tito a Candia e giunse a Venezia nel 1669, da allora è venerata da migliaia di veneziani e fedeli

Dal 1670 ogni anno il 21 novembre i cittadini veneziani rinnovano il voto offerto alla Madonna della Salute recandosi in pellegrinaggio nell’omonima Basilica e ricco è il programma di celebrazioni e momenti di preghiera (leggi qui). All’interno della Basilica è possibile “adorare” un’antica tavola bizantina raffigurante la Vergine Odigitria, ossia colei che “indica la via”, con il Bambino Gesù in braccio. L’icona è denominata anche Mesopanditissa, il termine significa “mediatrice di tutte le grazie” ma è invocata anche per chiedere il dono della pace. Il significato del nome risale al 1264, anno in cui i veneziani e i candiotti posero fine alla guerra che portavano avanti da sessant’anni. Dagli esami radiografici emerge l’esistenza di una versione sottostante risalente al XII -XIII secolo, di questa versione oggi è possibile osservare solo la parte sinistra del volto, invece il resto della raffigurazione è riconducibile al XVI secolo. Da secoli i veneziani la venerano sotto il nome di Madonna della Salute, poiché attribuiscono a lei la guarigione dalla peste e la salvezza di molte vite.

Da Creta alla laguna: il viaggio di un’icona sacra

L’icona proviene dalla cattedrale di San Tito a Candia e giunse a Venezia nel 1669, grazie a delle trattative che il Patriarca Gerolamo Morosini tenne con gli Ottomani, ai quali venne ceduta l’isola di Creta a partire dallo stesso anno. La Mesopanditissa inizialmente era situata nella sagrestia dei chierici della Basilica marciana, ma in seguito ad un decreto emanato dal senato venne definitivamente trasferita nella Basilica della Salute il 21 novembre 1670. Da allora non si è mai spostata. Nel tempo la Madonna raffigurata venne impreziosita con gioielli e corone, come ad esempio quella applicata nel 1922 come ringraziamento per i trattati di pace e per la liberazione dal colera. L’icona è esposta in una cornice lignea dorata ed è collocata nell’altare maggiore della Basilica, dove è sormontata da tre sculture: la bella fanciulla di sinistra rappresenta Venezia, la quale implora la Vergine con il Bambino di far cessare la peste, rappresentata dalla vecchia brutta e cenciosa che scappa.

 

Le guarigioni della Madonna della Salute

Attorno alla Mesopanditissa si è sviluppato un culto vivissimo ancora prima del suo arrivo nella città lagunare. Si narra che l’icona fosse stata realizzata da San Luca e provenisse da Costantinopoli, in seguito per sottrarla alla distruzione durante la controversia iconoclasta venne trasportata a Creta. Una volta giunta a Venezia la credenza che fosse opera di San Luca rimase, questo è testimoniato dal rilievo posto dietro all’altare che ritrae il santo nell’atto di dipingere la Vergine. Ad essa vengono attribuiti molti miracoli, come ad esempio la fine della rivolta dei cretesi del 1264, e moltissime guarigioni, come quella di una donna paralizzata dalla nascita. Per questo motivo in passato, alcuni fedeli erano soliti portare i letti dei malati di fronte alla Madonna della Salute. L’icona era oggetto di venerazione dell’élite politica veneziana, talmente tanto che Francesco Morosini la volle raffigurata sullo stendardo portato in battaglia contro i turchi. Poco dopo il suo arrivo a Venezia, il Senato della Serenissima decretò la custodia con doppia serratura e la copertura dell’icona. La Madonna poteva essere esposta solo in quattro occasioni solenni, tra le quali vi era la festa della presentazione di Maria al Tempio il 21 novembre.

La Festa della Salute: un’occasione per rinnovare il voto alla Madonna

Ogni anno ancora oggi il 21 novembre si celebra la Festa della Salute, la quale unisce fede e memoria, devozione e identità cittadina. In questa occasione migliaia di veneziani attraversano il Canal Grande attraverso un ponte votivo collocato per l’occasione per raggiungere la Basilica della Salute, dove accendono una candela come gesto per ringraziare la Vergine. “Unde origo, inde salus” significa “da Maria nacque Venezia, da Maria venne la salvezza”: questa incisione presente nel tondo al centro della Basilica ricorda che la città lagunare deve la sua storia e la sua salvezza proprio a Maria.

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