Arte e verità, fatta di un vissuto che le ristrette sentono di voler condividere con il visitatore, coinvolgendolo per qualche istante in un contesto a lui estraneo, si fondono di continuo. In un tutt’uno in cui gli spazi scelti per l’allestimento diventano all’improvviso la scenografia ideale per trasmettere un’autenticità e un messaggio che non possono lasciare indifferenti. Proprio come il cortometraggio dell’artista e regista Marco Perego, di cui è protagonista la star del cinema americano Zoe Saldana, che interpreta una detenuta che sta per abbandonare le mura del carcere. Scene girate proprio all’interno della Casa di reclusione, che ha visto la partecipazione di alcune ristrette in veste di attrici e dove le immagini a colori del mondo esterno, contrapposto al bianco e nero scelto per rappresentare l’interno, sono sinonimo di un’esistenza che torna, lentamente, a riappropriarsi di una normalità tenuta a lungo in sospeso.
«I miei occhi saranno anche i vostri», riferisce Silvia ai visitatori, mostrando gli spazi del carcere che permettono di «respirare un’altra aria, come di casa di campagna»: l’orto gestito insieme a “Rio Terà dei Pensieri”. La caffetteria accoglie le opere della suora e attivista Corita Kent, icona della pop art, mentre Maurizio Cattelan presto svelerà i contorni della sua grande opera esterna, affidata all’immagine di due piedi che di strada ne hanno fatta tanta. Nel bene e nel male. Infine una coreografia ideata da Bintou Dembélé, che coinvolgerà anche le detenute. Per le visite guidate al Padiglione è necessario prenotarsi con almeno 48 ore di anticipo sul sito di CoopCulture, nella pagina ad esso dedicata.