
Anche quest’anno la Basilica della Madonna della Salute è pronta ad accogliere la città di Venezia per il 21. Con una varietà di celebrazioni ed eventi questa festa mariana si conferma l’unico ponte tra generazioni e realtà diverse, capace di raccogliere tutta la diocesi attorno alla figura di Maria, discepola del Signore – tema scelto per accompagnare la festa del 2025, in continuità con l’apertura del triennio pastorale di preparazione all’anno marciano del 2028.Tra i momenti principali c’è senz’altro la benedizione e l’apertura del ponte votivo, mercoledì 19 alle ore 12, alla presenza delle autorità religiose e civili, a cui seguirà giovedì 20 alle ore 14.30 l’apertura solenne del pellegrinaggio cittadino, che vede radunare i tanti fedeli davanti all’icona dedicata a Maria, posta sull’altare della Basilica (leggi qui). Il culmine della festa, invece, sarà venerdì 21, festa della Madonna della Salute, giornata in cui la Basilica sarà eccezionalmente aperta dalle 5.45 alle 22.30 (l’orario durante la settimana infatti è 9-18) e vi sarà la celebrazione della Santa Messa ad ogni ora dalle 6 alle 20, tranne che alle 9 e alle 11, per permettere lo svolgimento della Messa Solenne presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia alle ore 10, alla presenza delle autorità cittadine.

Nonostante, questi due momenti, la settimana si compone di altri appuntamenti significativi, tra cui il Pellegrinaggio dei giovani di tutta la diocesi guidato dal Patriarca di giovedì 20, con ritrovo in Campo San Maurizio alle 18.30 (e successiva partenza verso la Basilica della Salute alle 18.45), organizzato dalla Pastorale Giovanile diocesana. Nell’occasione ci saranno anche due testimonianze d’eccezione: gli interventi in video del Patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e dell’arcivescovo cattolico latino di Leopoli mons. Mieczyslaw Mokrzycki. Due testimonianze cristiane di pace da luoghi di guerra. Tra le altre celebrazioni in onore della Madonna della Salute ci sarà invece la Santa Messa di domani, sabato 15, alle ore 10, presieduta dal Patriarca, in occasione del giubileo del mondo delle comunicazioni e del cinquantesimo anniversario di Gente Veneta. Inoltre, nella giornata di domenica 16 si terrà il giubileo dei poveri, con la collaborazione della Caritas diocesana, che culminerà con la messa alle ore 11. Infine, si ricorda anche la recita del Rosario e il canto delle Litanie alle ore 15 nei giorni del Triduo (lunedì 17, martedì 18, in cui ci sarà un momento di preghiera per le vittime degli abusi e mercoledì 19) e l’omaggio musicale alla Madonna alle ore 12 di sabato 22. Per tutti gli altri appuntamenti è possibile consultare la locandina sui canali social diocesani o parrocchiali.

Secondo le parole di don Fabrizio Favaro, rettore del Seminario Patriarcale e dell’annessa Basilica, la Festa della Salute presenta un unicum per la città per tre aspetti: è una festa veneziana, intergenerazionale e popolare. «La pietà popolare, come ha detto Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, – spiega don Fabrizio – manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono riconoscere». Di fronte a questa forma di devozione umile, aggiunge don Fabrizio, è necessario abbandonare lo sguardo sufficiente di chi la considera un gesto scaramantico, ma è importante accompagnare la ricerca di Dio, attraverso i tre elementi essenziali della Festa: l’accoglienza dei pellegrini, il sacramento della riconciliazione e la preghiera attraverso la Santa Messa.

Tra chi anche quest’anno svolgerà un servizio particolare in Basilica ci sono naturalmente anche i seminaristi. Uno di loro, Niccolò Bellini, di Chirignago, commenta così questa esperienza: «Questo è il mio quinto anno che faccio servizio da seminarista durante le giornate della Festa. In questo tempo ho avuto modo di svolgere differenti servizi, dalla gestione delle candele in torcera, al servizio in “telonio”, quindi alla vendita di rosari e oggetti legati alla Festa, fino al canto per le numerose e partecipate celebrazioni. Ogni servizio offre uno sguardo particolare su ciò che accade in questi momenti molto intensi, dal punto di vista dell’impegno, ma anche da quello spirituale. Ciò che in questi anni ho compreso come necessario per vivere realmente bene il servizio è riconoscere la fede e i bisogni spirituali di queste persone, volendo, nel nostro piccolo, servire anime bisognose dell’intercessione di Maria». Tra i vari servizi, Niccolò spende una parola particolare per il canto e il servizio all’altare: «In queste occasioni si ha l’opportunità di guidare la Preghiera dei pellegrini e di aiutare questi a contemplare meglio il Mistero eucaristico; ritengo che sia un ruolo davvero bello e immeritato». Infine, riflettendo sul ruolo del servizio in Basilica nel suo percorso vocazionale, Niccolò afferma:«Davanti a tutto questo la Festa mi permette di contemplare il fine del mio cammino in seminario, ovvero il Sacerdozio. Per primo, infatti, il sacerdote, come Cristo, ha la responsabilità di stare in mezzo alla gente, di cercarla, di aiutarla, di pregare, di accompagnarla e di portarla infine alla piena consapevolezza della Salvezza promessa da Dio».
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