
Lo chiamavano il “Giardiniere della moda” non a caso, grazie alla qualità dei motivi floreali che realizzava, tanto da essere accostato a grandi artisti della pop-art dello scorso secolo. Si tratta di Ken Scott, a cui la palestra John Reed di Mestre ha dedicato la mostra “Timeless” all’interno dei suoi spazi, mettendo a disposizione del pubblico 31 acquerelli che raffigurano bozzetti per i pattern che hanno reso famoso il brand legato allo stilista. «La raccolta, aperta al pubblico, è una grande opportunità per tutta la città – ha dichiarato Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, la holding proprietaria di John Reed – infatti un filo lega idealmente Venezia a questa collezione di opere grazie ai numerosi soggiorni in laguna, vista l’amicizia che legava il creativo a Peggy Guggenheim e inoltre, riafferma la nostra filosofia di offrire uno spazio di incontro fra salute, arte e fitness».
«Si tratta di un tassello che va ad arricchire la ricca offerta culturale che offre la terraferma in complementarietà con il centro storico – ha dichiarato Raffaele Pasqualetto, Presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo – l’iniziativa si integra perfettamente con lo sforzo che stiamo facendo per rendere sempre più attrattivo il territorio dal punto di vista degli appuntamenti di cultura, creando opportunità per qualsiasi fascia d’età, attraverso eventi che mettano in dialogo persone, arte, architettura e riflessioni. Lo spazio della palestra poi è interessante, perché è un luogo aperto al pubblico, senza alcun tipo di distinzione e diventa accessibile anche a turisti e curiosi. Stanno nascendo diverse iniziative di collaborazione pubblico-privato e Mestre si sta imponendo sempre di più come una realtà attrattiva attraverso strategie di riqualificazione e rivitalizzazione dei suoi vari ambienti, valorizzando spazi inediti per creare opportunità di incontro».

«L’impatto del lascito creativo di Ken Scott dura anche dopo la sua scomparsa – ha commentato Frosio durante il vernissage della mostra inaugurata lo scorso 18 dicembre – era appassionato e si è spesso ispirato proprio ai fiori, che sono diventati una presenza quasi costante nelle sue creazioni. Era nato negli Stati Uniti nel 1918 a Fort Wayne, nello stato dell’Indiana e di formazione era prima di tutto un pittore, prima di diventare uno degli stilisti e designer più rivoluzionari del Novecento. Arrivò a Milano durante gli anni ’50 introducendo una visione colorata e fantasiosa nei tessuti, con l’uso di motivi floreali oversize e l’adozione coraggiosa del colore, arrivando a vestire dive e figure interazionali, fra cui Jacqueline Kennedy, Monica Vitti e Brigitte Bardot nel corso degli anni ’60 e ’70. Ma la sua creatività si è spinta oltre, ideando oltre a abiti e tessuti anche accessori, design d’interni e spazi architettonici».
Il patrimonio artistico e culturale lasciato in eredità è tutelato e gestito dalla Fondazione Ken Scott, che è impegnata nella promozione della figura e delle creazioni del designer, dando così la possibilità di conoscere lo sviluppo del suo stile, partito dalla pop art per sfociare nel mondo della moda. Ken Scott, oltre a sviluppare il proprio brand, ha iniziato collaborando con Dior e recentemente alcuni suoi design sono stati utilizzati per una capsule collection di Gucci, questa poliedricità del suo stile nasceva proprio da una visione per cui l’artista se da un lato tendeva a portare oggetti di uso comune in territorio artistico, dall’altro puntava al movimento opposto, arricchendo di spunti dell’ambito dell’arte le sue creazioni, anche in campo di accessori e mobili.

«Si tratta della quarta mostra che ospitiamo a Mestre dopo quelle su Picasso, il Graffitismo Italiano e “We are alla super heroes” – ha ricordato Frosio – ed è stata realizzata grazie alle collaborazione con la Fondazione Ken Scott. Si tratta di 31 acquerelli originali, di un consistente valore, che rappresentano idee e design alla base di pattern con cui ancora oggi vengono prodotti foulard di alta moda. Abbiamo voluto tributare l’impatto che questo artista ha avuto sul costume contemporaneo, che resiste al tempo e alla sua scomparsa, avvenuta nel 1991, con unpo stile che rende la sua vena di pop art ancora attuale e fonte d’ispirazione». L’esposizione presenta una selezione di disegni ispirati al tema “unico fiore”, realizzati a partire dagli anni ‘50 e nei decenni successivi, raccontando per immagini l’estetica iconica di Ken Scott, caratterizzata da fiori monumentali, colori vivaci e tratti intensi, attraverso una tecnica a base di tempere, acquerelli e crayon.
L’esposizione è aperta al pubblico dell’intera città di Mestre e dell’area di Venezia, non è necessario essere abbonati al centro fitness, come da tradizione delle altre mostre targate John Reed, con l’obiettivo di creare all’interno degli spazi della palestra un centro di aggregazione nel segno dell’arte, della musica e del benessere, definendo un prodotto culturale e di salute che possa inserirsi armonicamente nel contesto urbano. La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2025, ogni sabato dalle 15 alle 21, prenotando attraverso la piattaforma Eventbrite. Un’ottima occasione per vedere da vicino il talento e il genio di Ken Scott, alla base di tante linee di moda ancora oggi presenti sul mercato grazie alle società Mantero, storica azienda tessile, leader internazionale nei tessuti stampati e operati, licenziataria esclusiva dell’Archivio Disegni della Fondazione Ken Scott.
«Da Ken Scott e dalla sua filosofia artistica possiamo trarre un grande insegnamento – ha chiarito Frosio – l’artista intendeva la moda come una forma di arte accessibile aperta a tutti e, anche alla vicinanza e all’amicizia con Peggy Guggenheim che aveva fatto dell’apertura delle opere al pubblico uno stile di pensiero oltre che di vita, vedeva nell’abbigliamento e nel design una trasfigurazione dell’arte in prodotto sì di massa, ma di estrema qualità intrinseca. Nel nostro piccolo come centro fitness impieghiamo una filosofia simile, avendo creato un ambiente premium ma accessibile a tutti, in cui prendersi cura del proprio corpo, attraverso l’esercizio, ma anche della propria mente con lo stimolo di un luogo in cui l’arte e il bello convivono con l’allenamento, senza precludere l’accesso a nessuno ma anzi, definendo prima di tutto uno spazio in cui stare bene, prima che allenarsi al meglio».
«Ecco così che questo evento culturale si inserisce con coerenza nel progetto John Reed – conclude – con l’obiettivo di offrire ai visitatori e agli iscritti un’esperienza appagante e stimolante, completa per nutrire di suggestioni tanto per il corpo che per la mente. Ecco che allora la palestra riesce a diventare anche luogo di cultura e ispirazione, idealmente distante dal fitness, ma in realtà alla base della sua efficacia grazie alle capacità della bellezza dell’arte di mettere a proprio agio e ispirare, riducendo stress e ansia. Per noi esperienze artistiche percorsi di benessere sono non solo perfettamente integrabili ma anche il nostro modus operandi ormai qui a Mestre. Questa mostra è nata grazie ad Aldo Papaleo, Presidente della Fondazione Ken Scott, senza il suo supporto non sarebbe stato possibile e segna una tappa importante in un percorso di appuntamenti che puntiamo a rendere sempre più attrattivi e di richiamo per la città».
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