Venendo a sapere che non li avrebbero fatti entrare a Venezia, quei compagni decisero di andare a Padova per avere un certificato di sanità; e anch’egli partì con loro. Quelli camminavano così in fretta che lui non riusciva a tener loro dietro; lo staccarono abbandonandolo in aperta campagna sul calare della notte. Mentre era là apparve Cristo nel modo in cui di solito gli si manifestava, e lo confortò molto.
Sostenuto da questa consolazione, il giorno dopo, in mattinata, senza falsificare il certificato come avrebbero fatto gli altri, giunge alle porte di Padova e vi entra senza che le guardie gli domandino nulla. Lo stesso accade poi all’uscita, con grande stupore dei compagni che si erano appena muniti del salvacondotto per entrare a Venezia, mentre lui non se n’era curato affatto.
A Venezia le guardie salirono sul traghetto per controllare a uno a uno tutti quelli che c’erano, ma lui lo evitarono. In città si procurava il cibo chiedendo l’elemosina e dormiva in piazza San Marco. Non volle presentarsi all’ambasciatore dell’imperatore e neppure si diede da fare con impegno straordinario a procurarsi i mezzi per andare a Gerusalemme. Aveva nell’anima una grande certezza che Dio gliene avrebbe dato modo, e questo gli dava tanta fiducia che, per quante paure o ragioni gli opponessero, non riuscivano a scuoterlo.