Logo Crux

Big Vocal Orchestra: Messa ai Frari per il coro più grande d’Italia

A marzo prossimo il gruppo canoro veneziano si metterà a servizio della liturgia, proponendo brani tipici del repertorio sacro, conosciuti ai più, per permettere ai fedeli di unirsi al canto. Il direttore Toso Borella: «L’arte? Ha bisogno di condivisione»

«Un bel concerto in basilica lo organizzate?». Da una domanda spontanea partita da padre Marco Pellegrini, parroco e guardiano dei Frari, ad una richiesta presto esaudita, che troverà effettiva risposta a marzo dell’anno prossimo. D’altronde il coro della Big Vocal Orchestra, il più numeroso d’Italia, che conta più di 200 elementi arrivando addirittura a 300 in alcune particolari occasioni dell’anno, non ha mai fatto mistero di essere un gruppo canoro a servizio della città e dei suoi cittadini. Dunque anche della Chiesa veneziana e delle realtà parrocchiali di centro storico e terraferma che la compongono. E proprio per una di queste, quella dei Frari, la Big Vocal Orchestra animerà una Messa in grande stile, nel profondo rispetto del luogo, in cui voci e musica si mescoleranno creando un’armonia. Chi il gruppo lo conosce bene, amatissimo a Venezia e coinvolto spesso in eventi e iniziative legate proprio alla città (un esempio su tutti, l’accensione dell’albero di Natale sia in piazza Ferretto, a Mestre, che a San Marco), sa che i concerti proposti al pubblico sono sempre molto vivaci ed effervescenti sia nella parte scenica che nel repertorio, assai variegato, che spazia dai grandi successi dei musical ai brani di artisti pop-rock internazionali, impreziositi da coreografie in stile gospel che trascinano le folle: adulti e bambini letteralmente trasportati dall’energia sprigionata dai vari componenti.

I Vocal Skyline, compagine più ristretta della Big Vocal Orchestra
«Perché non cantare anche nelle chiese della città?»

«Una tipologia di proposta che chiaramente non si adatta del tutto a un luogo ecclesiastico – commenta il direttore del coro, Marco Toso Borella, che dirige anche i Vocal Skyline, gruppo più ristretto formato da una trentina di componenti che fanno parte della Big Vocal Orchestra –. L’aspetto dello spettacolo, negli anni, è molto cresciuto anche per poter rispondere ad un certo tipo di gusto. Quello del Teatro Stabile del Veneto e delle piazze, in questo modo però trovando meno corrispondenza con i luoghi sacri. Questa cosa ci dispiaceva, al che abbiamo detto: sarebbe bello avere anche l’occasione di cantare nelle splendide chiese della nostra città». E la cosa ha preso forma, almeno nelle progettualità,in stretta sinergia con i frati dei Frari, proprio lì, nel patronato della parrocchia, dove il coro di Toso Borella da ormai una decina di anni organizza le prove in vista degli spettacoli da portare in scena. «Siamo ospiti rispettosi – tiene a precisare il direttore -. Con la parrocchia abbiamo spesso avuto occasioni di scambio. Un giorno ci è stato chiesto di portare uno dei nostri concerti proprio nella basilica dei Frari e noi abbiamo detto di sì, andando oltre la proposta che ci è stata fatta. Abbiamo lanciato infatti l’idea di essere noi a servizio della chiesa. Senza imporre uno stile artistico, ma adattandoci in maniera sartoriale al luogo, alla causa, al tema dell’iniziativa, come d’altronde siamo soliti fare». Anche nell’ambito dei concerti a sfondo solidale che il gruppo tiene spesso, nel corso dell’anno. Un’attenzione particolare alla location, dunque, proprio come già fatto in occasione de “La voce grande di Venezia”, rassegna di appuntamenti musicali immersivi che si sono svolti in posti storici della città d’acqua, quali le Scuole Grandi. «Abbiamo deciso di metterci noi a servizio dell’ufficio liturgico e delle linee da esso dettate, – continua Toso Borella – che prevedono canti sacri». Qualche brano di questo tipo nel proprio repertorio, oltretutto la Big Vocal Orchestra lo ha già. «Ma diventa comunque anche per noi una sfida proporre uno studio di brani prettamente ecclesiastici», prosegue il direttore.

Il direttore Marco Toso Borella, "anima" dei gruppi canori da lui guidati
«Abbiamo una grande responsabilità sociale»

«Sono stata per tanti anni animatrice liturgica a Santa Maria Goretti. Ho sempre creduto molto – sottolinea Francesca Bellemo, tra le voci soliste dei due gruppi e vicepresidente dell’associazione “Penelope”, che gestisce le attività corali – nel valore del canto e della musica nell’ambito della celebrazione eucaristica. Il senso non è fare spettacolo, ma pensare di arricchire un momento di bellezza. Una metafora: quando si hanno degli ospiti a cena, si apparecchia bene la tavola, scegliendo una bella tovaglia. Quello che intendo dire è che l’estetica, ossia il canto, deve essere funzionale anche alla preghiera». La Big Vocal Orchestra promette già di portare ai Frari, a marzo dell’anno prossimo, tutta la potenza e l’attrattività che contraddistingue il gruppo da sempre, a servizio di una celebrazione liturgica che diventa luogo d’incontro. «Oggettivamente – afferma Toso Borella – abbiamo una grande responsabilità sociale: ci siamo resi conto, nel tempo, di avere in città un valore in termini di coesione sociale»; a livello di trasmissione di un certo tipo di messaggio, cercando di condividere determinati valori con il pubblico. Questo ciò a cui ha sempre lavorato il direttore in oltre dieci anni di attività condotta al fianco di Big Vocal Orchestra e Vocal Skyline. Per la Messa ai Frari – anche se i dettagli verranno definiti nelle settimane a venire – l’idea di fondo è quella di coinvolgere il gruppo canoro al completo e selezionare dei brani che si sposino con i vari momenti della celebrazione. Alcuni di questi potranno essere anche canti sacri famosi (come ad esempio di Mozart), altri invece strettamente legati alle musiche più conosciute, per tradizione, dai fedeli.

Uno dei concerti della Big Vocal Orchestra
Prove aperte al pubblico

«Stiamo valutando di recuperare brani che l’assemblea riunita possa intonare insieme a noi. L’obiettivo è infatti che i parrocchiani cantino. Il canto non deve essere uno spettacolo passivo: ci teniamo, in linea con tutti gli altri concerti e a maggior ragione in occasione di una Messa, che i presenti si sentano coinvolti». Motivo per cui il gruppo di Toso Borella, prossimamente, vorrebbe proporre delle prove aperte anche al pubblico. Oppure una diretta online affinché la gente possa seguire le lezioni da casa. Il tutto nell’ottica di «condividere una iniziativa, tra canto e Messa, che di fatto rappresenta pure un’esperienza sociale. Abbiamo tanto bisogno di condivisione. L’arte ne necessita». E se la proposta avrà successo, potrebbe poi essere rilanciata. Non solo ai Frari, ma anche in altre chiese veneziane che volessero aderire alla proposta. Aggiungendo così un’esperienza in più alle tante “laiche” già vissute, nel corso di questi anni, da entrambi i cori a contatto con un pubblico di tutte le età.

Autore:

Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!