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Fentanyl: la droga degli zombie

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Giulio Bergamasco, medico di famiglia al Lido e psicoterapeuta

Il fentanyl è un farmaco per il dolore molto efficace e potente nei suoi effetti: è 100 volte più incisivo della morfina e rappresenta una risorsa insostituibile nella terapia del dolore. In Italia è autorizzato per il dolore oncologico grave, ma la sua efficacia sul sintomo è proporzionale al suo potenziale di tossicità: basti pensare che 1-2 milligrammi di sostanza possono diventare letali. Il suo uso improprio e senza controllo medico, dunque, può facilmente condurre a depressione respiratoria e morte.

Questa sostanza, al contrario della morfina, è un farmaco di sintesi ossia viene prodotta in laboratorio manipolando opportune sostanze chimiche. È facile comprendere come il suo costo di produzione sia relativamente basso. Per tale motivo viene spacciato come droga a prezzi quasi accessibili a chiunque, fenomeno questo particolarmente dilagante e preoccupante negli Stati Uniti e in Canada. Ciò che impatta maggiormente l’aspetto emotivo è la situazione osservabile in alcuni quartieri di molte città americane dove è frequente vedere persone in preda all’effetto del farmaco, barcollare per la strada in cerca di un equilibrio improbabile.

Immagini di freepik
La droga degli zombie: perché il fentanyl viene definito così

Nell’uso illecito il fentanyl viene utilizzato come sostanza di taglio dell’eroina o addirittura per sostituirla del tutto. Tanti e pittoreschi i nomi diffusi tra i pusher e i consumatori illeciti per identificare la sostanza: “Apache, China Girl, Friend, Jackpot, Poison”. Normalmente si crede che l’eponimo “droga degli zombie” derivi dalla particolare andatura barcollante dei soggetti che ne abusano.

In realtà il motivo è un altro e deriva da questioni legate alle sostanze da taglio: una di queste, la xilazina, un miorilassante anestetico utilizzato in ambito veterinario, viene mescolata al fentanyl per favorirne gli effetti e contenerne i costi di produzione. Nel punto di inoculo di questa miscela, specie agli arti superiori e inferiori, si creano facilmente delle ulcerazioni che imprimono al soggetto il tipico aspetto cutaneo degli zombie.

Immagine di freepik (creata con IA)
Fentanyl: esiste un antidoto per contrastare l’effetto?

Nel mondo del mercato illecito americano è possibile contare più di un migliaio di analoghi del fentanyl con un una potenza che supera di mille volte quello della morfina. Il prezzo in termini di vite bruciate, com’è possibile immaginare, è elevatissimo, specie tra i giovani e ormai persino tra gli adolescenti d’Oltreoceano.

L’antidoto per contrastare l’effetto farmacologico degli oppioidi, il naloxone, a volte può risultare inefficace alle dosi consigliate. Ecco perché il fentanyl è così pericoloso.

Fentanyl: diffusione in Europa e Italia e misure di contrasto alle droghe

La preoccupazione per il diffondersi della sostanza a livello europeo è più che attuale, anche se, al momento, le disposizioni che ne regolano l’uso e la prescrizione nel nostro Paese hanno contenuto in modo efficace il diffondersi di questa nuova sostanza di spaccio. L’Istituto di Ricerca Mario Negri, eccellenza nello studio dei farmaci in Italia, ha dosato la percentuale di fentanyl nelle acque reflue, riscontrando una quantità molto bassa di questa sostanza. Questa analisi è un bene perché ci dice quanto l’uso del fentanyl sia fortunatamente poco diffuso nella popolazione italiana.

Il Governo ha comunque già messo in atto, dal 2024, tramite il dipartimento delle Politiche Antidroga, un “Piano di Prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici di cui si è fatta portavoce la Presidenza del Consiglio dei Ministri (la dichiarazione della Presidente Meloni). In concreto occorre attuare prevenzione e sensibilizzare sul problema, intervenire sul trattamento e sulla riabilitazione dei soggetti coinvolti e infine contrastare la diffusione intercettando la circolazione illegale del fentanyl e prevenendone il suo consumo per usi non sanitari.

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