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Nuovo suono per l’organo di San Marco: “avvolgerà” la Basilica

Dal costo di 3 milioni di euro, interamente sostenuti dalla Procuratoria, l’intervento si concluderà nel 2028, in vista dei 1200 anni dall’arrivo delle spoglie dell’evangelista Marco in Laguna

Non sarà solo uno strumento, ma un’esperienza acustica a 360 gradi, che unirà sette secoli di storia organistica ad un domani da consegnare alle future generazioni. La Procuratoria di San Marco ha presentato martedì mattina, presso il complesso di Sant’Apollonia, l’ambizioso progetto per il nuovo organo della Basilica: un investimento complessivo da circa 3 milioni di euro, interamente finanziato dalla Procuratoria stessa senza ricorrere a sponsor o a contributi ministeriali, per regalare alla città e al mondo intero un ponte verso il futuro. La data del termine dei lavori è simbolica e solenne. La seconda metà del 2028, anno in cui ricorreranno i 1.200 anni dall’arrivo delle spoglie dell’evangelista Marco in Laguna. «Un segno concreto destinato a durare nel tempo», lo ha definito il primo procuratore, Bruno Barel. L’opera s’inserisce in una lunga tradizione che, dal 1316, ha visto alternarsi alle tastiere marciane maestri del calibro di Claudio Merulo, Andrea e Giovanni Gabrieli e Marco Enrico Bossi. La sfida principale è stata quella di coniugare la nuova sonorità con il delicato patrimonio musivo. Test acustici condotti dalla Soprintendenza e dall’Università di Udine hanno garantito che l’impatto sarà nullo sulle strutture millenarie. Il progetto prevede una distribuzione strategica delle canne in quattro sezioni: l’organo principale sulla cantoria di sinistra (Cornu Evangelii); una sezione solistica sulla cantoria di destra (Cornu Epistulae) e due sezioni nel transetto. Il tutto per dare vita ad un effetto avvolgente, una sorta di “dolby” invisibile che permetterà alla musica di dialogare con l’architettura stessa della Basilica, attraverso registri dotati – proprio grazie alla nuova distribuzione delle canne – di caratteristiche timbriche diverse fra loro. La realizzazione è affidata a un binomio d’eccellenza: la tedesca Johannes Klais Orgelbau di Bonn (al suo debutto in Italia nella creazione di un organo) e l’italiana Francesco Zanin di Codroipo, la bottega organaria più antica del Paese.

Alvise Mason, da cinque anni primo organista in Basilica
Un organo con 4.600 canne

Nel suo complesso, la Basilica arriverà a contare ben 4.600 canne. «Antico e nuovo fusi insieme. Una soluzione che farà scuola in tutta Europa», ha spiegato l’autore del progetto fonico e primo organista, da cinque anni, della cattedrale della città, il 37enne Alvise Mason. Mentre l’organo di destra rimarrà quello restaurato nel 1995, quello di sinistra (risalente al 1972 e ormai «stanco») verrà smantellato e ricostruito seguendo criteri filologici e preservando il nucleo storico – ovvero le canne – di Gaetano Callido (1766) e quello di George William Trice (1893). L’obiettivo è dare anche la possibilità di recuperare la tradizionale esecuzione “a due organi” (con un organista nella cantoria di destra e uno in quella di sinistra, come nel Rinascimento), permettendo ai più grandi professionisti nel settore di esibirsi in un contesto d’eccezione. Ma lo sguardo è innanzitutto rivolto all’aspetto liturgico, per accompagnare l’assemblea riunita. «La costruzione di un organo è fra le cose più complesse – ha osservato Mason, ricordando che il suo progetto fonico si è avvalso della collaborazione di una commissione internazionale d’altissimo profilo –. Coinvolge architettura e fisica acustica. Si tratta di un procedimento molto lungo. Con questa operazione consegneremo alla Basilica uno strumento moderno degno del luogo, che guardi al futuro ma non rinneghi il passato. L’impulso è arrivato da Carlo Alberto Tesserin (già primo procuratore di San Marco, ndr), che aveva iniziato un dialogo progettuale. Nulla alla fine si è concluso, finché nel 2021 sono arrivato io e, tra i compiti che mi sono stati assegnati dalla Procuratoria, c’era anche quello di riprendere in mano un discorso dedicato proprio alla costruzione di un nuovo strumento». Un progetto di tale complessità richiederà tempi adeguati alla qualità e preziosità del luogo: sarà un cantiere ingegneristico e artigiano unico nel suo genere, che non andrà ad interferire con la vita liturgica e culturale della Basilica.

La firma dell'accordo alla presenza del Patriarca Francesco Moraglia
«Strumento di elevazione»

Presente alla firma dell’accordo con le ditte incaricate di svolgere i lavori, anche il Patriarca Francesco Moraglia, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza del rispetto dei tempi previsti per la conclusione, e l’assessore Simone Venturini, che ha espresso il plauso dell’Amministrazione per un progetto che unisce sacralità e contemporaneità. «Per noi la Basilica è soprattutto questo – ha detto il Patriarca – il luogo dove la comunità cristiana si incontra e compie l’atto più alto: quello di lodare Dio. L’organo, con la sua grande varietà di timbri, riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dall’intimo alla gioia, dal piano al fortissimo travolgente. L’organo trascende la sfera puramente umana, divenendo strumento di elevazione capace di unire le realtà terrene a quelle divine. Con le sue molteplici possibilità, ricorda l’immensità e la magnificenza di Dio». «Un dono grande per la città – ha rimarcato l’assessore Venturini, con riferimento all’intervento presentato – che traghetta questa generazione verso le prossime». E non sarà l’unica novità per la Basilica: Barel ha infatti annunciato anche il rifacimento dell’impianto d’illuminazione. Dopo trent’anni dall’ultimo intervento, la Procuratoria è pronta a investire una cifra superiore ai 400.000 euro – quella che è già stata stanziata per la progettazione – per far risplendere d’oro, e di nuova musica, il cuore di Venezia. «Abbiamo già affidato la progettazione di tutto l’impianto interno, – le parole del primo procuratore – che sarà ultimato a breve. Sostituiremo così un impianto bello, ma i cui pezzi di ricambio non si trovano più e i cui costi sono alti, anche perché le luci non sono a led. Il nuovo sistema sarà anche più flessibile e consentirà di porre in luce anche porzioni dei mosaici, così da aiutare il visitatore a comprendere meglio il racconto biblico per immagini».

La Basilica di San Marco e i punti in cui l'organo sarà collocato
Visite a costo zero per le scuole

Le novità relative al 2026 non si fermano qui, per la Procuratoria di San Marco, che punta a “viaggi della bellezza” a costo zero per gli studenti veneti. «Ero ragazzo, studente di liceo, quando mi hanno portato agli Uffizi, selezionandomi poche opere e spiegandomele». Barel parte dalla propria esperienza personale per spiegare la nuova iniziativa. «Ricordo ancora quella visita fatta a 16 anni, grazie a un professore lungimirante che ha cambiato la mia vita e ora penso vada riproposta. Oggi, infatti, continuo a trovare ragazzi delle scuole superiori che non sono mai stati a Venezia, tantomeno in Basilica. Spesso dipende dalle famiglie che non hanno risorse o non danno peso a questi contenuti. Ma trovo tutto ciò un’ingiustizia profonda, perché è un po’ come rubare alle loro storie delle emozioni forti». Le banche di credito cooperativo del Veneto hanno risposto positivamente alla proposta di Barel e renderanno possibile l’iniziativa dal prossimo anno scolastico (con alcuni giornate campione già questa primavera). L’intera giornata – viaggio e visita guidata – sarà gratuita.

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