
Iter al via per la realizzazione di una biblioteca d’ateneo nella chiesa dello Spirito Santo, alle Zattere, con il progetto ad essa dedicato che ha ricevuto l’approvazione di Senato e Consiglio d’Amministrazione, sostenuto anche da Assemblea dei rappresentanti degli studenti. Prima delle festività natalizie la firma, da parte della rettrice di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello, e del Patriarca Francesco Moraglia, all’addendum al Protocollo d’intesa del 2024, che stabilisce entro settembre 2026 l’atto di costituzione del diritto reale d’uso d’immobile. Lo stesso che è chiuso ormai da oltre vent’anni e che ora punta, nelle progettualità dell’università lagunare, a trasformarsi in uno spazio riservato allo studio e alla ricerca, aprendo le porte a studenti, ricercatori, docenti e alla città tutta. Significativo l’importo previsto per i lavori necessari a rendere fruibile il luogo: circa 10,5 milioni di euro per un progetto che prenderà forma, divenendo operativo, dal 2030. Il tutto grazie ad un comodato d’uso gratuito per la durata minima di 30 anni. «Soldi nostri, almeno per il momento – ha spiegato il direttore generale Gabriele Rizzetto – Anche se contiamo sui bandi per l’edilizia, come d’altronde facciamo per tutte le opere che Ca’ Foscari sta portando avanti. Questa biblioteca è uno degli asset principali del piano elettorale della rettrice. Verrà realizzata una struttura verticale multipiano che consentirà di consultare i libri e di poter studiare immersi nel valore architettonico del luogo».

Il Patriarca si è soffermato invece sul ruolo differente, rispetto a quello canonico, che la chiesa dello Spirito Santo sarà chiamata a rivestire. «I tempi cambiano – ha detto – e il numero delle comunità parrocchiali si riducono, si evolvono. È importante trovare uno scopo ad un edificio, da offrire alla comunità, che altrimenti sarebbe chiuso». Moraglia ha poi sottolineato come in un’epoca in cui l’IA continua ad aprire scenari nuovi e in cui cresceranno sempre più generazioni abituate ad ottenere risposte facili, “pre confezionate”, ponendo un semplice quesito a ChatGpt, «la tecnoscienza ci aiuterà a vivere meglio se si affermeranno una cultura umanistica, letteraria e teologica». Lippiello ha parlato di un vero e proprio sogno nel cassetto che diventerà realtà. «Vogliamo esortare – ha affermato – ad entrare sempre di più nelle biblioteche, leggendo i libri e individuando, anche casualmente, argomenti a cui interessarsi», contrariamente a quanto spinge a fare ChatGpt. «Si tratta di un progetto oneroso – ha aggiunto – ma gli organi di ateneo hanno capito fosse di grande valore per qualsiasi studente e cittadino».

La struttura della biblioteca si troverà al centro della navata, completa di scale e ascensore, e verrà realizzata su tre livelli, arrivando a ospitare circa 2mila metri lineari di volumi e 290 posti lettura complessivi. Un progetto destinato ad integrarsi nell’area urbana di un polo culturale dove sono già presenti Gallerie dell’Accademia, Peggy Guggenheim Collection, Punta della Dogana e Fondazione Archivio Vittorio Cini. Fondata sul finire del ‘400, la chiesa era ad uso del convento delle Agostiniane, contestualmente costruito nell’area retrostante; e la fabbrica attuale è il risultato di una ricostruzione dei primi decenni del ‘500. Ha subìto anch’essa le soppressioni napoleoniche e all’interno presenta opere d’arte rinascimentali e barocche, tra marmi, sculture lignee, pale d’altare e stucchi. Fra le testimonianze più importanti spiccano un grande dipinto su tavola di Giovanni Buonconsiglio, detto il Marescalco, un’ampia tela raffigurante lo Sposalizio della Vergine, di Palma il Giovane, l’organo e un monumento funebre attribuito al Longhena.

L’opera di rifunzionalizzazione della chiesa dello Spirito Santo permetterà poi di condurre studi storici e artistici sull’immobile, approfondendo ad esempio la conoscenza dei suoi stucchi rococò. I piani dell’installazione comprendono ballatoi perimetrali che consentono l’accesso ai libri e ad una visuale libera verso gli altari e il monumento in controfacciata, mantenendo la percezione visiva originale della chiesa. «Con la sua caparbietà – il commento dell’assessore all’Università, Paola Mar – la rettrice è arrivata a centrare l’obiettivo. L’equilibrio giusto? Riconvertire il patrimonio in qualcosa di fruibile. Se non frequentato dalle persone, un edificio si limita ad essere soltanto un monumento». L’intero progetto persegue l’obiettivo di rifunzionalizzare strutture già disponibili nel territorio urbano, che storicamente appartengono alla città, con un processo di trasformazione e innovazione di luoghi che vanno assumendo un’immagine internazionale e contemporanea, mantenendo un rapporto privilegiato con il linguaggio del tessuto storico di Venezia.
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