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L’adorazione alla Salute: il Carnevale tra silenzio e preghiera

Da domani, sabato 14, fino a martedì grasso, nella Basilica della Salute si potrà pregare davanti al Santissimo Sacramento. Una tradizione avviata fin dall’inizio del XX secolo

Anche quest’anno torna la tradizione delle Adorazioni Eucaristiche solenni presso la Basilica della Madonna della Salute. Nei giorni del Carnevale, mentre la città si riempie di feste e di maschere, la Basilica della Salute offre anche uno spazio di silenzio e di preghiera. Si tratta ormai di un appuntamento fisso, curato in special modo dal Seminario, ma che si radica in una lontana tradizione cittadina. Oggi è aperto a tutti, dai turisti che sono di passaggio in città fino ai fedeli delle parrocchie della Diocesi. Da domani, sabato 14, fino a martedì grasso, nella Basilica della Salute ci sarà l’occasione di pregare davanti al Santissimo Sacramento. Durante queste quattro giornate, la scansione oraria prevede la celebrazione della Santa Messa, curata dalla comunità del Seminario, alle ore 11, a cui segue immediatamente l’esposizione del Santissimo Sacramento. Al termine dell’adorazione, alle 17, la preghiera si conclude con il Vespro e con la Benedizione Eucaristica.

Una tradizione cominciata all'inizio del XX secolo

Ma da dove si origina questa tradizione? Di certo non dal Carnevale, con cui però è concomitante. Le notizie al riguardo infatti devono essere rintracciate all’inizio del XX secolo. È documentata infatti la tradizione, comune a tutte le parrocchie della città lagunare, di celebrare alcuni giorni di adorazione eucaristica prolungata durante il corso dell’anno. Ogni parrocchia aveva il compito di curare, a turno, un determinato periodo di adorazione solenne. In questo modo, durante tutto l’anno, a Venezia vi era sempre una chiesa con il Santissimo Sacramento esposto. Fin da quell’epoca, i giorni del Carnevale spettavano alla Basilica della Salute e alla comunità del Seminario. Con la progressiva scomparsa di questa tradizione dalle parrocchie lagunari – dovuta ai cambiamenti nelle forme di devozione e allo spopolamento della città stessa – oggi la tradizione dell’Adorazione Eucaristica solenne è rimasta prerogativa del più importante santuario mariano della città, la Basilica della Salute.

 

 

 

La presenza costante dei seminaristi davanti l'Eucarestia

Durante questi giorni di adorazione, è compito dei Seminaristi non solo curare il decoro della liturgia, ma anche garantire una presenza costante davanti all’Eucaristia. Attraverso una turnazione, infatti, tutti i seminaristi dedicano ogni giorno un tempo personale di adorazione. «Questa tradizione – riferisce un seminarista – è l’occasione per scoprire come è bello sostare davanti al Signore presente nell’Eucarestia, sfidando la fatica iniziale del silenzio della preghiera». Aggiunge poi il vicerettore del Seminario, don Marco Zane: «La presenza di giovani che dedicano un po’ del loro tempo ad adorare il Santissimo fa molto effetto in chi entra dentro in chiesa anche solo per fare un giro. Quando scoprono che si tratta dei seminaristi, alcuni rimangono molto colpiti». L’iniziativa, tuttavia, non è limitata solo alla Comunità del Seminario, ma la chiesa è aperta per chiunque voglia sostare anche solo per un breve momento di preghiera, o accostarsi al sacramento della Confessione. Durante le Adorazioni, inoltre, è consuetudine, per il Seminario, proporre ai partecipanti delle intenzioni particolari di preghiera per ciascun giorno. Quest’anno, la preghiera sarà dedicata alla conversione, alla Chiesa, ai sacerdoti e a tutte le vocazioni della vita cristiana. Al termine delle giornate di adorazione, come accade da svariati anni, c’è poi il Carnevale dei chierichetti. Nel pomeriggio di martedì grasso, infatti, tutti i giovani e i bambini che svolgono servizio all’altare nelle parrocchie della diocesi sono invitati per un momento di gioco e di preghiera, sempre curato dal Seminario. Un momento di festa e di fraternità, che si conclude con il saluto e la benedizione del Patriarca.

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