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ULSS3: salute mentale, servizi e stigma da abbattere

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In occasione dell’edizione 2025 della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il dottor Dario Filippo dell’ULSS3 Serenissima fa il punto sulla situazione

«Il tema della malattia mentale è ancora un problema, la sensibilità è cambiata con l’evoluzione della società, anche grazie alle tante persone con grande esposizione mediatica che hanno condiviso il loro percorso di accettazione, diagnosi e cura come artisti, attori e cantanti – spiega il dottor Dario Filippo, Direttore dell’Unità di Psichiatria dell’Ospedale di Dolo – con le loro testimonianze depressione e altre patologie vengono accettate nelle giovani generazioni che mostrano un atteggiamento di minor tabù, che invece resiste un po’ di più nei 40-50enni, anche per questo la nostra ULSS e i professionisti della PsiVE, la delegazione del Veneto della Società Italiana di Psichiatria, hanno aderito con convinzione alla Giornata Mondiale della Salute Mentale che si celebra il 10 ottobre, illuminando di verde i principali monumenti dei Comuni del territorio per sensibilizzare, anche attraverso una serie di eventi e appuntamenti, fra cui una presenza alla Venice Marathon».

La giornata, istituita dalla World Federation for Mental Health con sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quest’anno è stata dedicata all’Accesso ai servizi e alla salute mentale nelle catastrofi e nelle emergenze. «Nell’ULSS3 abbiamo aderito alla campagna nazionale promossa dalla SIP (Società Italiana di Psichiatria), organizzazione che raggruppa il maggior numero di psichiatri a livello nazionale – aggiunge il sanitario – si tratta di un gesto simbolico quello dell’illuminazione colorata che però dà sempre un buon riscontro mediatico e le amministrazioni rispondono sempre con attenzione, nel nostro distretto miranese hanno aderito almeno i 2/3. Poi affianchiamo a questo una serie di appuntamenti la settimana prima del 10 del mese, con eventi culturali, incontri aperti alla cittadinanza e aperture straordinarie dei nostri servizi. Quest’anno ci siamo mossi fra gli spazi del Centro Candiani di Mestre, il teatro di Villa Belvedere di Mirano e una maratona di lettura all’interno del Comune di Chioggia, oltre a uno stand alla maratona più famosa di Venezia».

Attività di supporto ai pazienti
Salute mentale: fra stigma, cura e accesso ai servizi dell’ULSS3

«Lo stigma in sé è un fenomeno che fa parte della natura umana – riflette il medico – affrontarlo nell’ambito della malattia mentale significa seguire un approccio maturo e critico, senza isteria, il primo passo per superarlo è riconoscere che fa parte di noi, che ci porta ad avere letture e interpretazioni figlie del pregiudizio. Questo però non significa banalizzarlo, associando la salute mentale solo a una matrice biologica o sanitaria legata al disagio, che è un precursore ma non l’origine della patologia. Infatti il modo migliore per affrontare queste percezioni dei disturbi è sottoculturale, promuovendo in modo indiretto il fatto che possono fare parte delle vita di tutti a certe condizioni, quindi in questo senso i media e chi li popola, oltre alla agenzie educative come la scuola e la famiglia, sono fondamentali in questo senso».

«Resiste un luogo comune che vede ancora la figura di psicologi e psichiatri come alternativi ma esclusivi nell’intervento – aggiunge Filippo – ma dalla legge Basaglia del 1978, soprattutto negli ultimi anni, i dipartimenti hanno avuto una grande evoluzione passando da un modello in cui il medico era al centro ad altri dove c’è integrazione fra diverse figure professionali, secondo un approccio “Onehealth”, dove la salute, anche quella mentale, trae origine da diversi elementi che includono anche l’ambiente e i servizi alla persona e non solo il trattamento farmacologico o terapico. L’integrazione sociosanitaria è quindi il cardine su cui basare qualsiasi intervento, comprendendo aspetti come la socializzazione, l’inserimento lavorativo, il diritto alla casa, secondo principi di tipo biopsicosociali. L’accesso a questi servizi può avere due vie, quella preferenziale attraverso una prima valutazione del Medico di Medicina Generale che indirizza verso una visita psichiatrica o quella di un appuntamento diretto passando per il CUP o le segreterie dei Centri di Igiene Mentale del Dipartimento di riferimento, in questo caso il filtro è interno, attraverso una valutazione preliminare degli operatori che accolgono e interpretano la domanda di assistenza in funzione del bisogno».

Lo stand dell'ULSS3 alla Venice Marathon
Giovani, Covid-19 e fenomeni emergenti per la salute mentale nell’ULSS3

«I disturbi che vengono rilevati più spesso sono ancora quelli di ambito psicotico, quali schizofrenie, psicosi affettive e maniaco-depressive – spiega il medico – ma rispetto a qualche anno fa si sta modificando il tasso di presenza di diagnosi associate alla personalità, soprattutto nei giovani, che presentano profili ad elevatissima espressività comportamentale, che emerge soprattutto associata all’uso di sostanze. Inoltre rileviamo anche patologie del neurosviluppo, quali quelle delle spettro autistico o ADHD, tutte aree diagnostiche che hanno avuto un incremento grazie a maggiore sensibilità verso la diagnosi, per cui l’incidenza si sta alzando proprio perché viene catalogata meglio la presenza di questi sintomi che prima passavano come legati a personalità o devianza».

«L’esperienza Covid ha puntato poi maggiore attenzione sui giovani – aggiunge – soprattutto quella in età scolare più colpita dai periodi di reclusione, per il suo effetto moltiplicatore, facendo esplodere situazioni latenti, basti pensare che abbiamo rilevato un +35% di ricoveri neuropsichiatrici di minori in pandemia, più di 1770 casi. All’interno della nostra ULSS3 è stato proprio definita una sezione del reparto di neuropsichiatria per loro, che sono messi sotto pressione anche da un uso non corretto delle nuove tecnologie, che si prestano a essere usate in modo disfunzionale e patologico, creando dipendenze e meccanismi di attivatori neurobiologici pari alle sostanze. Ma stiamo attenti a non confondere questi fenomeni con la nascita di nuove patologie, si tratta di nuovi strumenti applicati a vecchi disturbi, ad esempio il fenomeno degli Hikikomori non è altro che una nuova forma di reclusione domestica».

Attività di terapia e il dottor Dario Filippo dell'ULSS3 Serenissima
PsiVE: la sfida per i professionisti della salute mentale nell’ULSS3

«Il mondo scientifico come in ogni epoca cerca di stare al passo con l’evoluzione dei bisogni e i dipartimenti di salute mentale non fanno eccezione – spiega il dottor Filippo – le strutture psichiatriche hanno visto quindi grandi evoluzioni, nonostante questo la sfida oggi è quella di cambiare quello che non è più funzionale nella presa in carico e cura della salute mentale. Si tratta poi, valendo per la sanità in generale, di adattare e coniugare quello che è auspicabile come trattamento con quello che è sostenibile, perché anche la sostenibilità economica delle prestazioni. Anche per questo è importante affrontare per tempo le patologie con trattamenti precoci, che riducono la disabilità sociale e lavorativa dei pazienti, che vanno accompagnati da una revisione del sistema di riabilitazione, sviluppando modalità di intervento personalizzate, a prescindere dal ricovero in struttura».

«L’ULSS3 Serenissima oltre a essere fra le più grandi ha molte peculiarità anche dal punto di vista del territorio – conclude lo psichiatra – nonostante una logistica complessa i nostri dipartimenti di salute mentale sono in grado di garantire continuità assistenziale tra unità operative, reparti, ambulatori e una dozzina di strutture comunitarie. Come PsiVE organizziamo ogni anno un evento per fare il punto sui bisogni e le esigenze di tutti i territori del Veneto, a maggio 2025 è stato rinnovato il direttivo che ha costituito una serie di sottogruppi di lavoro con compito precisi per indagare il rapporto tra psichiatria e dipendenze, giustizia, promozione del benessere e della sicurezza degli operatori, collaborazione con istituzioni pubbliche e regionali, per migliorare la programmazione sanitaria del prossimo triennio di mandato. Come professionisti il nostro impegno più grande resta però aprire il concetto di salute mentale al di là del ristretto ambito sanitario, per aprirci al terzo settore e al volontariato e a tutti i portatori di interesse per progettare iniziative che possano toccare la vita pubblica dei cittadini».

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