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Basilica di San Marco: meno visitatori per la sua salvaguardia

Il bilancio di fine anno della Procuratoria ha mostrato come gli ingressi complessivi tra cattedrale veneziana e campanile di San Marco siano passati da più di 3,2 milioni a circa 2,8, con un aumento significativo degli accessi gratuiti e scontati. Presentati anche i lavori portati a termine nel 2025. Barel: «Creeremo un centro di controllo dell’area marciana, attivo 24 ore su 24»

Una riduzione della pressione antropica, per eliminare le code all’esterno della basilica di San Marco e garantire al pubblico una visita migliore. C’è soddisfazione, da parte della Procuratoria, per il risultato raggiunto grazie al nuovo sistema di bigliettazione online, incrementata nel costo, espressa qualche giorno fa in occasione di un bilancio di fine anno, a Sant’Apollonia, che ha permesso di snocciolare numeri e di fare il punto sui restauri ultimati nel corso del 2025. Tra basilica e campanile, sono stati più di 2,8 milioni i visitatori paganti, a ingresso gratuito o a prezzo scontato registrati, fino a novembre scorso, nel 2025, mentre l’anno precedente hanno superato la quota dei 3,2 milioni. Un risultato frutto non solo della riduzione degli ingressi in Basilica, ma pure dell’intervento di manutenzione che ha riguardato il “paron de casa”, rimasto inagibile per qualche settimana. Allo stesso tempo però sono aumentati gli ingressi gratuiti nella cattedrale veneziana – tra gruppi scolastici e parrocchiali, residenti nei Comuni della diocesi e persone con disabilità – come quelli che prevedono sconti. Se nel primo caso sono cresciuti di circa 50.000 unità (+35,37%), nel secondo si è passati da 21.900 a 187.000 (+753,35%). Un ulteriore raffronto percentuale evidenziato dal primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, ha mostrato poi che se nel 2025 i biglietti scontati e gratuiti hanno rappresentato quasi il 7% del totale, l’anno scorso si sono fermati allo 0,69% e al 4,34%. Una panoramica soddisfacente, per la Procuratoria, il cui bilancio preconsuntivo 2025 (gennaio-ottobre) si chiude con una previsione molto positiva, con una proiezione di fine anno che potrebbe raggiungere circa 500.000 euro. Buone notizie anche sul fronte della forza lavoro, con 73 dipendenti complessivi, di cui quasi 10 in più, quest’anno, rispetto al precedente. In termini di tour operator, invece, 195 sono quelli che sono stati accreditati, ai quali la Procuratoria ha fornito un percorso agevolato online.

L'intervento portato a termine nel nartece nord della Basilica
Interventi conclusi e da avviare

A Barel, insieme a Mario Piana, il compito di illustrare i vari interventi messi a punto in questi mesi. Dopo anni di attento restauro, la facciata della Basilica è tornata a svelarsi alla città («è rimasta solo una piccola impalcatura laterale – ha detto il primo procuratore – perché un mese fa è caduto un pezzetto di intonaco»), lasciando libera la porta di San Pietro. Si è poi concluso il cantiere per i lavori di protezione del retro, lato rio Canonica, volti ad evitare le invasioni mareali e, per le festività natalizie, è stata illuminata la Natività collocata sulla Porta dei Fiori. È terminato il restauro triennale del nartece nord, con i lavori che prossimamente riguarderanno la parte sud, ed è stato ultimato pure l’intervento al pavimento della cappella del Santissimo Sacramento, gravemente danneggiato dall’Aqua Granda del 2019. «Per nartece nord e cappella abbiamo ricevuto 3,3 milioni da parte del Ministero della Cultura, di cui 800.000 risparmiati, restituiti», ha detto Barel. Importanti lavori di risanamento sono stati eseguiti poi su tutto l’apparato lapideo del portale esterno di San Pietro, che continueranno nel 2026 anche sui portali mancanti. E ancora, il fonte battesimale coperto da una struttura in lastre di bronzo è stato recuperato e pulito e il trittico della Deesis, tra le raffigurazioni più solenni della tradizione bizantina, ha subìto un intervento conservativo. È stata sistemata la facciata dell’Ateneo San Basso e sono rientrate a Venezia le grandi pale d’organo realizzate nel 1490, per la Basilica, da Francesco Tacconi, oggi posizionate al piano superiore di Sant’Apollonia, tornate visibili dopo 250 anni. «Tutti lavori, questi, condotti con risorse nostre», ha chiarito Barel, accennando anche a quelli in corso o che si snoderanno nell’arco del 2026: dal recupero della cappella del tesoro, che custodisce i doni degli ambasciatori d’Oriente ai dogi di un tempo, all’intervento al soffitto della sagrestia e al tetto, per scongiurare il rischio di infiltrazioni d’acqua. In questo caso un’operazione che durerà anni e che dovrà essere svolta a stralci.

La chiesa di Sant'Andrea della Zirada, a piazzale Roma
40 chiese a ingresso gratuito

Una novità che si preannuncia importante, la creazione di un centro di controllo – presidiato 24 ore su 24 da personale che si darà il turno – per vigilare su ogni rischio possibile nell’ambito dell’area marciana, in modo particolare coinvolgendo Basilica, Palazzo Ducale e sede del Patriarcato, in stretta sinergia con Comune e Musei Civici. «La Basilica è comunque già protetta – ha riferito Piana – da un sistema di rilevazione incendi, implementato anche con l’installazione di telecamere termiche per ottenere avvisi immediati». L’aumento del costo del biglietto per Basilica e campanile ha consentito anche di garantire l’apertura gratuita, nell’ambito di una collaborazione fra Procuratoria e Patriarcato, di 40 chiese gestite da Chorus, metà delle quali via via riaperte proprio in questi mesi, in alcuni casi sottoposte a qualche intervento necessario dopo la loro chiusura prolungata. «Le ultime due verranno rese accessibili entro la fine dell’anno: San Beneto e Sant’Andrea della Zirada – ha riferito don Fabrizio Favaro, vicario episcopale per gli Affari economici –. Quest’ultima è chiusa da almeno trent’anni». Aperte ogni giorno dalle 10 alle 17, mentre la domenica in caso di funzioni liturgiche, tutte queste chiese saranno a disposizione dei visitatori non solo per un momento di raccoglimento e di preghiera, ma anche per vedere dei luoghi della città meno noti rispetto ai più tradizionali itinerari.

Bruno Barel, il Patriarca Francesco Moraglia e Fabrizio Magani a Sant'Apollonia
L'attenzione verso i giovani

E che il biglietto “marciano” stia funzionando, comprendente nel prezzo della visita alla cattedrale veneziana anche altri luoghi, lo hanno confermato sia il primo procuratore Bruno Barel che don Favaro. «Si nota – le parole di Barel – un consistente incremento delle visite a Santa Maria Assunta a Torcello con, da luglio a novembre, 1.097 persone che vi sono entrate, alla Salute, con 1.468, e alla Pinacoteca Manfrediniana, con 851». Alta poi l’attenzione nei confronti dei giovani, tanto che la Procuratoria ha preso accordi con alcune banche, chiedendo di coinvolgere almeno due classi ciascuna per sostenerne le spese del trasporto, fino a Venezia, affinché gli studenti visitino la Basilica a costo zero. E già un migliaio di universitari hanno potuto ammirare le bellezze del posto. Al termine del bilancio, martedì è seguito un momento di auguri alla presenza del Patriarca Francesco, che ha rivolto un ringraziamento alle maestranze, impegnate ogni giorno a garantire i momenti liturgici a San Marco nonostante i tanti turisti. «Auguro che questo Natale – ha affermato mons. Moraglia – possa essere illuminante per tutti, ma soprattutto per coloro che hanno in mano le sorti dell’umanità. Una persona che è rimasta affascinata da questo luogo è stato Papa Francesco, che nella sua visita a Venezia ha vissuto qualche minuto dinanzi alle spoglie dell’evangelista Marco. In una fotografia a cui sono molto legato, lo si vede col capo chino, di fronte alla magnificenza della Basilica». Un riconoscimento è stato assegnato al custode Paolo Garbo, andato in pensione proprio quest’anno.

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