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La collezione d’arte di Pertini, espressione del suo mondo interiore

Al Museo M9 di Mestre è allestita la prima grande mostra sul presidente della Repubblica Sandro Pertini. In mostra anche lo spartito autentico de “L’Italiano” presentato al Festival di Sanremo in cui Toto Cutugno citò il presidente

Al Museo M9 di Mestre è allestita la prima grande mostra Sandro Pertini, presidente della Rpubblica dal 1978 al 1985, che porta alla luce la sua collezione d’arte. L’esposizione “Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona”, allestita fino al 31 agosto, accanto ai dipinti appartenuti al presidente vede anche un percorso di oltre cento fotografie, documenti e installazioni digitali. «I veri politici siete voi artisti. Poiché vi inserite con autorità nella storia, ne rappresentate l’attimo migliore. […] Il fascino dell’arte, della musica, pur misterioso, arriva prima della nostra idea a stimolare le coscienze». Queste le parole di Sandro Pertini, tratte da una conversazione con lo scultore Umberto Mastroianni, che racchiudono il senso e l’intento della mostra curata dalla Direttrice di M9 Serena Bertolucci, dai curatori del Museo Michelangela Di Giacomo, Livio Karrer e Giuseppe Saccà, e da Luca Bochicchio, storico dell’arte e ricercatore presso l’Università degli Studi di Verona. Premiata con la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la mostra si tiene nel biennio in cui ricorrono l’80° anniversario della Resistenza e della fondazione della Repubblica, nonché il 130° della nascita di Sandro Pertini, attraverso un percorso visivo e narrativo che intreccia la sua biografia umana e politica con i momenti fondativi della democrazia italiana.

Per Pertini l’arte era uno strumento etico

Al centro del racconto viene presentato un aspetto poco conosciuto della figura di Pertini, ovvero quello dell’appassionato di arte. La mostra prende infatti le mosse dalla collezione personale del Presidente, oggi donata ai Musei Civici di Savona. Si tratta di ventotto capolavori di grandi artisti come Renato Guttuso, Giorgio Morandi, Giò Pomodoro, Mario Sironi ed Emilio Vedova. Proprio le opere di questi artisti  aiutano a scoprire il mondo interiore di Pertini, svelando la sua passione per l’arte moderna, coltivata con uno sguardo e un pensiero critico da collezionista e alimentata attraverso le relazioni con gli intellettuali e gli artisti del suo tempo. I dipinti esposti in mostra rivelano come Pertini fosse interessato come collezionista a tutti i campi dell’arte, dal figurativo all’astratto, dal realismo all’informale, alla ricerca delle tematiche a lui care come la Resistenza, la lotta contro le ingiustizie, la difesa dei lavoratori, la libertà e la pace, ma fosse attratto anche dalla forza espressiva del linguaggio artistico più avanguardistico. Da grande comunicatore, Pertini era fermamente convinto della superiorità comunicativa dell’arte rispetto alla politica, al punto da considerarla strumento attivo di difesa etica e civile. Nel percorso espositivo della mostra, suddivisa in sette sezioni dedicate alle diverse stagioni della vita di Pertini, i dipinti saranno affiancati da oltre cento testimonianze tra fotografie originali, documenti inediti, filmati dei principali archivi audiovisivi e i materiali del suo archivio e della sua biblioteca, conservati presso la Fondazione di Studi Storici Filippo Turati di Firenze ed esposti per la prima volta in un museo. Accanto a questi, trovano spazio gli oggetti più rappresentativi ed emblematici della sua vita, come la sua Fiat 500 rossa, arrivata dal Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, e la sua iconica pipa. In mostra anche i disegni originali di grandi maestri quali Forattini, Silver, Pazienza, Vauro, D’Anna, Giannelli, Muli e Chiappori.

Pertini nello spartito de “L’Italiano” di Cutugno

In occasione della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, questa settimana è arrivato in esposizione anche lo spartito autentico de “L’Italiano”, il celeberrimo brano di Toto Cutugno presentato sul palco nella kermesse nel 1983 che cambiò il costume italiano, che presenta il primo riferimento a Pertini in una canzone e, più in generale, la prima volta in cui è citato un presidente della Repubblica in un contesto pop. Il documento autografo, concesso in prestito dal Museo del Festival di Sanremo fino alla chiusura della mostra, rappresenta un omaggio alla dimensione di Sandro Pertini come icona popolare, capace di abitare non solo i luoghi delle istituzioni ma anche l’immaginario collettivo e la cultura pop, dalla musica allo sport. La canzone, scritta da Cutugno e Minellono, contiene la citazione, divenuta leggendaria, del “partigiano come Presidente”: un passaggio che ha trasformato la canzone in un inno di orgoglio nazionale. Nessun altro Presidente prima di lui era mai entrato con tale forza nel testo di un brano di musica leggera, segnando un punto di incontro inedito tra il sentimento dei cittadini e la figura del Capo dello Stato. «La forza di questa mostra risiede nell’inesauribile ricchezza di rimandi alla cultura popolare che la figura di Pertini continua a generare, rendendo il percorso espositivo incredibilmente attuale e vicino alla sensibilità di ogni generazione» ha dichiarato Serena Bertolucci. Altri oggetti iconici verranno prossimamente integrati in mostra, in concomitanza con i grandi appuntamenti del 2026, come il pallone della finale Italia-Germania dei Mondiali del 1982 con le firme dei calciatori della Nazionale, che sarà ospitato in occasione dei prossimi Campionati del Mondo di Calcio, prestato dal Museo del Calcio di Coverciano.

Il presidente ricordato dagli italiani

L’installazione interattiva “Parlami di Sandro – Gli Italiani raccontano il Presidente”, sviluppata con l’intelligenza artificiale e creata da SHADO, media company di H-FARM, pone inoltre i visitatori in dialogo con cinquanta voci di italiani contemporanei a Sandro Pertini, restituendone un ritratto corale. Nel racconto dei principali momenti del Novecento, dalla Prima guerra mondiale alla Resistenza, dalla Costituente alla lotta al terrorismo tra anni Settanta e Ottanta, Sandro Pertini è stato testimone e protagonista di primo piano. «La scelta di organizzare in M9 la prima grande mostra su Sandro Pertini risponde a una delle missioni fondatrici del Museo, ovvero raccontare la storia del Novecento italiano come non era stata ancora raccontata, partendo da nuovi punti di osservazione. In questa esposizione, la figura così complessa e sfaccettata di Pertini viene esplorata a partire dal suo stesso sguardo, riflesso nelle opere da lui scelte per la sua collezione privata, permettendoci di accedere a una dimensione della sua interiorità ancora poco conosciuta. – conclude Bertolucci – Inoltre, raccontare Sandro Pertini ai cittadini di domani, il pubblico per cui M9 è nato, rappresenta un atto di educazione ai valori democratici, che ritrovano nel ruolo del Presidente della Repubblica il loro emblema e garante».

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