
Ha raggiunto la quarta edizione il sondaggio annuale di Cisl FNP Veneto in occasione della festa dei nonni. Cominciato quasi per gioco, con il passare del tempo è diventato indicatore di importanti fenomeni sociali: in particolare quest’anno dal campione di 665 risposte divise per genere, provincia e fascia di età, è emerso che nonne e nonni risultano fondamentali per le famiglie non solo, com’è giusto che sia, da un punto di vista affettivo, ma anche a livello organizzativo ed economico, venendo a coprire molti servizi insufficienti.
«I sondaggi con domande sia a risposta multipla che a risposta aperta sono una prassi per FNP Veneto – spiega Tina Cupano, segreteria generale di Cisl FNP Veneto – e ci permettono di raccogliere preziose informazioni in ottica di prevenzione e invecchiamento attivo. Quest’anno abbiamo diffuso vari sondaggi su tematiche importanti come la solitudine, i caregiver e il cohousing. Per la festa dei nonni ci impegniamo per evidenziare ogni anno un aspetto diverso, sottolineando, però, un fatto importante: i nonni non devono essere ricordati solo durante la festa a loro dedicata, ma devono essere riconosciuti per il loro ruolo sociale, la loro responsabilità educativa e anche il loro stato di anziani, che necessita di più cure e di una maggiore attenzione alla prevenzione».
I dati raccolti per il Veneto al momento non possono essere confrontati a livello nazionale, perché l’iniziativa è partita in maniera autonoma a livello regionale, tuttavia FNP Veneto si augura di poter “fare scuola” anche per le altre regioni dell’Italia.

Nel sondaggio di quest’anno è stato chiesto ai nonni se, dato il numero consistente di ore dedicato alla cura dei nipoti (spesso tra le 20 e le 40 ore mensili), siano costretti a delle rinunce. È emerso che il 54,7% dichiara di rinunciare a qualcosa e di questa percentuale: il 72,6% riguarda interessi e hobby, il 41,3% un’attività fisica regolare e il 40,6% a occasioni di socializzazione adatte all’età. Si nota, inoltre un altro dato molto grave: il 10% dei rispondenti si vede costretto a trascurare la prevenzione per la propria salute.
«Sono molto preoccupata da sentire queste risposte – dichiara Cupano – soprattutto da parte di figure anziane per le quali la prevenzione e l’attività fisica a essa associata sono ancora più importanti per un invecchiamento in salute. Non bisogna sottovalutare, però, neanche la rinuncia alla socializzazione perché, nel momento in cui i nipoti saranno cresciuti, i nonni rischiano di trovarsi privati di relazioni e di dover affrontare la solitudine».
Tra le risposte aperte alcune hanno messo in luce un forte disagio dato da queste rinunce, altre un dispiacere compensato comunque dalla gioia e dai sentimenti positivi dalla relazione con i nipoti. Addirittura tra i nonni che, per varie ragioni, non si occupano più dei nipoti, ma li hanno seguiti in passato, risulta che l’87,5% non cambierebbe nulla di ciò che ha fatto.

Dalle risposte si nota, inoltre, che nonni e nonne sono chiamati a diverse mansioni: i nonni di solito accompagnano e vanno a prendere i nipoti da scuola o attività ricreative o li portano a fare una passeggiata, mentre le nonne si occupano maggiormente della cura della persona e dei pasti.
Cupano osserva che, benché le donne con nipoti non abbiano un maggiore carico fisico, in media esse si vedono sottratto un maggiore tempo rispetto agli uomini: «Il divario di genere è evidente– osserva la segretaria di FNP Veneto- perché spesso sono ancora le donne a farsi carico delle attività di cura. E se immaginiamo una donna che si occupa prima dei figli, poi dei genitori anziani e infine dei nipoti, ci rendiamo conto che dai 30 ai 70 anni circa non ha la possibilità di dedicare sufficiente tempo a se stessa».

Dal sondaggio si vede che le famiglie molte volte ricorrono all’aiuto dei nonni per la carenza di servizi: gli orari di scuola e attività ricreative non hanno orari compatibili con il lavoro dei genitori, le babysitter hanno un costo elevato, i servizi per la prima infanzia non sono sufficienti, non sono accessibili o sono anch’essi costosi. E appare evidente, inoltre, che spesso i nonni sono una risorsa economica: non tutte le famiglie riescono a farsi carico autonomamente delle spese per la cura dei figli. Anche in questo caso le risposte aperte di nonne e nonni sono eloquenti: dichiarano con fermezza che i genitori non ricevono sufficiente assistenza né sostegno economico dalle istituzioni e che loro, come nonni, fanno il possibile per aiutare, ma che non è sempre facile quando l’età è elevata e la salute comincia a peggiorare.
«I nonni sono il welfare delle famiglie – dichiara Cupano – e ci aspettiamo che le istituzioni possano prendersi carico di loro come figure anziane e dunque fragili per quanto riguarda la salute, ma ci auguriamo anche che possano migliorare i servizi per le famiglie attualmente insufficienti per alleggerire il carico dei nonni. I nonni sono legati ai figli e ai nipoti e si rendono conto della responsabilità educativa della propria figura, ma vorrebbero poter vivere con più serenità e spontaneità la relazione con la famiglia, senza sentirsi in obbligo di un impegno continuativo».
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