Emporio della Solidarietà: pranzo della vigilia accanto ai fragili

«In un mondo che corre veloce, è fondamentale fermarsi e guardare chi rimane indietro. Questo pranzo non vuole essere solo un gesto di carità, ma un’occasione per costruire legami e per far sentire a queste persone che non sono invisibili e che la comunità si prende cura di loro». Parole di Anna Brondino, presidente della “Corte del Forner”, associazione che da sempre gestisce l’Emporio della Solidarietà veneziano e che quest’anno proporrà per la prima volta un pranzo natalizio per chi vive una situazione di difficoltà, in programma il 24 dicembre alle 12. “A tavola con tutti”, un’iniziativa organizzata insieme alla parrocchia del Santissimo Salvatore e Santo Stefano, che avrà luogo nell’ex chiesa adiacente alla Domus Ciliota (San Marco 2976). «Questo pranzo non è per le persone povere, ma per i fragili. In città i luoghi d’aggregazione sono sempre meno e le feste rappresentano per loro il momento più critico. Abbiamo bisogno di tanto lavoro in termini di ricostruzione delle relazioni, tema che mi piacerebbe venisse messo in agenda da Amministrazione, Regione e Stato», ha detto Brondino, promotrice dell’evento, che ha ricordato che gli utenti dell’Emporio, con sede a Sant’Alvise, per il 75% sono italiani e in modo particolare veneziani.

La Pietà di Bellini in dialogo con il San Sebastiano di Mantegna

In un dialogo serrato Bellini e Mantegna, i due cognati maestri nella pittura, tornano a dialogare attraverso la loro arte. È quanto avviene nella mostra allestita alla Galleria Giogio Franchetti alla Ca’ d’Oro a Venezia che vede protagonista l’opera “La pietà” di Giovanni Bellini (Venezia 1430 – 1516), capolavoro del Rinascimento veneziano proveniente dal Museo della Città di Rimini, da poco restaurata per un costo di 45 mila euro grazie al comitato Venetian Heritage. Il dipinto, esposto per la prima volta negli spazi del museo, torna a Venezia dopo l’ultima esposizione a Palazzo Ducale nel 1949, a cura di Rodolfo Pallucchini e con l’allestimento di Carlo Scarpa, questa volta per essere messo in dialogo con l’altrettanto capolavoro dell’opera “San Sebastiano” di Mantegna alla Ca’ d’Oro, allestita nella cappella appositamente costruita dal conte Franchetti per custodirla, anch’essa recentemente restaurata da Venetian Heritage, in cui ora appare evidente la potenza espressiva del drammatico San Sebastiano. Il legame dei maestri aggiunge un ulteriore suggestivo significato a questo confronto: Mantegna aveva infatti sposato Nicolosia, sorella di Giovanni Bellini, inserendosi in una delle più importanti famiglie di pittori veneziani.

 

Incontro della Carità: casa e presepe occasioni di fede

“Arriva il Re della Pace”, questo il titolo del tradizionale incontro della Carità rivolto ai bambini delle elementari della Diocesi. L’incontro, ormai un appuntamento storico, atteso da tutti i bambini all’inizio dell’Avvento, aiuta ad entrare nel tempo di attesa, l’attesa di questo Re della Pace che deve venire. Sotto il grande albero di Piazza San Marco, i bambini assieme a genitori e catechisti si sono ritrovati ad aspettare l’arrivo del Patriarca Francesco, accolti dal grande coro della parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre, che ha allietato con i canti l’intero incontro. Con un piccola e simpatica rappresentazione l’incontro è iniziato con l’arrivo di una lettera speciale direttamente dalla Terra Santa, da parte del Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa, che, scrivendo a nome della parrocchia della Santa famiglia di Gaza, ha chiesto preghiere per la pace e un aiuto materiale per le persone che hanno perso tutto in questo tempo di guerra.

Venezia nei cartelloni pubblicitari della Collezione Salce  

I cartelloni pubblicitari sono il termometro di una città, ne misurano l’evoluzione e la vitalità nel corso del tempo. E proprio del rapporto tra la città di Venezia e la cartellonistica tratta “Venezia sui muri. Immagini e trasformazioni della città attraverso l’arte della pubblicità”, il nuovo libro a cura di Valeria Arena, pubblicato nei Quaderni della Direzione regionale Musei nazionali Veneto, presentato martedì 2 allaQuerini Stampalia a Venezia. Il volume attraverso diversi contributi storici di Arena, insieme a Nicola Bustreo, Debora Rossi, Francesco Trentini, Giorgio e Maurizio Crovato, Guglielmo De Santis, Luigi Zanini e Costanza Dal Mas, racconta Venezia attraverso i manifesti più iconici che per oltre un secolo l’hanno celebrata, promossa e anche idealizzata. Un patrimonio unico quello preso in analisi, custodito all’interno del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, dove è conservata la più importante raccolta italiana di manifesti pubblicitari. La collezione prende nome da Ferdinando Salce, che nel tempo collezionò 25 mila esemplari che poi donò al Ministero della Cultura: dal primo manifesto del 1844 del Teatro La Fenice fino a quello del 1962 su una mostra a Treviso dedicata a Cima da Conegliano. Ora i manifesti sono in totale 50 mila, grazie ad altre donazioni arrivate nel tempo. Tra questi, 500 esemplari sono proprio dedicati a Venezia: «La collezione racconta la storia della grafica pubblicitaria e visiva del Paese, ma non solo. Salce collezionò manifesti provenienti anche da tutto il mondo, custodendoli in soffitta attraverso una struttura che era possibile sfogliare come se fosse un libro» spiega la direttrice del museo Elisabetta Pasqualin, non escludendo che in città venga fatta una mostra sui manifesti dedicati a Venezia che Valeria Arena ha deciso di prendere in esame, realizzando il volume in cui sono inseriti una 50ina degli esempi più significativi.

Parco Internazionale di Scultura: nel 2025 seimila visite

Sono stati oltre 6 mila i visitatori che quest’anno hanno visitato il Parco Internazionale di Scultura che da due anni è stato aperto all’interno del giardino di Villa Fürstenberg, sede di Banca Ifis a Marocco, alle porte di Mestre. Il significativo dato arriva a ridosso della chiusura invernale, che servirà al Parco per riprogrammare la riapertura in primavera, che come sempre non mancherà di offrire novità ed eventi dedicati. Un successo per lo spazio museale a cielo aperto allestito nel parco della villa che, al suo secondo anno di attività, ha accolto il triplo di visitatori rispetto al 2024, confermandosi meta scelta per il pubblico veneziano, ma non solo, per passare qualche ora facendo una passeggiata immersi nel verde e allo stesso tempo poter ammirare grandi opere contemporanee di autori internazionali davvero significative per gli appassionati d’arte.

 

L’Immacolata di Lorenzo Lotto; l’umiltà che ci fa salvi

È il 27 agosto 1546, quando il pittore veneziano Lorenzo Lotto registra nel suo libro di spese la commissione di una pala della “Scuola de la Concetion de la Madonna posta in la gesia de San Jacomo de Lorio” destinata al primo altare di sinistra entrando. La richiesta è modesta: il gastaldo Defendi de Federigo “depentor casseler” e compagni non possono pagare più di 20 ducati anche se le dimensioni della tela richiederebbero più del doppio. Tuttavia il pittore accetta. Lavorerà in economia, impiegando poco colore e replicando soluzioni compositive già proposte nella Pala dell’Alabarda dipinta per la chiesa di S. Agostino ad Ancona (1539) e nel San Giacomo oggi nella Pinacoteca Colloredo Melis di Recanati (ca. 1512). Ma non rinuncerà a cesellare un denso intervento di catechesi visuale per incidere su un tempo di crisi e di conflitti. Se misurata sull’intensa sperimentazione pittorica di metà XVI secolo intorno al tema dell’Immacolata Concezione, la proposta lottesca sorprende per l’assenza di ogni riferimento visuale diretto alla Vergine di Ap 12 (centrale nell’importante antecedente della pala dipinta nel 1533-38 da Girolamo Mazzola Bedoli per S. Francesco del Prato a Parma) come pure al contrappunto teologico tra Maria “nuova Eva” e la caduta dei Progenitori (fondamentale invece per l’architettura concettuale del coevo capolavoro allegorico di Giorgio Vasari per l’altare di Bindo Altoviti ai SS. Apostoli in Firenze).

ULSS3 Serenissima: 5 ospedali con 3 Bollini Rosa

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«Questo traguardo ci rende orgogliosi non solo perché è un lavoro di squadra, ma perché certifica il raggiungimento dell’obiettivo di coordinare la nostra offerta sanitaria sul territorio – afferma con soddisfazione il Direttore Sanitario dell’Ulss 3, Giovanni Carretta – infatti riuscire a ottenere il riconoscimento dei 3 Bollini Rosa da parte di Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere che ha avviato questa iniziativa nel 2007, su tutti e cinque i nostri ospedali di Mestre, Venezia, Chioggia, Mirano e Dolo, significa che il metodo di lavoro che ci siamo dati a inizio di questo mandato, ovvero creare una struttura a rete che superasse la logica precedente di presidi autonomi, sta portando risultati concreti perché riusciamo a garantire lo stesso livello di qualità di assistenza e le medesime iniziativa sull’intera area veneziana».

«Questo riconoscimento è importante anche a livello di segnale da dare alla società di una sanità sempre più attenta ai bisogni del cittadino e maggiormente calibrata rispetto alle reali esigenze di assistenza, senza lasciare indietro nessuno – aggiunge il dirigente – continuando a garantire la qualità di prestazioni che vogliamo mantenere eccellenti. Un messaggio questo che si rivolge sia ai pazienti che agli operatori attuali e potenziali, davanti infatti abbiamo anni difficili in cui dovremmo confrontarci con una curva pensionistica importante e quindi sarà fondamentale riuscire a motivare il personale e continuare ad attrarlo, la Regione stessa ci impone come linee guida quello di lavorare sul clima organizzativo della nostra azienda sanitaria».

Parodontite e diabete: un legame stretto

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La parodontite – cioè l’infiammazione delle gengive che può determinare una perdita d’attacco dei denti rispetto all’alveolo – è la sesta malattia cronica più diffusa al mondo: nella sua forma grave affligge l’11% della popolazione mondiale, 740 milioni di individui, ed è in aumento. In Italia colpisce circa il 50% della popolazione, il 30/40% nelle forme moderate/gravi e il 10%, ovvero 8 milioni di persone, nelle forme molto gravi.

La prevalenza della parodontite, che può non presentare sintomi anche a lungo, aumenta con l’avanzare dell’età e condivide alcuni determinanti sociali e fattori di rischio con le malattie che causano i due terzi delle morti, cioè le patologie cardiache, il diabete, il cancro e le malattie respiratorie croniche.

Il delfino Mimmo-Nane, gli esperti raccomandano: «Rispettiamolo»

Mimmo il delfino è ormai entrato nel cuore di tutti, veneziani e turisti, divenendo una vera e propria attrazione per grandi e piccini. Ma è proprio la sua popolarità che rischia di diventare un’arma a doppio taglio, perché cercare di avvicinarlo in qualche modo, per scattargli una fotografia da conservare come ricordo nel proprio cellulare, può rappresentare un serio pericolo per l’incolumità di un animale che sembra ormai essersi affezionato alle acque della laguna veneziana, vista la sua permanenza prolungata in città. C’è chi preferisce chiamarlo Mimmo, diminutivo di colui che ne ha segnalato per primo la presenza a Chioggia, lo scorso mese di giugno; molti veneziani, invece, hanno optato per il nome Nane, citandolo in decine e decine di post sui social dedicati ai suoi frequenti avvistamenti, che regolarmente acchiappano tanti like e cuoricini. Comunque lo si voglia chiamare, resta il fatto che si tratta di un animale selvatico e come tale va trattato, per non fargli assumere nel tempo delle abitudini che potrebbero rivelarsi pericolose.

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