
Giovanni Antonio Fumiani (Venezia 1643-1710) fu un artista centrale nel panorama veneziano del Seicento. La conferma è arrivata dopo il ritorno, alcuni mesi fa, a seguito di un importante restauro, della grande tela conservata sul soffitto dell’aula della chiesa di San Rocco “San Rocco distribuisce i suoi averi ai poveri”. In origine l’opera era collocata sul soffitto della chiesa innalzata tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Successivamente fu trasferita sul soffitto della nuova chiesa, ricostruita nel XVIII secolo.
«Il dipinto, opera del 1675, risultava poco leggibile a causa della sporcizia delle polveri e del fumo delle candele che nel tempo si erano accumulati sulle superfici, presentando alterazioni cromatiche dei pigmenti e cadute di colore in numerosi punti tanto da renderla il leggibile. Inoltre ha visto anche il consolidamento della tela e delle cornici. L’intervento compiuto dalla ditta Libralesso di Salzano ha visto un ottimo risultato – ha detto il Gardian Grande, Franco Posocco, prossimo a lasciare l’incarico (leggi qui), sottolineando che dopo il successo del restauro della Crocifissione di Tintoretto, che ha fatto la storia tra gli interventi in Italia, la Scuola Grande di San Rocco non si è fermata, decidendo di finanziare a sue spese il restauro dell’opera di Fumiani, fortemente voluto per proseguire l’impegno nel preservare il patrimonio artistico.
«Oggi dopo l’intervento di restauro e pulitura durato circa un anno l’opera è tornata smagliante, recuperando colori molti vivi. – dice soddisfatto, e sottolinea – È riemerso il rapporto del quadro con il soffitto della chiesa di San Pantalon, sempre dell’artista, sia in termini di studi della prospettiva che effetti di illusionismo».

La tela infatti fu eseguita in un periodo cruciale e molto fecondo per il pittore che, proprio con quest’opera, innovativa per concezione ed effetti, raggiungerà un risultato straordinario e porrà le basi di quanto realizzerà da lì in avanti, in particolare nella vicina chiesa di San Pantalon, ritenuta il suo “tempio artistico”, dove è presente il capolavoro del soffitto conosciuto come il più grande del mondo, grazie all’ingegno che il pittore ebbe nell’unire più tele dipinte cucite insieme. La costruzione narrativa densa di contenuti, che rappresenta i protagonisti inquadrati in architetture potenti, in Fumiani si sviluppa come spettacolare messa in scena secondo i concetti della pittura illusionistica barocca, utilizzando la quadratura. Il restauro è anche servito per mettere in luce come Fumiani non sia stato un pittore secondario, ma che realizzò veri e propri capolavori.
«Tutti dicono che, tra il ‘500 di Tintoretto e Tiziano e il ‘700 del Tiepolo, c’è un buco e il ‘600 veneziano è considerato un periodo buio, ma non è vero, la figura di Fumiani è centrale» ribadisce il Guardian Grande. «Il ‘600 veneziano è considerato come il Medioevo ma non è così, è un epoca interessante di grande sviluppo anche per la scienza».

Proprio per studiare ed approfondire tutti questi aspetti si terranno due giornate di studio, lunedì 3 e martedì 4. Nella prima gionrata presso la Scuola Grande di San Rocco si terrà un convegno interamente dedicato al Fumiani, per riscoprire e ridare luce a uno dei principali reinterpreti del ‘600 veneziano. Per la chiesa di San Rocco, Fumiani, che fu confratello della Scuola, realizzò anche il dipinto “Gesù scaccia i mercanti dal tempio” e, a fresco, la cupola sullo scalone della Scuola con un’Allegoria dei meriti religiosi e assistenziali della Scuola di San Rocco che esplicita la missione morale e sociale dell’istituzione. Le giornata di studio è volta ad approfondire la figura di Giovanni Antonio Fumiani in relazione con la Scuola di San Rocco e con la città di Venezia, ma anche considerando l’esperienza bolognese, alla base della sua formazione artistica, le competenze manifestate nei contesti in cui operò e le relazioni con altri esponenti del barocco. L’incontro tra studiosi, con inizio alle 9.30 e aperto a tutti, coordinato da Fabrizio Magani e da Giovanni Maria Fara, sarà occasione di confronto sulla figura dell’artista di cui verranno analizzare le metodologie operative e le tecniche di lavoro, presentandone alcune novità. Verrà anche analizzata la genesi e l’interazione del linguaggio della pittura, della scultura e dell’architettura nella costruzione prospettica e spaziale e negli arredi del presbiterio di alcune chiese barocche tra la fine del Seicento e i primi del Settecento.
Di Fumiani molto resta da dire e da conoscere. È infatti personalità complessa, fino ad ora poco approfondita, priva di un catalogo ragionato. Sfuggente anche in relazione alla formazione, che sarà da chiarire per non pochi aspetti.

«Fumiani fu pittore di grandissima e straordinaria bravura che fece quadrature e dipinse sia a fresco che ad olio. Lui è il trait d’union tra un’epoca e l’altra perché guarda Veronese e a sua volta guarda Tiepolo. L’opera appena restaurata riassume la missione della scuola nell’aiutare i più bisognosi» ha detto la dott.sa Amalia Basso della Sovrintendenza, che durante il convengo parlerà nello specifico della storia dell’opera di Fumiani “Santi francescani” realizzata per la sagrestia della chiesa di San Nicolò della Lattuga eretta nel 1300, vicinissima alla chiesa di San Rocco, entro la proprietà dei Frari.
«La chiesa fu eretta dal nobile Nicolò Lion, successivamente divenuto procuratore di San Marco, dopo aver mandato i suoi servi in cerca di una lattuga miracolosa per guarire dal male. Trovata nel territorio dei Frari, fece erigere una piccola chiesa ricca di opere d’arte, tra cui nella sagrestia c’era un fregio di Fumiani». Questo, opera di grande suggestione e freschezza, in origine sulle pareti del piccolo ambiente, dopo che la chiesa e il convento furono soppressi in seguito ai decreti napoleonici e la chiesa completamente demolita, si disperse e ora è in parte conservato in due pezzi alle Gallerie dell’Accademia, mentre un altro si trova presso la Fondazione Venezia. Nel corso del prossimo anno è intenzione della Scuola e della Sovrintendenza esporre le tre parti, riunite per la prima volta negli spazi della Scuola. Nella seconda giornata di studio di martedì 4, invece, verrà svolto un itinerario veneziano tutto dedicato al pittore che, a cura di Amalia Basso e Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, alle ore 9 inizierà dalla Scuola per poi proseguire nella chiesa di San Rocco e raggiungere la chiesa di San Pantalon. «Qui verrà illuminata la cappella di Sant’Anna, ora in restauro, e verranno presentate foto degli anni ‘70 quando il grande soffitto è stato restaurato» spiega Basso. Visti i posti limitati è necessario effettuare la prenotazione registrandosi alla mail: snrocco@gmail.com.
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a VE-NICE e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!