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Al Carnevale dei Chierichetti per coltivare l’amicizia con il Signore

È stato un martedì grasso di giochi, condivisione e preghiera quello organizzato negli spazi della Basilica della Salute dalla comunità del Seminario di Venezia e dal Centro diocesano per le vocazioni. Presente anche il Patriarca.
Un martedì grasso di giochi, condivisione e preghiera. Nel pomeriggio di martedì 17 febbraio oltre 50 bambini e ragazzi provenienti da numerose parrocchie della diocesi hanno partecipato all’ormai consueto Carnevale dei Chierichetti presso gli spazi della Basilica della Salute a Venezia. Un appuntamento fisso per i ministranti del Patriarcato, che lega in special modo tutti i giovani che fanno servizio all’altare alla comunità del Seminario. La peculiare iniziativa tenuta durante il famoso Carnevale veneziano, infatti, curata dalla comunità del Seminario di Venezia e dal Centro diocesano per le vocazioni, offre da sempre un momento di festa e condivisione per tutti i chierichetti e le chierichette, come afferma don Marco Zane, vicerettore del Seminario e direttore del Carnevale dei Chierichetti: «Questo pomeriggio di giochi e preghiera nasce nel passato grazie all’esperienza del Seminario minore, che accoglieva ragazzi delle medie e delle superiori, e che periodicamente si incontrava con i ministranti della diocesi». 
Un pomeriggio tra giochi e preghiera

Il pomeriggio si è aperto con l’accoglienza dei gruppi di ministranti, che si sono portati poi nel campo da calcio retrostante alla basilica per un gioco a stand, in cui, divisi in squadre, hanno messo alla prova i cinque sensi. Al termine del gioco, organizzato sempre dai seminaristi, è seguita la merenda nel chiostro del palazzo del Seminario, portata dalle parrocchie e condivisa dai bambini insieme a genitori, accompagnatori e sacerdoti. Infine, la conclusione si è tenuta in Basilica con la preghiera davanti al Santissimo Sacramento e la benedizione del Patriarca, il quale poi ha consegnato gli attestati di partecipazione alle diverse parrocchie presenti. L’appuntamento, seppur inserito durante i giorni del Carnevale, è tuttavia legato alla vita diocesana, perché segna la conclusione delle adorazioni solenni, un’altra tradizione – già raccontata nel numero scorso (leggi qui) – legata alla Basilica della Salute e al Seminario. «Il momento più importante  afferma don Marco Zane – è stata la conclusione della preghiera di adorazione con la processione eucaristica, guidata dal Patriarca, all’interno della nostra basilica. Gesù è il pane della nostra vita e noi abbiamo bisogno di nutrirci della sua presenza nel nostro cammino».

Il Patriarca: «L’amicizia con il Signore va coltivata»

Un messaggio ripreso anche dal Patriarca Francesco Moraglia durante il suo saluto ai chierichetti in Basilica della Salute: «Perché Gesù ha scelto il pane per lasciarci la sua presenza reale? Gesù non fa le cose a caso, perché sa che se non lo mangiamo moriamo. Abbiamo bisogno di mangiare il suo corpo per poter vivere». Per sottolineare l’importanza dell’Eucarestia, il Patriarca ha ricordato un episodio della vita di Sant’Antonio di Padova, in cui il santo lusitano convince della reale presenza di Gesù nell’Eucarestia facendo inginocchiare un’asina affamata davanti all’Ostia consacrata. «Nelle nostre chiese non c’è un pezzo di pane – ha detto Moraglia rivolgendosi ai bambini e agli accompagnatori presenti  ma lì, nell’ostia, c’è lo stesso Gesù del Vangelo. La sua presenza dura fintantoché dura il segno del Pane. Perciò, quando vi capita di passare davanti a una chiesa, entrate un attimo, cercate la lampada rossa e la porticina del tabernacolo, e tenete un po’ di compagnia al Signore, perché l’amicizia con il Signore va coltivata».

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