Archivio e Fondo Storico dell’Accademia: patrimonio da digitalizzare


Disegni e incisioni di artisti che hanno segnato la storia dell’arte quali Mantegna, Hayez, Dürer, Piranesi e Ongania, solo per citarne alcuni. Questo è quello che è custodito all’interno dell’Archivio e del Fondo Storico dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tante opere e materiali rari e preziosi che da poco sono interessati da un programma di digitalizzazione avviato all’interno del progetto City Open Museum realizzato con i fondi del PNRR in un partenariato istituzionale che vede come capofila l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Un percorso di recupero e valorizzazione che consentirà di rendere progressivamente accessibile online un patrimonio di straordinaria rilevanza, composto da incisioni, disegni, progetti, materiali amministrativi e documentazione storica, contribuendo alla ricostruzione delle vicende formative e artistiche che hanno attraversato Venezia dalla fine del ‘700 fino al ‘900, rafforzando le possibilità di ricerca e collaborazione scientifica. «Digitalizzare i documenti e le informazioni per rendere un servizio agli studiosi sarà un lavoro che non si chiuderà nel 2026 con i fondi del PNRR ma che continuerà nel tempo» spiega il Direttore dell’Accademia Riccardo Caldura, che da pochi giorni ha inaugurato il nuovo anno accademico (leggi qui).
Nuovi corsi e spazi di lavoro: l’Accademia inaugura il nuovo anno

Nuove frontiere nel campo della formazione che vedono nuovi spazi e sedi per corsi e studenti. Nella mattinata di ieri, giovedì 5, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Venezia si è volta l’inaugurazione del nuovo anno accademico e diverse sono le novità e le prospettive future dell’istituzione veneziana che sono state presentate dal direttore Riccardo Caldura alla presenza di varie autorità, tra cui Valeria Mantovan, Assessore all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura della Regione del Veneto, e Paola Mar, Assessore all’Università del Comune di Venezia. Sul piano della didattica, l’Accademia consolida l’offerta formativa con il triennio in Educazione, Mediazione e Comunicazione dell’Arte, mentre la Scuola di Pittura al biennio è stata riorganizzata in tre indirizzi che, oltre al percorso classico, vedono anche quelli di “Progettazione Arti Visive”, in cui la pittura si espande e tocca anche aspetti tecnici, ambiti e materiali diversi rispetto a quelli pittorici tradizionali, e “Pratica e Teoria dei Linguaggi”, in cui si tratta la riflessione sui linguaggi pittorici e ha quindi carattere più teorico. «Nell’ambito della pittura ormai abbiamo un interesse sedimentato, non solo dalla storia ma degli esiti più recenti. – spiega Caldura – Siamo un’Accademia riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la formazione. Con i nuovi corsi riusciamo a dire cosa c’è a lato del pittorico, in cui le nuove generazioni chiedono di essere formate». Per quanto riguarda invece la Scuola di Grafica d’Arte negli ultimi anni c’è stata una richiesta crescente nella formazione nell’ambito dell’illustrazione: «Da quest’anno, oltre al corso biennale, abbiamo aperto anche un corso triennale di Illustrazione e fumetto con un’accezione più contemporanea» spiega Caldura. All’offerta dall’anno scorso si sono poi aggiunti anche i dottorati: «Ora abbiamo tredici posizioni di dottorato aperte, tra le otto dell’anno scorso e le cinque di quest’anno. Di queste ultime, tre dottorati con borsa sono coperti dal Ministero e due posizioni invece sono senza borsa».
Svelato il Monumento a Marco Polo mai realizzato da Ferrari

Ha preso finalmente forma il Monumento a Marco Polo che lo scultore Luigi Ferrari non era riuscito a realizzare. L’impresa è stata possibile grazie all’Accademia di Belle Arti di Venezia che, appena inaugurato l’anno accademico (leggi qui), al Magazzino del Sale 3 ha esposto il modellino da poco realizzato dagli studenti in occasione della mostra dedicata proprio a Luigi Ferrari (1810-1894), tra i protagonisti della Scuola di Scultura ottocentesca dell’Istituzione. L’esposizione, aperta fino al 4 aprile, si inserisce nel progetto City Open Museum, sostenuto dai finanziamenti PNRR promossi dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con capofila l’Accademia di Belle Arti di Carrara, che vede l’Accademia di Venezia impegnata nella digitalizzazione del suo ricco Archivio e Fondo Storico (leggi qui) dove, proprio grazie agli studi dei documenti conservati, restituisce per la prima volta al pubblico, in digitale e in scala, il monumento a Marco Polo progettato da Ferrari e mai realizzato. La mostra propone una rilettura contemporanea della lunga carriera di Ferrari, scultore veneziano capace di affermarsi come figura di rilievo nel panorama artistico tra Neoclassicismo e Romanticismo. Bambino prodigio, come Antonio Emanuele Cicogna annovera nei suoi “Diari”, Ferrari a soli 11 anni esponeva un busto marmoreo all’Accademia, tanto che pochi mesi dopo venne iscritto ufficialmente come studente nell’Istituto, dove poi divenne docente dal 1850 al 1893, arrivando a ricoprire anche le cariche di presidente e direttore: «Fu un grande scultore del suo tempo. La mostra a lui dedicata vuole essere un approfondimento sull’autore e su cos’era la scultura dell’800» sottolinea Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia.
Nasce a Marghera il secondo Centro “Oltre le nuvole”

È tutto pronto per l’inaugurazione del Centro integrato per l’infanzia e la famiglia “Oltre le nuvole”, il cui avvio verrà ufficializzato con il tradizionale taglio del nastro venerdì 13 marzo alla presenza di tanti ospiti e amici dell’Istituto Casa Famiglia San Pio X. Grazie al progetto “Casa Taliercio green” dell’associazione “Amici di Casa Famiglia”, sostenuto da Intesa Sanpaolo tramite Programma Formula e in collaborazione con Cesvi, sono stati raccolti 100mila euro attraverso la generosità di cittadini, imprese e il contributo della banca. Nel dettaglio i fondi hanno permesso di finanziare la realizzazione del giardino e dell’orto didattico, oltre che l’acquisto della strumentazione necessaria, del mobilio e dei giochi per l’approntamento del nuovo Centro che sorgerà a Marghera, negli spazi dell’ex convento dei Frati Minori di Sant’Antonio. Proprio lì dove verrà trasferita la mestrina Casa Taliercio – oggi in via Aleardi e gemella di Casa Famiglia San Pio X, situata alla Giudecca – che dai prossimi mesi potrà garantire numeri maggiori in termini di accoglienza delle mamme (nella sede di Marghera si arriverà a ospitarne 8, 2 in più rispetto alla disponibilità attuale) e dei loro figli vittime di violenza. Nel nuovo “Oltre le nuvole” verrà esportato il know-how veneziano, potendo contare anche sulla preziosa sinergia con The Human Safety Net, che sta finanziando molte delle attività aperte non solo alle ospiti della struttura protetta della città d’acqua ma anche alla città. Collocato al primo piano, nella parte dell’ex curia, dov’erano presenti gli uffici, il Centro di Marghera manterrà la stessa impostazione del primo, proponendo al territorio una serie di servizi volti al benessere della persona e della famiglia, tra laboratori tematici e attività finalizzate al consolidamento delle capacità genitoriali, al sostegno psicologico e alla cura delle relazioni familiari nella loro complessità.
«Anna, “cemento” della nostra vita»: 54 anni d’amore oltre la prova

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel ritrovarsi nella Basilica di San Marco per parlare di matrimonio. Domenica 1 marzo, sotto l’oro dei mosaici e la luce che filtra dalle grandi arcate, decine di coppie di fidanzati provenienti da tutta la Diocesi di Venezia si sono raccolte attorno al Patriarca Francesco Moraglia per l’incontro diocesano a loro dedicato. Sono giovani che nel corso di quest’anno pronunceranno il loro “sì” nel sacramento del matrimonio. Il tema scelto – la casa costruita sulla roccia – non è stato uno slogan suggestivo, ma una parola esigente, evangelica. Il brano proclamato dal Vangelo di Matteo (7,21.24-27) ha fatto risuonare l’immagine potente della casa che resiste alla pioggia, ai fiumi in piena, ai venti impetuosi perché fondata sulla roccia. Un’immagine concreta, quasi domestica, che però tocca il cuore stesso della vita. Un metodo, non una lista di regole. Nel suo intervento (Il Patriarca ai fidanzati: «Amare? Significa cedere il passo al “noi”») il Patriarca non ha proposto un elenco di cose da fare o da evitare. Ha parlato di metodo. «Ascoltare e mettere in pratica», «costruire sulla roccia», «nonostante pioggia e venti la casa non cade»: la differenza, ha sottolineato, è tra l’uomo saggio e l’uomo stolto. La vita di coppia – ha spiegato – non è pura spontaneità, non è soltanto sentimento, attrazione. Le relazioni si costruiscono. E il rapporto di coppia è una forma speciale ed esigente di amore e di amicizia. Per questo ha evocato una sorta di “rivoluzione copernicana”: nel matrimonio l’“io” è chiamato a cedere il posto al “noi”. Non è un passaggio automatico, né facile. È una conversione quotidiana, resa possibile e sostenuta dalla grazia del sacramento. Una storia lunga una vita.
Il Patriarca ai fidanzati: «Amare? Significa cedere il passo al “noi”»

Qui di seguito la riflessione offerta dal Patriarca Francesco, domenica 1° marzo in basilica di San Marco, all’assemblea diocesana dei fidanzati.
Carissimi fidanzati, qui Gesù non ci propone delle cose da fare o da non fare ma un metodo. Riprendiamo le stesse parole ascoltate nel Vangelo e uniamole fra loro. Eccole: (1) ascoltare /mettere in pratica, (2) costruire sulla roccia, così (3) nonostante pioggia e venti, la casa non cade, oppure (4) costruire sulla sabbia e così invece (5) con pioggia e venti la casa cade; è la differenza (6) tra l’uomo saggio e l’uomo stolto. L’indicazione è chiara: la vita e, soprattutto la vita di coppia, va costruita, non è pura spontaneità. Sì, tra persone le relazioni si costruiscono. Questo avviene nell’amore e nell’amicizia e il rapporto di coppia, poi, è un tipo speciale ed esigente di amore e d’amicizia! Anche se non siamo degli esperti “astronomi”, tutti sappiamo cosa s’indica con l’espressione “rivoluzione copernicana”: è il passaggio dal sistema geocentrico (la terra al centro) a quello eliocentrico (il sole al centro dell’universo). Ebbene, qualcosa di simile avviene nel rapporto di coppia: l’io si mette da parte per cedere il posto centrale al noi, cosa non facile! Ecco perché il sacramento!
Intelligenza artificiale: privacy, dati e consapevolezza

L’intelligenza artificiale è uno dei temi più attuali del momento, soprattutto da quando, grazie a quella generativa, è alla portata di tutti gli utenti del web, impiegando il linguaggio naturale. E’ così possibile dialogare proprio come si farebbe con una persona, dando l’illusione che davanti al nostro schermo non ci sia una macchina, ma qualcuno che ci capisce. «Certo, se si chiamasse statistica predittiva non so se avrebbe lo stesso fascino, ma nel concreto di tratta di questo e ragionando in questo senso appare evidente non solo l’importanza del metodo di analisi, ma anche la qualità dell’informazione che le si dà in pasto, più è affidabile e più l’elaborazione sarà precisa e attendibile».
A spiegare questo concetto ed esplorare le potenzialità, i rischi e anche i limiti di questa tecnologia ci ha pensato l’avvocato Antonio Villovich nel corso di un incontro intitolato “Il nuovo oro: i nostri dati personali. La tutela della privacy al tempo della IA” e promosso dal Rotary Club Venezia Mestre. Il legale, esperto di diritto della protezione dei dati personali, cybersecurity e reati informatici, ha una lunga esperienza come manager in Vodafone Italia nel dipartimento Tecnologie dell’informazione. «Oggi i dati sono diventati i nuovi preziosi – ha chiarito – individuare una persona fisica e il suo dispositivo in uso, sia un computer o un telefono, è diventato un tassello fondamentale per istruire gli algoritmi a generare risposte su misura, ma assieme alla tecnologia non è cresciuta la consapevolezza sul funzionamento di questi sistemi e sui rischi di condividere con troppa leggerezza informazioni, anche sensibili e sulle conseguenze che questo può comportare».
Aperto al Lido di Venezia un centro di musicoterapia

“MusicHive, to care studio” è il nome del nuovo centro di musicoterapia inaugurato domenica 11 gennaio al Lido di Venezia, in via Malamocco 49/c. Lo gestirà Sara Busetto, educatrice sociale, musicoterapeuta e specializzanda in riabilitazione logopedica: «I miei strumenti principali sono chitarra e saxofono – afferma Busetto- ma sono polistrumentista. La mia identità professionale è l’insieme delle mie passioni e dei miei talenti: la musica, la danza e l’educazione. Sia per l’educazione musicale sia per la musicoterapia non amo applicare un unico e solo metodo, ma adoro prendere approcci, tecniche e attività da diversi autori e da diverse metodologie, per creare un approccio unico capace di incontrare ciascuno». La scelta di aprire proprio al Lido di Venezia non è casuale: «Io sono nata qui -racconta Busetto – Ho imparato a suonare qui, ho fatto l’educatrice in molte realtà e ho conosciuto famiglie, bimbi e professionisti. E posso affermare che la realtà del Lido è veramente unica e speciale, nelle sue difficoltà ma anche nelle sue potenzialità. Ne sono state la prova le tantissime persone che sono venute al centro il giorno dell’inaugurazione! La rete di famiglie e persone che si è creata è veramente qualcosa di incredibile». Con MusicHive Busetto offre numerosi servizi, alcuni individuali e altri di gruppo, ma tutti musicocentrati.
A volte ritornano: il morbillo ad esempio…

Ci sono patologie che in passato erano molto frequenti e che ritornano alla nostra attenzione dopo che si riteneva fossero state sostanzialmente eliminate. Il morbillo è una di queste: un tempo era estremamente frequente come malattia infantile, tanto che la maggior parte degli adulti l’ha contratto da bambino.
È forse utile ripercorrere un po’ la storia del morbillo: come per molte altre malattie umane si tratta di una zoonosi, cioè di un virus derivato da una forma animale, in particolare dal virus della peste bovina, una patologia virale animale che è stata dichiarata eradicata nel 2011. Gli studi sull’evoluzione virale ci dicono che il salto di specie, cioè la capacità di infettare l’uomo, è molto verosimilmente avvenuto intorno al 1000-1100 d.C..