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Malattie infettive e tumori: una relazione pericolosa

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Sandro Panese, Direttore UOC Malattie Infettive Ulss 3 Serenissima

Che le malattie infettive siano state e siano ancora tra le più importanti cause di morte è cosa nota fin dall’antichità. Ciò che invece non è noto a tutti è che le infezioni siano anche un’importante causa di tumori: si calcola, infatti, che circa un sesto di tutti le neoplasie a livello planetario sia correlato ad agenti infettivi.

Vi è una significativa differenza regionale, ma i numeri parlano chiaro circa la rilevanza di questo fenomeno: si passa, infatti, dai 38 casi di tumore correlati ad infezione su 100mila persone in Asia orientale, ai 33 casi su 100mila dell’Africa sub-sahariana e ai circa 14 su 100mila dell’Europa occidentale e del Nord America.

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Gli agenti patogeni che favoriscono lo sviluppo di tumori

Gli agenti patogeni responsabili di questo tipo di eventi sono soprattutto virus, come il virus dell’epatite B o HBV, il virus dell’epatite C o HCV, il papilloma virus umano o HPV, il virus di Epstein-Barr, che causa la mononucleosi, e anche alcuni virus erpetici come HHV8. Ma non mancano i batteri, come l’Helicobacter pylori, e alcuni parassiti, come lo Schistosoma haematobium.

I meccanismi con cui questi agenti patogeni riescono a generare l’insorgenza di un tumore dipendono spesso dall’azione che riescono a svolgere sul corredo genetico della cellula, oppure da fenomeni infiammatori che persistono a lungo nel tempo. Infatti, quasi sempre, trascorrono molti anni, a volte decine, tra l’inizio dell’infezione e il manifestarsi del tumore, anni in cui i sintomi possono anche essere del tutto assenti.

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Come prevenire l'insorgenza di tumori da malattie infettive

Questo è il motivo per cui solo con la prevenzione e con gli esami di screening riusciamo a prevenire una gran parte di queste malattie tumorali. Particolarmente interessante è l’esempio dell’HPV, il virus del papilloma umano: questo virus rappresenta una delle più frequenti infezioni a trasmissione sessuale e può localizzarsi a livello di cute, regioni genitali e in gola. Può persistere in queste sedi in maniera silente per molti anni e poi generare gravi forme tumorali.

In particolare, l’HPV è riconosciuto essere la causa esclusiva del tumore della cervice uterina – detto anche tumore del collo dell’utero – che ancora oggi colpisce in Italia circa 2500 donne ogni anno: per la popolazione femminile è il secondo tumore per frequenza dopo quello mammario.

Vaccinazione come difesa dall'infezione del papilloma virus

Esistono oltre cento genotipi diversi di HPV, ma solo poco più di una decina di essi ha capacità oncogene e solo due ne hanno la capacità massima. La protezione migliore verso questo temibile e frequente tipo di tumore femminile è quindi la vaccinazione che è disponibile fin dal 2007 ed è in grado di proteggere proprio verso i genotipi più pericolosi, facendone diminuire la frequenza nelle donne vaccinate per oltre il 90%. Si tratta di un vaccino ricombinante, quindi estremamente sicuro, che viene offerto a tutte le ragazze e tutti i ragazzi dagli 11 anni in poi.

Viviamo in un periodo in cui anche le maggiori certezze scientifiche vengono spesso messe in dubbio con argomenti a volte piuttosto pretestuosi. Ma i dati che dimostrano la sicurezza, l’efficacia e la capacità protettiva di questo vaccino verso una delle forme più frequenti di cancro femminile sono al di sopra di ogni discussione.

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