
“Arriva il Re della Pace”, questo il titolo del tradizionale incontro della Carità rivolto ai bambini delle elementari della Diocesi. L’incontro, ormai un appuntamento storico, atteso da tutti i bambini all’inizio dell’Avvento, aiuta ad entrare nel tempo di attesa, l’attesa di questo Re della Pace che deve venire. Sotto il grande albero di Piazza San Marco, i bambini assieme a genitori e catechisti si sono ritrovati ad aspettare l’arrivo del Patriarca Francesco, accolti dal grande coro della parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre, che ha allietato con i canti l’intero incontro. Con un piccola e simpatica rappresentazione l’incontro è iniziato con l’arrivo di una lettera speciale direttamente dalla Terra Santa, da parte del Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa, che, scrivendo a nome della parrocchia della Santa famiglia di Gaza, ha chiesto preghiere per la pace e un aiuto materiale per le persone che hanno perso tutto in questo tempo di guerra.

Con l’arrivo di Maria e Giuseppe, interpretati da una giovane coppia in attesa, tanto che la sera stessa la mamma che interpreta Maria ha partorito, è iniziato il cammino verso la Basilica. In Basilica sono state rivolte alcune domande, prima a Maria, che porta nel grembo questo Re della Pace e poi al Patriarca. La domanda era principalmente come prepararsi in questo tempo di Avvento, ad accogliere Gesù, che c’è ma non si vede. «Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli». Con questa citazione, il Patriarca nel suo intervento, ha iniziando dicendo che il primo modo per attendere Gesù è proprio diventando bambini, incominciando a scoprire che Dio non è qualcuno di lontano, ma Dio è Padre.

Il secondo modo per accogliere Gesù è riscoprire la casa, ambiente domestico, come luogo di accoglienza del Signore. Il Patriarca ha poi ribadito l’importanza di fare il presepe in casa, magari costruendolo giorno dopo giorno, un pezzo alla volta con l’aiuto di tutti i membri della famiglia. E ancora dedicare un momento della giornata alla preghiera in famiglia, leggendo magari il Vangeli di Matteo e Luca. L’importanza di riscoprire il valore dei simboli. Il Natale si prepara nella realtà della famiglia, anche se imperfetta e segnata dalle difficoltà della vita. L’umiltà di riscoprire la paternità di Dio attraverso una preparazione condivisa in tutta la famiglia, in cui ognuno si mette in gioco. Il Patriarca, augurando un buon Avvento a tutti, ha concluso il suo intervento con queste parole: «Il presepe non è un’abitudine antica, ma è trasmettere oggi il valore della Fede».
Dopo un momento di ascolto di un brano eseguito dal coro, il direttore di Caritas ha preso la parola e ha spiegato come vivere il gesto di carità e fraternità di quest’anno. Per aiutare la parrocchia della Santa famiglia di Gaza, ai ragazzi è stato consegnato un salvadanaio che servirà, attraverso i loro piccoli gesti di rinuncia e di carità, ad aiutare la ricostruzione della scuola cattolica a Gaza, distrutta dai bombardamenti. Ad ognuno, in questo tempo di Avvento viene chiesto di pensare ai più bisognosi, ricordandosi che Gesù viene per tutti, soprattutto per i più poveri. Gesù viene per donarci la Sua Pace, ma noi abbiamo il compito a nostra volta di offrire gesti di carità concreti che possano portare frutto in questo tempo di attesa. Dopo la benedizione del Patriarca, e la consegna di alcuni piccoli doni ai bambini presenti, l’incontro è terminato nella gioia dei volti sorridenti di tutti i bambini che hanno partecipato.
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