
«Forse solo adesso che mi sono fermata dall’attività agonistica mi rendo conto di quello che è successo in questi lunghi anni di carriera – sorride Alessia Maurelli con spontaneità quando le si chiede se si sente un esempio, nonostante le tre olimpiadi disputate in carriera e gli otto campionati mondiali di ginnastica ritmica – riscontro tanto affetto e stima quando incontro le persone, soprattutto le bambine che quando mi dicono che vorrebbero diventare come me mi fanno capire che in qualche modo ho lasciato un segno positivo, ispirando altre non solo a voler tentare l’agonismo ma anche solo a provare questo magnifico sport».
L’occasione di vederla da vicino, assieme al medico e culturista Gianluca Curtolo è stata l’inaugurazione della nuova palestra McFIT di via Don Luigi Peron 30 a Mestre, lo scorso 4 settembre, il terzo centro fitness aperto in città da RSG Group Italia, che gestisce anche la palestra John Reed Fitness. «E’ una struttura molto interessante – ha spiegato la campionessa – non solo per un’area dedicata alle sole donne che permette di socializzare e “fare squadra” ma perché è un luogo molto arieggiato dotato di uno spazio esterno, inoltre è ideale per fare comunità e non solo per chiudersi in sé stessi a fare fatica. Ho imparato il valore del gruppo proprio con la mia esperienza da professionista».

Dopo 2 bronzi olimpici (Tokyo 2020 e Parigi 2024) e 6 ori mondiali e il record di ginnasta italiana più longeva, sorge spontanea per il capitano della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica la domanda: e adesso? «Ovviamente seguo la ginnastica e sono appassionatissima di tutti gli sport, ma per il momento resto in aeronautica militare, ma sto cercando di uscire dalla mia zona di comfort dedicandomi agli studi, voglio laurearmi. Questa volontà di andare oltre i propri limiti me l’ha insegnata proprio la disciplina sportiva, la stessa motivazione che avevo ogni volta che scendevo dal podio per fare meglio vorrei metterla nel mio futuro».
«Mi sono ritrovata a svolgere la mia prima olimpiade a 19 anni a Rio 2016, ma non ero ben consapevole di quello che stavo vivendo – racconta – sulle altre due la pressione ha iniziato a farsi sentire, ho cercato di gestirla imparando a fare una cosa alla volta a piccoli passi. Quando mi chiedono come riuscivo a dormire prima di una finale spiego sempre che non vivevo questi momenti come un’unica grande esperienza, ma a frazioni, ognuna importante tanto quanto la gara, questo mi ha aiutato molto. Questo modo di pensare e sentire lo sport lo raccomando sempre, sia ai più giovani ma anche ai meno che si orientano verso l’attività sportiva. Continuare a muoversi è la chiave per rimanere in forma e sani, per creare qualcosa di diverso all’interno di sé stessi raggiungendo il benessere. Ognuno ha i suoi obiettivi, ma suddividerli e farli per step aiuta a non demoralizzarsi, ma contemporaneamente a non arrendersi».

Ospite dell’inaugurazione anche il dottor Gianluca Curtolo, medico chirurgo, biologo molecolare e neurobiologo, diventato celebre online per la sua passione e pratica di bodybuilding e la divulgazione scientifica. «Questo sport impone di trovare un equilibrio fra mente e corpo – spiega il medico – il benessere fisico ha come rinforzo secondario quello di migliorare la salute mentale, il tutto stimola anche il buonumore. Ricavarsi del tempo per fare esercizio aiuta infatti a staccare dalla ruotine raggiungendo l’eutimìa, uno stato di umore che permette di affrontare tutti gli sforzi, fisici e mentali al massimo. Oggi quindi è davvero importante curare l’attività fisica, non solo per essere scolpiti».
«Proprio per questo è fondamentale avere delle guide – aggiunge Curtolo – non solo per cosa fare, ma soprattutto cosa non fare nell’ambito del bodybuilding. Si tratta di una disciplina affascinante, che piena di insidie e tentazioni, dove i social network spesso alimentano spinte tossiche che possono allontanare dalla salute. Chi si vuole avvicinare a questo sport deve avere quualcuno che indirizzi verso un percorso sano, per questo consiglio di essere cauti e non cadere nella rete di finti guru restando razionali, altrimenti il rischio di sbandare è molto forte. Personalmente cerco di combattere la disinformazione attraverso i miei profili, creati su spinta dei colleghi medici ed esplosi durante la Pandemia oltre alle mie aspettative, dove faccio divulgazione medica applicata a questa magnifica disciplina, cercando di limitare l’effetto di hater e cialtroni con la scienza. Quindi per essere sicuri, meglio farsi seguire da un trainer qualificato in una palestra come questa di McFIT a Mestre piuttosto che da Instagram».

«Per la nostra azienda l’area di Mestre-Venezia è una delle più iconiche e importanti d’Italia – ha dichiarato Samuele Frosio Amministratore Delegato di RSG Group Italia – abbiamo fiducia nella città e nei suoi abitanti per questo abbiamo avviato un progetto di palestra di nuova concezione, accessibile e sostenibile essendo alimentata da pannelli fotovoltaici installati sul tetto. Sarà un prototipo per le nostre future aperture, al momento abbiamo 43 centri nel Paese ma puntiamo ai 100 in pochi anni. La novità della McFIT di Mestre è il “Ladies’ corner”, un’area esclusiva di allenamento per sole donne, un’opportunità per sentirsi sé stesse in totale libertà e dove socializzare».
«Lo sport infatti può avere un ruolo importante nel fare incontrare le persone – conclude Alessia Maurelli – io ho sempre messo la mia individualità in funzione della squadra, questo è un punto di forza, perché ti cambia e migliora come singolo. Migliorarsi fuori e dentro aiuta a superare il giudizio degli altri, ci vuole un po’ di lavoro mentale per farlo, ma ci sono dei momenti in cui si è più vulnerabili e bisogna restare focalizzati sugli obiettivi. Io stessa ho avuto problemi con degli haters online, ma ho imparato a vederli con occhi diversi perché ero serena. Non so se sono ancora pronta per trasmettere quello che imparato e vissuto allenando, in realtà non mi conosco così bene al di fuori della vita da atleta, anche qui sto procedendo a tappe ma di sicuro non ho intenzione di fermarmi alla situazione più comoda, voglio spaziare un po’ magari proprio perdendomi mi verrà voglia di tornare nella “casa” della ginnastica ritmica. Intanto però non ho smesso di allenarmi, quindi ben vengano palestre come questa!».
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