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Al Nevegal la prima pista da sci sintetica: sciare diventa sostenibile

Lunga 300 metri è la più grande mai realizzata in Italia. Baldanello: «È una scelta ecosostenibile per continuare a fare questo sport. Soprattutto d’estate che, oltre a preservare i ghiacciai, permette risparmio di tempo e costi per gli sci club».

Grande novità al Nevegal, che svolta con la pista da sci sintetica, inaugurata lo scorso 31 ottobre, dove si potrà sciare tutto l’anno: si tratta della più grande mai realizzata in Italia. Se i puristi della neve potrebbero storcere il naso per via della mancanza dell’elemento naturale, temendo sensazioni diverse, gli esperti assicurano che poco cambia nel gesto atletico. La pista verrà usata soprattutto in estate dagli sci club della zona che, anziché andare ad allenarsi in ghiacciaio, avranno un notevole risparmio di tempo e costi. Si sta poi valutando di usarla anche in inverno quando risulta impossibile innevare per il troppo caldo, come ora. La pista, inizialmente aperta per essere testata dagli sci club, è realizzata negli spazi del campo scuola, sfruttando lo skilift già esistente: è lunga 300 metri e larga tra i 25 e 30 metri. Pur trattandosi di una pista blu presenta un pendio interessante con diverse pendenze, potendo così essere utilizzata da tutti, anche dagli sciatori più esperti per gli allenamenti, ed ha una portata massima di 70 persone per volta.

Zero impatto ambientale

La pista è stata realizzata dalla società di Pordenone Newsnow srl con materiale plastico interamente riciclato e riciclabile: «È un intervento rispettoso della natura. L’impatto ambientale è pari a zero» ci tiene prima di tutto o precisare Lorenzo Baldanello, presidente di We Love Nevegal, progetto dedicato alla riqualificazione del territorio, che da anni ormai soffriva per la mancanza di neve vedendo limitate le attività. «Gli interventi che stiamo facendo sono finalizzati ad avere un turismo per 365 giorni l’anno, in estate e inverno. La pista sintetica è realizzata con materiale riciclato e riciclabile al 100%, inoltre è biodegradabile e non rilascia microplastiche, quindi non è inquinante anche se si disgrega nell’ambiente» dice, spigando inoltre che la plastica non è adagiata direttamente sul terreno in quanto c’è un telo che fa da barriera. Per realizzarla ci sono voluti 430 mila euro, che sono stati coperti grazie al più ampio contributo ministeriale di 1 milione e 200 mila euro che ha finanziato, oltre alla pista, una serie di interventi che comprendono anche i nuovi tornelli e vari lavori per la riqualificazione del Nevegal. Per quanto riguarda la manutenzione della pista, si stima una spesa minima di qualche migliaio di euro l’anno, tra materiali e manodopera. «Avrà una buona performance nel tempo, anche se si dovrà intervenire per sostituire i pannelli di circa 60×60 che la costituiscono e che man mano si consumeranno».

Un progetto per la riqualificazione del Nevegal

La pista è di colore vede, per normativa ministeriale: «È necessario un colore che risalti, soprattutto per l’inverno, quando viene coperta dalla neve e le persone possono sciarci sopra. Dovrà però esserci uno spessore di neve minimo, soprattutto per non rischiare che il gatto la rovini battendo la pista. Abbiamo un gatto nuovo geolocalizzato, che sa fino a quanti centimetri la pala può andare sotto senza rischiare di “tritare” la pista sintetica. – spiega Baldanello – Inoltre la struttura in caso di esigenza è completamente removibile». L’idea di realizzare la pista è partita tre anni fa dalla vecchia proprietà “Nevegal 2021”, a cui è subentrata a giugno 2024 la Dolomiti Ski Line, società che si occupa di sviluppare territori per il turismo in modo rispettoso della natura. Questa gestisce la parte impiantistica ed è partner principale di “We Love Nevegal”, progetto di rivitalizzazione territoriale, in cui sono già stati investiti 3 milioni da privati. «La pista sintetica era già in programma quando a giugno 2024 è stato concesso alla società il contributo dal Ministero, che ha interessato, tra le varie cose, anche i nuovi tornelli, il nuovo tapis roulant e il nuovo gatto delle nevi» spiega il presidente di We Love Nevegal, dicendo che inoltre sono stati presi nuovi cannoni più performanti, in attesa di avere il prossimo anno anche il laghetto artificiale da cui attingere. «C’è anche l’idea di rimettere la sciovia dell’Erte, per riaprire la parte più alta del comprensorio chiusa da anni, così da ripristinare i 30 km di piste» dice Baldanello.

Da aprile al via lo sci estivo, una soluzione sostenibile per tutti

Da metà marzo, quando la neve si scioglierà, la stagione sciistica continuerà con la pista sintetica, che diventerà un’attrazione sportiva e turistica. Verrà fatta un’ulteriore prova con gli sci club e poi la pista da aprile sarà aperta a tutti. Lo sci rientrerà nella proposta estiva dell’area e, vista la possibilità di piantare i pali, sarà molto utile per gli sci club, che per allenarsi potranno prenotare con preavviso la pista. «Faremo convivere l’esigenza di turisti ed atleti. Gli sci club potrebbero allenarsi la mattina presto, ma non escludiamo la possibilità di dividere la pista con la rete di sicurezza, così da tenerla sempre aperta per entrambe le categorie, eccetto che nei periodi di manutenzione» spiega Baldanello, dicendo che ci saranno sia skipass giornalieri che un mini stagionale, i cui costi però sono ancora da valutare. Poi sottolinea l’impatto ecologico del progetto, che è la risposta ad un futuro senza neve: «Le piste da sci sintetiche diventeranno la regola, come risposta globale al cambiamento climatico  – sottolinea – I ghiacciai si stanno restringendo sempre più e continuare a sfruttarli per la parte sciistica comporta un’erosione maggiore; le piste sintetiche, invece, saranno allora il futuro ecosostenibile per non deturparli». Inoltre la pista sintetica poterà vantaggi su più fronti. E fa l’esempio degli sci club: «I ragazzi degli sci club della pianura potranno allenarsi la mattina e al pomeriggio essere già a casa per fare i compiti. Un notevole risparmio di tempo, strada e denaro che andrebbero invece spesi durante gli allenamenti che di solito in estate vengono organizzati in ghiacciaio».

In futuro un’offerta sempre più ampia

Per chi non è ancora convinto, gli istruttori di sci che l’hanno testata assicurano che il gesto atletico non cambia e che le sensazioni non sono poi così diverse. Tra i primi a provarla, l’istruttore nazionale Luca Bertagnolli insieme a maestri e ragazzi degli sci club della zona: «Ci hanno riferito che inizialmente si è un po’ perplessi nel non vedere la neve sotto ai piedi. – confida Baldanello – La prima discesa è più psicologica. Poi però tutti ci hanno detto che sono rimasti colpiti per le cose che si riescono a fare, visto che lo sci risponde come sulla neve». Il problema dell’attrito tra pista e sci infatti, riscontrabile però solo dagli atleti e non dai turisti, viene risolto con un olio ecologico che viene rilasciato dai rulli all’ingresso dello skilift, a metà e alla fine che, come una sorta di sciolina, rende lo sci più fluido». In futuro l’idea è di mettere una piccola pista sintetica anche nel campetto scuola dove c’è il tapis roulant, così che i bambini possano iniziare a muovere i primi passi sugli sci e i maestri lavorare anche nei mesi estivi –  poi afferma – I maestri ci saranno d’aiuto anche quando la pista verrà usata dalle aziende per fare team building. Oltre a realizzare il loro evento, le persone potranno avere maestri dedicati». Il progetto però è più ampio: «Abbiamo molte idee e prospettive in programma per lo sviluppo del territorio. – e conclude – La pista da sci sintetica, infatti, si inserisce nelle offerte di intrattenimento estivo dato anche dalla pista di pump track e quella di downhill, oltre alla possibilità di fare skiroll o andare al parco avventura. Si potrà così passare dalle lezioni di sci a quelle di bici».

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