Logo Ve-Nice

Chi perde un amico trova un tesoro: la visone ribaltata di Mari

La recensione del libro del mese di febbraio a cura di Alessio Zambianchi, libraio della Libreria editrice Cafoscarina di Venezia

Michele Mari, I convitati di Pietra, Einaudi

Tutti noi ci siamo andati, a chi non è mai capitato? Parliamo delle rimpatriate con i compagni di classe, all’anniversario della maturità o in qualche altra occasione particolare, al compimento dei 30, 40, 50 anni … Vecchi amici, che hanno trascorso insieme quelli che spesso consideriamo “gli anni migliori della nostra vita”, si ritrovano attorno ad un tavolo a chiacchierare, ovviamente degli anni passati. Tutti un po’ invecchiati, sposati, divorziati, con figli o meno, qualcuno ha avuto successo, altri no, qualcuno è calvo o con la pancetta, altri si tengono ancora bene. Ci si racconta cosa si è fatto in questi anni trascorsi e si guarda indietro cercando di tenere viva l’illusione di essere ancora quelli che eravamo a diciott’anni. Michele Mari parte da questa esperienza comune per crearne un romanzo originale, divertentissimo e crudele. Una classe di liceo, un anno dopo la maturità, si ritrova e decide di stabilire un patto, una “riffa” che segnerà per sempre le loro vite. Ogni anno ciascuno di loro verserà una quota, né insignificante né altissima, che, ben amministrata dal capoclasse andrà a confluire in un capitale comune che nel corso del tempo diventerà una vera e propria fortuna.

Chi perde un amico trova un tesoro

Ma chi potrà godere alla fine delle ricchezze accumulate? Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi. Ogni anno si ritroveranno, nell’anniversario della maturità, il 22 di luglio, e tra scherzi e battute faranno il conto dei malanni e cercheranno di indovinare chi sarà il prossimo a passare a miglior vita. Gli amori taciuti o espliciti, le invidie, i rancori, i legami interrotti o mantenuti, via via riappariranno negli anni modificando le loro vite e facendoli assomigliare a giocatori seduti al tavolo di una roulette. Un romanzo prodigioso, sull’amicizia e la giovinezza, sul tempo che passa e ci trasforma, sulle speranze e le disillusioni; un romanzo che è un gioco divertente ma di un divertimento perfido e crudele, che sembra dirci, rovesciando il famoso proverbio “chi perde un amico trova un tesoro”

Autore:

Iscriviti a VE-NICE e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!