
Le storie dei marchi che accompagnano da sempre la vita degli italiani in ogni momento della quotidianità e che negli anni hanno modellato l’identità, la cultura, il linguaggio e l’immaginario italiano. Ha inaugurato questa sera, venerdì 26, al Museo M9 di Mestre, la mostra “Identitalia. The Iconic Italian Brands”, aperta fino al 15 febbraio e promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con Unioncamere e l’Associazione Marchi Storici d’Italia, dedicata ad alcuni tra i più importanti marchi storici del Paese. La mostra presentata lo scorso anno a Palazzo Piacentini, sede del Ministero, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.Curata dai professori Carlo Martino e Francesco Zurlo, rispettivamente docenti all’Università La Sapienza di Roma e al Politecnico di Milano, nasce per raccontare i 140 anni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che nel 2019 si è arricchito del “Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale” che raccoglie i brand iscritti da più di cinquant’anni e ancora attivi. Lo spazio immersivo di M9 Orizzonti, al primo piano del museo, combina settori, merci, messaggi e funzioni e vede esposti 110 marchi di 97 aziende non solo storici ma anche tra i più recenti, organizzati in 6 sezioni con 100 oggetti e 36 supporti audiovisivi di oltre 4 ore e mezza provenienti dalle Teche Rai, tra cui compare il famoso Carosello, e video dell’Istituto Luce che raccontano l’evoluzione dei marchi negli anni. L’esposizione si concentra sulle quattro A: automobile, arredamento, abbigliamento e alimentazione, a cui si aggiunge il digitale e tutti i nuovi servizi. Seguendo un andamento didattico, è costruita da disegni originali, fotografie, documenti storici e touch point visuali, come logotipi, manifesti pubblicitari, packaging e prodotti.

Il viaggio del consumatore ripercorre una realtà sfaccettata che mette in luce un Paese che negli anni sperimenta e si innova con creatività, grazie a marchi che hanno contribuito alla costruzione della sua identità. Il concept della mostra organizza questi diversi brand seguendo la routine quotidiana delle persone nei vari momenti della sua giornata. Al risveglio ci si nutre, ci si cura, si incontrano i primi brand come Bauli, Proraso e Borotalco, per poi indossare le scarpe Superga e muoversi per raggiungere il luogo di lavoro, magari in macchina su una Fiat.Durante il mattino vede impegnati in ufficio, in lavori domestici o in pausa per un caffè Lavazza o a pranzo con i mitici tortellini Rana con tanto di Parmigiano Reggiano o Auricchio. Il pomeriggio è tempo dedicato a sé, utile per svagarsi, fare sport, vedere gli amici per una merenda o un aperitivo. La sera ci si sposta per raggiungere luoghi di socialità per bere ad esempio un Antonini, marchio nato di 600 anni fa, ma è anche quando ci si dedica alla propria serie televisiva seduti su un comodo divano, magari mangiando un Bacio Perugina o leggendo un libro edito da Mondadori. La notte infine è relax, calma, quiete, ma anche sogno di oggetti del desiderio come una Ferrari, oppure il senso di protezione dato ai bambini dall’orso Trudi. A questi momenti della giornata si accompagnano gli andamenti musicali, dell’andante, presto, allegro, adagio, larghetto, largo.

La mostra è anche un modo per raccontare come è cambiato il ruolo della donna negli anni, a partire da quando nel 1861 il 70% della popolazione attiva lavora in agricoltura. Solo nel 1874 le donne ottengono l’accesso ai licei e alle università, ma le laureate tra il 1874 e il 1890 sono solo 20. Prive ancora del diritto di voto, sono subordinate alla volontà del padre o del marito e non possono disporre del proprio denaro. La donna nella famiglia borghese negli anni ‘40 ha solo il compito di moglie e madre, non a caso durante la diffusione dell’industria negli anni ‘50 – ‘60 le donne vi sono ancora escluse e rappresentano solo il 25% della popolazione attiva. Solo dal 1963 le donne possono accedere a tutte le professioni senza limitazioni e discriminazioni e la nascita dei primi elettrodomestici, come il frigorifero e la lavatrice, le aiutano ad allontanassi dall’idea di angelo del focolare e a pensare di intraprendere una carriera. Una strada però impervia, visto che i dati al 2014 contano ancora una partecipazione delle donne nel mercato del lavoro che in Italia arriva al 40%, mentre ad esempio in Svezia è al 69%. Le italiane guadagnano 47 centesimi per ogni euro guadagnato da un uomo e solo il 28% ricopre ruoli dirigenziali, contro il 40% del Nord Europa.

«Questa mostra rappresenta una naturale prosecuzione e valorizzazione del percorso permanente del museo. L’esposizione infatti è incentrata sulle tematiche dell’identità di M9 e sulla storia del ‘900. – spiega la direttrice di M9 Serena Bertolucci – La cosa pazzesca è che molte cose per le nuove generazioni sono sconosciute. Sono rimasta colpita dallo stupore dei bambini che non sapevano cosa fosse una cabina telefonica della Sip. Far conoscere queste cose per noi di M9 è la grande sfida che affrontiamo tutti i giorni, perché sapere cosa siamo sati significa sapere dove andare. – e dice infine – L’oggetto per me in mostra più rappresentativo è il motorino Ciao di Piaggio, per noi all’epoca poterlo guidare significava indipendenza e un grande senso di libertà». Durante l’incontro Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato la forza del saper fare italiano: «La mostra racconta l’identità di 100 marchi storici che nella storia della cultura, nell’arte enell’impresa sono molto spesso nate da una persona per poi essere tramandate ai figli. Una cosa del nostro Paese unica in tutto il mondo. La mostra è emblema della nostra storia produttiva. Tutto è nato proprio in questa città quando la Repubblica di Venezia ha realizzato il primo codice sui brevetti. In un contesto odierno, dominato da guerre e dazi, non dobbiamo preoccuparci, perché gli americani non rinunceranno al cibo e al design italiano, anche se costerà di più. – e continua – Prima si pensava al prodotto di un Paese che però appariva marginale, che non riusciva a realizzarsi come sistema. Negli ultimi anni invece l’Italia non è piùl’ultima ruota del carro, ma è conosciuta internazionalmente come esempio e modello. Oggi l’Italia, dopo aver superato Francia, Gran Bretagna e Corea del Sud, è il quarto esportatore mondale, insieme al Giappone, dietro Cina, Stati Uniti e Germania. Questo perché dietro a tutti i marchi ora quello più grande che viene riconosciuto è quello dell’Italia»
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a VE-NICE e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!