
Oggi, dal dentista, fioccano le richieste di natura estetica relative ai denti visibili, segno della volontà di apparire in ordine, anche se questo non sempre corrisponde all’essere in ordine. Se, invece, vi sono sintomi attribuibili a un dente, la terapia attuata dall’odontoiatra consente il sospirato sollievo.
Può capitare che i sintomi siano più estesi e che coinvolgano anche sedi lontane dalla dentatura: ad esempio, la zona dell’orecchio, il collo, la schiena. Allora si è facilmente portati a pensare che il problema non riguardi i denti, ma abbia origine da quelle sedi. Difficilmente sintomi insorgenti in aree diverse del corpo vengono messi in correlazione. Ma l’essere umano è un organismo molto complesso, in cui tutto si collega e si equilibra.

A volte vediamo atleti che portano in bocca dei presidi medici e allora si pensa che, per attutire i traumi, si mettano un paradenti. I rugbisti o anche i giocatori di pallacanestro ad esempio. E i sollevatori di pesi? Quelli non entrano in contatto con nessuno, ma si mettono un “bite” in bocca, , cioè una placca spesso in resina trasparente, quando tirano su il bilanciere. Stringono i denti con forza, quando lo alzano.
Perché? È importante saperlo, il perché. Anche per capire meglio come siamo fatti e, un domani, se ce ne sarà bisogno, scegliere consapevolmente la migliore proposta terapeutica.

La mandibola è un osso mobile che, grazie alla tensione dei muscoli che la collegano alle ossa del cranio, del collo, delle spalle e del petto, si abbassa e si alza per consentirci di alimentarci e di parlare. Quando si svolgono queste funzioni, il nostro petto è in situazione di rilassamento.
Ma proviamo a contrarre i muscoli del petto mentre mangiamo o parliamo. Dovremo interrompere subito queste funzioni, perché ci verrà da chiudere la bocca, serrando i denti. Questo avviene perché i muscoli del petto sono collegati alla mandibola e, quando eseguono uno sforzo, hanno bisogno che questa sia serrata sui denti superiori per far trazione su una struttura stabile.

Di conseguenza, è molto importante che la dentatura sia quanto più possibile completa e in equilibrio, in modo che la bocca possa essere chiusa con energia, distribuendo lo sforzo su molti denti, senza deviazioni laterali ed eccessi di pressione sulle articolazioni, che possono facilmente essere accompagnati da sintomatologie del collo, dell’orecchio e anche a carico dei denti rimanenti.
Ecco perché gli atleti che non hanno questo equilibrio usano l’artificio del bite. Proteggiamo, quindi, la nostra dentatura e, in caso di necessità, cerchiamo una terapia che ne simuli le medesime caratteristiche.
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