Logo Salus & Green

Aperto al Lido di Venezia un centro di musicoterapia

Al Lido di Venezia la musicoterapeuta Sara Busetto ha inaugurato un centro di musicoterapia. Un sostegno concreto sopratutto per chi ha disabilità motorie, intellettive e neurodivergenze:

“MusicHive, to care studio” è il nome del nuovo centro di musicoterapia inaugurato domenica 11 gennaio al Lido di Venezia, in via Malamocco 49/c. Lo gestirà Sara Busetto, educatrice sociale, musicoterapeuta e specializzanda in riabilitazione logopedica: «I miei strumenti principali sono chitarra e saxofono – afferma Busetto- ma sono polistrumentista. La mia identità professionale è l’insieme delle mie passioni e dei miei talenti: la musica, la danza e l’educazione.  Sia per l’educazione musicale sia per la musicoterapia non amo applicare un unico e solo metodo, ma adoro prendere approcci, tecniche e attività da diversi autori e da diverse metodologie, per creare un approccio unico capace di incontrare ciascuno». La scelta di aprire proprio al Lido di Venezia non è casuale: «Io sono nata qui -racconta Busetto – Ho imparato a suonare qui, ho fatto l’educatrice in molte realtà e ho conosciuto famiglie, bimbi e professionisti. E posso affermare che la realtà del Lido è veramente unica e speciale, nelle sue difficoltà ma anche nelle sue potenzialità. Ne sono state la prova le tantissime persone che sono venute al centro il giorno dell’inaugurazione! La rete di famiglie e persone che si è creata è veramente qualcosa di incredibile». Con MusicHive Busetto offre numerosi servizi, alcuni individuali e altri di gruppo, ma tutti musicocentrati.

La musica per il benessere a qualsiasi età

Le attività di Busetto si basano sul Therapeutic music capacities model, il quale definisce gli ambiti di applicazione della musicoterapia e anche le capacità e i meccanismi neurologici che essa attiva nella persona. Grazie a questo modello si possono comprendere i benefici della musicoterapia per ogni fascia di età: «Più nello specifico – spiega l’educatrice – possiamo dire che fin dal grembo materno la musica fa parte delle nostre vite: ascoltiamo il battito del cuore della madre, le voci, i respiri. Dalla neonatalità, l’ascolto di suoni e melodie favorisce lo sviluppo del linguaggio, della memoria e della coordinazione motoria, oltre a creare un senso di sicurezza e di legame affettivo con le figure di riferimento. Durante l’età scolare, la musica contribuisce a migliorare le capacità di apprendimento, la concentrazione e la disciplina, stimolando allo stesso tempo la creatività e la socializzazione, soprattutto attraverso attività di gruppo come il canto o lo studio di uno strumento. Nell’adolescenza, la musica assume un ruolo centrale nella costruzione dell’identità personale: diventa un mezzo per esprimere emozioni intense, affrontare momenti di stress e sentirsi parte di un gruppo, sostenendo l’autostima e l’equilibrio emotivo. In età adulta, la musica aiuta a ridurre ansia e tensioni legate alla vita quotidiana, migliora l’umore e favorisce la concentrazione e la produttività, oltre a mantenere attive le funzioni cognitive. Nella terza età, infine, la musica svolge un’importante funzione di stimolazione della memoria e delle capacità cognitive, rievocando ricordi ed esperienze del passato e contribuendo a contrastare solitudine e depressione. In tutte le fasi della vita, la musica si conferma quindi un potente strumento di benessere psicologico, sociale ed emotivo, capace di unire le persone e arricchire profondamente l’esperienza umana».

Un sostegno concreto davvero per tutti

La musicoterapia è uno strumento di lavoro sulla persona, nella sua dimensione emotiva, sociale e motoria. Per questa ragione rappresenta un sostegno concreto anche in presenza di disabilità motorie o intellettive e neurodivergenze: «In presenza di disabilità motorie – spiega la musicoterapeuta – la musica viene spesso utilizzata come stimolo al movimento. Il ritmo, in particolare, facilita l’organizzazione del gesto motorio, migliora coordinazione e controllo del corpo e può rendere l’attività riabilitativa più motivante. Anche movimenti minimi, come il battito di una mano o un gesto intenzionale, acquistano significato se inseriti in un contesto sonoro strutturato. Per le disabilità intellettive e le neurodivergenze (come lo spettro autistico, l’ADHD o altre condizioni del neurosviluppo), la musica rappresenta un canale privilegiato perché strutturata ma al tempo stesso flessibile. Le attività musicali aiutano a sviluppare attenzione, memoria e capacità di previsione, oltre a favorire l’interazione sociale e la comunicazione. La ripetizione di schemi ritmici e melodici offre sicurezza, mentre l’improvvisazione permette di esprimere la propria individualità. Bisogna però stare molto attenti: non esiste un manuale di attività dedicato a persone specifiche! La musicoterapia è innanzitutto una relazione d’aiuto e ogni percorso nasce e si modifica sulla base della relazione che si crea tra musicoterapeuta e utente. Io amo sostenere che ogni percorso è su misura per la persona come un lavoro sartoriale».

Un’attenzione particolare all’infanzia e alle persone fragili

I servizi di MusicHive sono rivolti anche a bambini in età prescolare. Ma come far approcciare bambini così piccoli alla musica? «Per i bambini in età prescolare l’educazione musicale non passa dall’alfabetizzazione musicale in senso tradizionale – chiarisce Busetto – ma da esperienze sensoriali, corporee e ludiche, pensate per avvicinarli al suono in modo naturale e spontaneo. Nelle mie attività hanno una grande importanza gli strumenti non convenzionali e lo strumentario ORFF (come tamburelli, maracas, legnetti o oggetti di uso quotidiano). Manipolare e sperimentare suoni diversi permette ai bambini di scoprire le qualità del suono (altezza, intensità, timbro) attraverso il gioco, senza la necessità di conoscere simboli o regole formali. Un ulteriore approccio è l’esplorazione ritmica attraverso il corpo, la “body percussion“: il corpo diventa un vero e proprio strumento musicale, favorendo coordinazione, consapevolezza corporea e senso del ritmo». Il centro rivolge un’attenzione particolare anche ai caregiver: «Nella società di oggi – osserva Busetto – sempre più orientata alla velocità, alla produttività e all’efficienza, il tempo della cura e dell’ascolto rischia di essere marginalizzato. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità e la frammentazione delle reti familiari mettono in luce una contraddizione profonda: da un lato cresce il bisogno di assistenza, dall’altro diminuiscono gli spazi dedicati alla relazione e al benessere emotivo. I caregiver si trovano spesso a operare in una condizione di solitudine, schiacciati da responsabilità continue».  L’educatrice aggiunge che il servizio è stato attivato su richiesta di una mamma che si prende cura della figlia neurodivergente: «Una mamma che ha consapevolezza soprattutto di se stessa e che sa quanto è prezioso il confronto con le altre famiglie, con i professionisti. Il servizio si presenta come uno spazio di confronto e ascolto, mediato da una psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma ci saranno anche esperienze pratiche condotte da me come musicoterapeuta di improvvisazione vocale e strumentale» afferma Busetto.

Autore:

Iscriviti a GREEN&SALUS e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!