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Da Michelangelo a Bacardi: la scultura in mostra a Palazzo Bollani

“The Idea of Sculpture. From the hand to the robot” è l’esposizione a cura di Roberta Semeraro e Giovanna Cicutto che esamina le opere scultoree realizzate dal Genio del Rinascimento fino a quelle di oggi fatte con i robot

Da Michelangelo alle opere contemporanee di Helena Bacardi. “The Idea of Sculpture. From the hand to the robot” è l’esposizione che ha inaugurato oggi, venerdì 29, a Palazzo Bollani a Venezia. A cura della storica dell’arte Roberta Semeraro e della project manager Giovanna Cicutto, la mostra, che resterà aperta fino al 19 novembre, esamina l’idea della scultura dal Rinascimento fino ai giorni nostri attraverso i modelli di sculture e le opere dell’artista cubana Helena Bacardi, grazie agli allestimenti realizzati da Simonpietro Salini e Federico Lippi della società di architettura Palinsesto. Tre sono le opere esposte di Michelangelo Buonarroti: due disegni e un bozzetto tridimensionale provenienti dal Museo di Casa Buonarroti di Firenze, in collaborazione con il quale, insieme anche al Museo dei bozzetti di Pietrasanta, è stato possibile porre a confronto disegni, bozzetti tridimensionali in vari materiali, opere finite e perfino un robot-scultore “al lavoro”, per raccontare che cosa è accaduto nella scultura dai tempi del semplice utilizzo della mano degli artigiani fino a nostri giorni, quando ormai le intelligenze artificiali traducono in oggetti concreti ciò che inizialmente erano solo delle idee.

Le tre opere del Genio

In mostra nella sala nominata “Chi siamo” sarà possibile ammirare in particolare da vicino il bozzetto “Torso virile” del 1540 circa, attribuito a Michelangelo, alto 23 centimetri e realizzato in terracotta chiara. Nonostante le dimensioni contenute, il bozzetto mostra tutto il fascino dell’arte rinascimentale che si richiamava a quella classica dell’antica Grecia e della Roma imperiale, ripresa in tante opere che il Genio di Rinascimento aveva già realizzato e modello di altre che sarebbero venute in seguito. Sempre da Casa Buonarroti presenti anche due disegni certi di Michelangelo, che non venivano esposti da almeno tre anni: il primo è lo “Studio per una figura seduta con copricapo ecclesiastico” , databile intorno al 1524-1525, realizzato con penna e inchiostro bruno; il secondo “Studio di tre nudi per una trasfigurazione” , invece, è realizzato a penna con inchiostro bruno e matita nera. «Le tre opere di Michelangelo, poco conosciute dal grande pubblico, testimoniano la maestria del Genio di Caprese sia nella fase di ideazione di un’opera, sia in quella dell’elaborazione. – sottolinea la curatrice Roberta Semeraro – Un’occasione unica davvero straordinaria, in particolare per i disegni che, per questioni di umidità e luce, posso essere esposti per brevi periodi».

Da dove veniamo

Nel percorso espositivo, nella sala “Da dove veniamo?, ci sono anche altri 18 bozzetti tridimensionali in vari materiali, provenienti dal Museo dei bozzetti di Pietrasanta, di opere quali “Donna con un ombrello” di Botero, la “Concordia” di Vangi, “Orizzonte” di Mitoraj, “Piazza” di Dani Karavan, passando per il “Sole deposto” di Giò Pomodoro, fino alla recente “Luce” di Antonio Signorini. Questi raccontano un aspetto tra i meno noti della vita lavorativa dello scultore: «Quando osserviamo i bozzetti ci sentiamo di entrare in un mondo arcano che ci dà l’occasione di condividere il momento intenso dell’idea germinale della scultura, come se potessimo vedere il figurino di uno stilista o il “canovaccio” per un drammaturgo» spiega la storica Roberta Semeraro. «I bozzetti selezionati per la mostra di Venezia – dice Chiara Celli, direttrice scientifica del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta – offrono uno sguardo sulla scultura internazionale dal Novecento al contemporaneo. Sono opere di grandi maestri ma anche la testimonianza di rapporti internazionali secolari fra i laboratori artigiani di Pietrasanta e artisti e istituzioni di tutto il mondo».

Le opere di Helena Bacardi, scultrice cubana per la prima volta in Italia

Con i bozzetti dialogano 10 sculture dell’artista cubana Helena Bacardi, – erede della famiglia produttrice del rum Bacardi – che espone per la prima volta in Italia. Si tratta di opere in marmo e bronzo, di cui diverse sono realizzate con l’ausilio di un robot meccanico guidato da un software. «Per la creazione di alcune delle mie opere sono tornata nei luoghi cari a Michelangelo. – ha detto l’artista che si è formata artisticamente in Europa – Scegliere il marmo direttamente nelle cave di Carrara è stata una fonte di ispirazione per me». Esposta anche una maquette in legno a forma di pipistrello di un’opera che l’artista sta realizzando in vetro di Murano nel laboratorio artigianale di Alessandro Mandruzzato. «Questa rappresenta la rilettura in chiave contemporanea dell’iconica scultura in bronzo Pipistrello Bacardi realizzata nel 1980 per la Bacardi Art Gallery di Miami, in Florida, dove si trova attualmente in esposizione permanente» spiega Semeraro. Infine, nella sala intitolata “Dove stiamo andando” è presente invece un robot attivo 24 su 24h che realizza oggetti di design usati nell’arte e nell’architettura, che racconta dove l’arte si sta dirigendo, dando uno sguardo estremamente contemporaneo e innovativo. Tre quindi sono le domande fondamentali che si colgono e vengono espresse in mostra per capire come la scultura si sia trasformata in oltre mezzo millennio di storia dell’arte, dalle creazioni rinascimentali fino, appunto, alle opere di Helena Bacardi realizzate con le più sofisticate tecnologie.

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