
Da tre anni la Marina Bastianello Gallery ha scelto Venezia come nuova sede, aprendo la nuova galleria in Calle dell’Aseo, in uno spazio che si affaccia sul Rio della Misericordia. La nuova sede inizialmente è rimasta aperta per due anni in contemporanea a quella di Mestre, che fino ad un anno fa era presente negli spazi del complesso dell’M9. Poi la decisione di chiudere la galleria oltre il ponte e trasferire tutto in laguna, dove sono rappresentati una decina di artisti quasi tutti italiani, spaziando tra tutte le tecniche artistiche. «La decisione di aprire a Venezia è stata un puro caso» racconta la gallerista Marina Bastianello, conosciuta sia a livello nazionale che internazionale, da tre anni impegnata anche nel CdA della Bevilacqua La Masa.«Venni a vedere la prima volta questo spazio con un amico che era interessato a prenderlo, ma la cosa non andò in porto e così lo fermai io. Mi sono innamorata delle due finestre affacciate sul rio e così ho pensato di aprire una galleria anche a Venezia». Poi, dopo due anni, la scelta di mantenere aperta solo la sede veneziana: «Avere due gallerie era diventato complicato sia a livello di gestione che economico». Ma la spinta è stata la considerazione che Venezia è una vetrina più ampia: «Rispetto a Mestre, che è una città difficile, qui è un’altra cosa, non potevo fare scelta migliore. A Venezia passa il mondo e a livello commerciale rende di più. La clientela è a metà italiana e internazionale. – continua Bastianello- A Mestre avevo gente principalmente quando facevo gli opening e i miei collezionisti scendevano per l’occasione». Con l’arrivo a Venezia è cambiata anche la programmazione della galleria: «A Mestre facevo mostre di un mese, qui invece durano due mesi o due mesi e mezzo. Bisogna mettere in conto i trasporti con la barca e l’organizzazione, che è più complicata» spiega. Ma questo volge a favore: «Le persone hanno modo di vedere le opere più volte, di tornare se hanno piacere, e questo facilita molto. Un mese era poco, i ritmi veneziani invece insegnano a riappropriarci di vedere le cose più a fondo e con più attenzione» sottolinea, spiegando che questo certamente giova soprattutto a livello commerciale e raccontando la preferenza dei veneziani per le opere pittoriche e figurative.

L’esperienza come gallerista di Marina Bastianello nasce tanti anni fa insieme all’allora marito Massimo De Luca. «Io e Massimo nel tempo eravamo diventati dei collezionisti, lui aveva anche una galleria dedicata ad artisti storicizzati del ‘900 in via Mestrina. Nel 2012 ci è venuta l’idea di aprire una galleria d’arte contemporanea per i giovani artisti emergenti nei loft fronte darsena in Via Torino». La galleria all’inizio si chiamava Massimo De Luca: «Abbiamo sempre pensato che Mestre fosse un grande incubatore di talenti. Infatti, pur lavorando entrambi a Venezia, non avevamo mai pensato di apire uno spazio in laguna. Fin da subito però Massimo faceva fatica a seguire tutto e ho sempre gestito io la galleria». Nel 2018 il passaggio all’M9, un posto architettonicamente molto bello e con più passaggio di gente, dove nel 2020 Marina decide di dare alla galleria il suo nome, visto che il marito aveva preso un’altra strada lavorativa. «Sono nata come gallerista grazie a lui» racconta Bastianello che, dopo essersi formata al liceo artistico, per 35 anni ha lavorato come interior designer da Boselli Arredamneti. «Abbandonare è stato difficile, ci ho dovuto pensare per bene, ma poi ho voluto seguire Massimo che aveva bisogno di un aiuto. Ora non tornerei più indietro, mi piace molto il contatto con gli artisti. Con loro si cresce tanto e si resta giovani di spirito».

L’esperienza da interior designer le è stata utile in particolare per realizzare gli allestimenti delle mostre: «Anche quando faccio le fiere i miei colleghi mi chiedono sempre che scuole ho fatto. È tutta una quesitone di scenografia». Ultimamente, infatti, tende ad esporre le opere facendole sporgere dai muri per metterle in risalto, e diversi sono i colleghi che prendono da lei esempio. Durante l’anno organizza in media quattro mostre. Negli spazi della galleria fino al 15 novembre è in corso l’esposizione dedicata al pittore torinese Ettore Fico (1917 – 2004) dal titolo “Coste contrapposte”, a cura di Andrea Busto, che presenta 15 opere dedicate alle coste italiane e francesi dove, in un dialogo di luci, colori e geometrie naturali, il mare di Fico diventa protagonista di una riflessione più ampia sulla bellezza italiana, prima che l’Italia fosse trasformata dal turismo di massa.Le aspre scogliere amalfitane verticali si contrappongono alla dolcezza orizzontale dei lidi veneti offuscati dalla nebbia. La galleria è stata di recente anche ad Artissima, la fiera del contemporaneo di Torino in cui nel suo stand ha portato le opere di Fico meno conosciute degli anni ‘50 e ’60: «Sono quelle del periodo migliore ed è stata una bella scommessa esporle nella città in cui c’è anche un museo a lui dedicato».

La prossima mostra, dal 2 dicembre al 17 gennaio, sarà invece dedicata all’artista Luigi Viola, per tanti anni professore all’Accademia di Belle Arti di Venezia. L’esposizione attraverso una serie di opere fotografiche sarà incentrata sull’esperienza di isolamento vissuta durante l’epidemia da Covid 19. In quel periodo l’artista ha trascorso intere giornate di fronte al mare, scoprendo, oltre alle meduse, un teatro di organismi dall’aspetto mutante e arcano che non aveva mai visto prima, portati dalle onde e disposti sulla sabbia. È prevista invece a marzo, così da coincidere con i primi mesi della Biennale d’Arte, una mostra incentrata sulla pittrice sarda Rosanna Rossi, che inaugurerà contestualmente al Venice Gallery weekend, in cui le 17 gallerie del contemporaneo presenti in città aderenti alla Venice Gallery View, associazione nata nel 2016 da nove galleriste tra cui Marina Bastianello, resteranno aperte per un intero weekend proponendo diversi eventi. Ora Marina Bastianello, se prima era aiutata da un assistente, da quando un anno fa ha chiuso la galleria a Mestre, gestisce tutto da sola: «Per me l’arte è una grande passione. Con Massimo, con cui inizialmente è partito tutto, continuiamo a collezionare e condividere l’amore per l’arte».
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