Sembra perfino prodigioso riuscire a descrivere, in un centinaio di pagine, gli intrecci psicologici tra una coppia di amanti, lì quasi per caso, e una coppia “ufficiale” (marito e moglie) al ristorante per festeggiare il compleanno della suocera (di lei). Eppure il dialogo serrato, pur nell’assenza di riferimenti per l’appunto “scenici”, ci restituisce una storia compiuta e ci lascia con la sensazione di aver sotto gli occhi un diamante di rara purezza.
Di più non aggiungo. Consiglio, anzi, a chi decidesse di leggerlo, di non “contestualizzarlo” in alcun modo cercando riferimenti sull’autrice o sul libro stesso: godiamocelo così, senza altra descrizione se non quella che Reza mette nella prima pagina, in una manciata di righe: i nomi dei protagonisti e la loro età (tutti sulla quarantina, la suocera circa settantenne).