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La Basilica diventa tattile: il modello 3D per i cent’anni del Rotary

Un progetto affidato a Fablab, promosso dal Club veneziano in sinergia con la Procuratoria di San Marco, per far conoscere a chi non vede uno dei simboli della città

Percepire, attraverso il tatto, la bellezza della Basilica di San Marco ora è possibile. Tutto frutto di un’iniziativa promossa dal Rotary Club Venezia nell’anno del suo centenario e presentata giorni fa nel chiostro di Sant’Apollonia, in occasione di una serata impreziosita dalla musica dell’orchestra e coro Ars Nova, diretti da Marco Paladin, con un programma dedicato a Bach, Da Palestrina, Mozart, Vivaldi, Verdi, Franck, Puccini, Fauré e Wolf-Ferrari. Il progetto, consistito nella realizzazione di un modello tridimensionale tattile della cattedrale veneziana grazie al lavoro di Fablab e in stretta sinergia con la Procuratoria, rientra in quello più ampio che, in questi anni, ha portato proprio il Rotary lagunare a incentivare la creazione di una decina di mappe altrettanto tattili per diverse chiese, rendendo l’esperienza culturale più accessibile, coinvolgendo le persone ipovedenti e cieche. «Abbiamo ormai esperienza in quest’ambito», racconta Leonidas Paterakis, co-fondatore di Fablab e direttore tecnico del laboratorio, a capo dell’esecuzione del modello in scala uno a cento, cavo all’interno (dunque pesante “solo” circa 10 chili) e nato attraverso la cosiddetta tecnologia di fusione a letto di polvere della plastica. La stessa che consiste nell’essere solidificata tramite raggio laser, generando i vari pezzi in 3D: una ventina in tutto, poi assemblati e stuccati nelle varie fughe, manualmente, da una squadra di 5 persone.

Il modello è fedele anche alle imperfezioni originali

Erano presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il Patriarca Francesco Moraglia, il presidente del Rotary Club Venezia, Giovanni Alliata di Montereale, il primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, il prefetto Darco Pellos e l’assessore Francesca Zaccariotto. «Inizialmente il rilievo tridimensionale del Politecnico di Milano-Polo di Mantova era stato pensato, in accordo con il proto Mario Piana, per monitorare i restauri in corso o futuri. Particolarmente dettagliato, rispecchiava la situazione attuale della Basilica: com’è fatta realmente e il rapporto tra le varie parti. Un file digitale che abbiamo dunque “ripulito” da quegli elementi di disturbo che non servivano nell’ambito del progetto tattile, arrivando ad eliminare eventuali impalcature, cavi ed altri elementi a noi non necessari», riferisce Paterakis. Un lavoro portato avanti con Prossimi, spin-off di di Fablab, impresa sociale impegnata nel mettersi in relazione con le associazioni dedicate ad ipovedenti e ciechi, per confrontarsi con loro e per ottenere il miglior risultato. L’azienda Weerg si è occupata di stampare le parti, con quelle maggiormente sottoposte al tatto poi appositamente irrobustite. «Il modello presenta anche i difetti reali della Basilica. Nel corso della presentazione è ad esempio emerso come una cupola sia storta, ed è stato lo stesso Piana a confermare che lo è per davvero. A conferma del fatto – spiega Paterakis con ironia – che non abbiamo “barato”, rimanendo fedeli alle caratteristiche degli elementi originali. Al di là della fruibilità per ipovedenti e ciechi, l’aspetto interessante è proprio questo: una persona che osserva questo modello riesce a captare anche quei piccoli difetti di fatto presenti, di cui altrimenti non ci accorgeremmo neanche, perché ci sfuggirebbero».

«È come se le persone non vedenti avessero tra le mani uno scanner 3D»

Piuttosto lunghi i tempi di lavoro che sono stati necessari per portare a termine l’intero progetto. «Ci abbiamo lavorato con costanza da novembre scorso, con alcuni periodi di accelerazione». E non è la prima volta che Fablab si dedica a questo tipo di attività: diverse le realtà e istituzioni con cui ha collaborato per raggiungere risultati simili a quelli ottenuti per la Basilica tridimensionale. «L’anno scorso – ricorda Paterakis, citando un esempio – ci siamo dedicati alla realizzazione di un modello tattile della laguna di Venezia, per l’Infopoint Unesco a Forte Marghera. Insomma, abbiamo ormai maturato una certa esperienza nella creazione di questo genere di supporti». Per quanto riguarda quello della cattedrale della città d’acqua, può contare anche su un audio in inglese e in italiano, riservato proprio alla spiegazione di alcune parti storiche e architettoniche della Basilica, per approfondire ciò che si sta esplorando: grazie a dei particolari sensori si avvia, tramite Qr code, la narrazione del luogo e delle sue caratteristiche. «Il modello è monocromatico. Chi ha la possibilità di vederlo ha dunque modo di rilevarne i vari dettagli, ombre comprese, che emergono molto di più rispetto a qualcosa di colorato. Grazie a questi progetti è come se le persone non vedenti avessero fra le mani uno scanner 3D: con la mente, – osserva Paterakis – riescono a ricostruire tridimensionalmente ciò che percepiscono con il tatto. Questo è stato il motore che ci ha spinti a voler fare qualcosa di più in questo settore, realizzando veri e propri oggetti tangibili».

Un progetto da 30mila euro

«Un progetto impegnativo anche finanziariamente parlando, dal costo di oltre 30mila euro – come evidenziato da Alliata di Montereale –. Abbiamo potuto contare sul contributo, tra gli altri, di Assicurazioni Generali, Venice in Peril Fund e, tramite bando, della Fondazione di Venezia». Il tutto con il patrocinio dell’Unione Ciechi e Ipovedenti della provincia di Venezia. «Il modello – prosegue il presidente del Rotary Club Venezia – verrà posizionato negli spazi del Museo di San Marco. Questa è un’iniziativa che conferma lo spirito rotariano a favore della collettività, tra i princìpi che stanno alla base del Club, sempre al servizio della città. Rispetto alle mappe tattili già in essere in alcune chiese veneziane, proprio su iniziativa del Rotary, la differenza con il modello della Basilica sta nel fatto che le prime sono bidimensionali, munite di alfabeto Braille, mentre il secondo in 3D». Grande la soddisfazione anche da parte del primo procuratore Barel, per la sensibilità dimostrata verso i visitatori con handicap visivi. «Sarà utile non solo per i non vedenti, – dice – ma anche per le altre persone con disabilità, poiché potranno attivare un sensore per ottenere un audio esplicativo».

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