Il nuovo volto di Mestre: progetti discussi al Candiani

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Una città che non si riconosce più e in cui i cittadini non trovano voce sulle partite urbanistiche e architettoniche più importanti che la riguardano. E’ questo quello emerso come tema principale dall’incontro “Il nuovo volto di Mestre”, che ha avuto luogo venerdì 7 novembre al Centro Culturale Candiani. L’appuntamento, organizzato da un gruppo di associazioni e comitati cittadini, ha messo sul banco degli imputati non tanto persone o cariche politiche, quanto metodi e scopi di una serie di opere che hanno dato fisionomia e caratterizzeranno sempre di più il paesaggio di terraferma. Il grande assente a questo processo pacifico è stata la partecipazione civica che è mancata sulla progettazione del Parco Fluviale del Marzenego, sull’area ex Umberto I e sullo sviluppo del Parco di San Giuliano.

Nella sala al secondo piano che ospitato l’evento, strapiena, per oltre due ore i cittadini hanno potuto ascoltare il parere di comitati e associazioni, un dialogo che non ha risparmiato tematiche urbanistiche e ambientali, con l’obiettivo di rilanciare una volontà di essere presenti a processi di partecipazione invece di subirli. Il sentimento generale alla fine dell’incontro è che Mestre sia di fronte a un bivio, in cui i suoi abitanti vogliono essere attori delle partite che ne definiranno l’aspetto e l’utilizzo urbano, per evitare di non essere presenti al tavolo delle decisioni con una rappresentanza diretta, rischiando di “perdere a tavolino” senza essersi presentati a un confronto.

La chiesa di San Lazzaro rinascerà grazie alla tecnologia HBIM

Quello presentato per la chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti a Venezia, facente parte del complesso dell’Ulss 3 Serenissima, è un caso studio che coinvolge cultura, architettura e transizione digitale. La chiesa presto infatti rinascerà grazie alla competenza di più figure professionali, riunitesi per raccogliere dati e rilievi ora inseriti all’interno di un programma su cui tutti possono lavorare contemporaneamente per condividere le informazioni in tempo reale, vedere le modifiche e progressi attuati.  L’innovativo caso studio, avviato in vista di un totale e articolato restauro dell’edificio sacro, è stato presentato mercoledì 5 nella Sala Consiliare della Scuola Grande di San Marco, parte del complesso dell’Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo. Qui si è tenuto un dialogo a più voci fra architetti, restauratori ed esperti di tecnologia dal titolo “Il patrimonio culturale nella transizione digitale”, a cui è seguita l’inaugurazione della mostra “HBIM e tutela del patrimonio architettonico: il caso studio della chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti”. L’idea di far rinascere la chiesa di San Lazzaro si deve un gruppo di donne: «Sono stata ricoverata proprio qui durante l’epidemia di Covid, mi sentivo sola e quando ho iniziato a frequentare la Chiesa ho visto la sua bellezza ma anche la necessità di un restauro» spiega Gabriella Chiellino, presidente del Comitato Rinasce San Lazzaro dei Mendicanti, dicendo che proprio durante la pandemia ha creato il comitato insieme a Ines Marini, Chiara Boldrin, Renata Codello, Antonella Franch, Tiziana Lippiello e Giovanna Mar. Il comitato fin da subito ha visto il supporto dell’ULSS3 Serenissima per l’aiuto nella progettazione e nella raccolta fondi, che è partita nel 2021 con diversi eventi musicali. Con l’art bonus del Ministero della Cultura rivolto alle imprese e con il crowfunding che verrà avviato grazie alla piattaforma di Intesa San Paolo si potrà poi procedere al restauro, approvato dalla soprintendenza, sul cui progetto gli studenti dell’Università di Venezia IUAV Nicolò Baschirotto e Matteo Pastina si sono laureati.

Tra vetro e marmo: in mostra l’ArcheoMateria di Cattai

La leggerezza, trasparenza e fragilità del vetro contemporaneo dell’artista e designer Michela Cattai dialoga con le massicce statue del Museo archeologico Nazionale di Venezia. Nelle sale subito si palesa la dicotomia, e insieme connubio, tra il bianco della statuaria classica e i colori dei vetri dell’artista, dotati di una forte plasticità. Visitabile fino al 30 novembre, la mostra “ArcheoMateria”, a cura di Francesca Giubilei, con l’intervento della storica del vetro Rosa Barovier Mentasti, nasce dall’incontro tra la ricerca contemporanea di Cattai e la prestigiosa collezione permanente del Museo, trasformando le sale espositive in un vero e proprio laboratorio poetico, dove materia, forma, luce e memoria si intrecciano. «Con ArcheoMateria ho voluto instaurare un dialogo rispettoso e consapevole con la classicità, riconoscendo nel vetro la possibilità di accogliere la memoria e proiettarla nel presente – racconta Michela Cattai, dicendo che esporre le sue opere all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Venezia rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul legame tra patrimonio storico e ricerca contemporanea. «La mostra di Michela Cattai testimonia l’importanza di un programma vivo in museo, un luogo che non solo custodisce la memoria dell’arte, ma la mette in continuo dialogo con il presente» ha detto Marianna Bressan, direttrice dei Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna.

Festa della Madonna della Salute: tutti gli appuntamenti

Anche questanno la Basilica della Madonna della Salute è pronta ad accogliere la città di Venezia per il 21. Con una varietà di celebrazioni ed eventi questa festa mariana si conferma lunico ponte tra generazioni e realtà diverse, capace di raccogliere tutta la diocesi attorno alla figura di Maria, discepola del Signore  tema scelto per accompagnare la festa del 2025, in continuità con lapertura del triennio pastorale di preparazione allanno marciano del 2028.Tra i momenti principali c’è senzaltro la benedizione e lapertura del ponte votivo, mercoledì 19 alle ore 12, alla presenza delle autorità religiose e civili, a cui seguirà giovedì 20 alle ore 14.30 lapertura solenne del pellegrinaggio cittadino, che vede radunare i tanti fedeli davanti all’icona dedicata a Maria, posta sull’altare della Basilica (leggi qui). Il culmine della festa, invece, sarà venerdì 21, festa della Madonna della Salute, giornata in cui la Basilica sarà eccezionalmente aperta dalle 5.45 alle 22.30 (lorario durante la settimana infatti è 9-18) e vi sarà la celebrazione della Santa Messa ad ogni ora dalle 6 alle 20, tranne che alle 9 e alle 11, per permettere lo svolgimento della Messa Solenne presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia alle ore 10, alla presenza delle autorità cittadine.

Venice Panathlon Day: serata di premiazioni nel segno del fair play

Atleti del presente e del passato riuniti in una serata nel segno del fair play e dell’amore per lo sport, protagonisti del 16. Venice Panathlon Day quest’anno ospitato nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista. Ormai una tradizione, per il Panathlon Club Venezia, la cui missione è quella di trasmettere, specie alle nuove generazioni, alcuni valori fondamentali, quali l’amicizia, il rispetto degli avversari e delle regole e la solidarietà reciproca. Tra i momenti più attesi del 5 novembre scorso, in un evento scandito come ad ogni edizione da una serie di premi, l’arrivo sul palco di Igor Cassina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004 nella sbarra e l’unico ginnasta italiano ad aver dato il proprio nome ad un elemento tecnico riconosciuto a livello internazionale. A lui è andato il Venice Panathlon Sport Award, non solo per la sua straordinaria carriera ma anche per l’impegno nel trasmettere i valori dello sport come scuola di vita. «Sono passati 21 anni: per me è stata la realizzazione di un sogno», ha detto Cassina tornando con la mente alla sua medaglia d’oro. «Per fare la differenza – ha proseguito – abbiamo un minuto in cui giocarci il risultato. È chiaro dunque che in quei momenti l’imperativo diventa saper estraniarci da ciò che ci circonda. Altrimenti potrebbe essere molto complicato fare tutto quello per cui ci si è preparati per arrivare fino a lì».

La Mesopanditissa, l’icona venerata alla Madonna della Salute

Dal 1670 ogni anno il 21 novembre i cittadini veneziani rinnovano il voto offerto alla Madonna della Salute recandosi in pellegrinaggio nell’omonima Basilica e ricco è il programma di celebrazioni e momenti di preghiera (leggi qui). All’interno della Basilica è possibile “adorare” un’antica tavola bizantina raffigurante la Vergine Odigitria, ossia colei che “indica la via”, con il Bambino Gesù in braccio. L’icona è denominata anche Mesopanditissa, il termine significa “mediatrice di tutte le grazie” ma è invocata anche per chiedere il dono della pace. Il significato del nome risale al 1264, anno in cui i veneziani e i candiotti posero fine alla guerra che portavano avanti da sessant’anni. Dagli esami radiografici emerge l’esistenza di una versione sottostante risalente al XII -XIII secolo, di questa versione oggi è possibile osservare solo la parte sinistra del volto, invece il resto della raffigurazione è riconducibile al XVI secolo. Da secoli i veneziani la venerano sotto il nome di Madonna della Salute, poiché attribuiscono a lei la guarigione dalla peste e la salvezza di molte vite.

La saga dei Poldark di Graham: l’affresco di un’umanità viva

Pubblicata da Marsilio in dodici volumi, la saga dei Poldark di Winston Graham è una delle più amate epopee familiari della letteratura inglese moderna. Ambientata nella Cornovaglia del XVIII secolo, fra miniere di rame, scogliere battute dal vento e un popolo fiero e tenace, la serie racconta le vicende di Ross Poldark, capitano ribelle tornato dalla guerra d’America per ritrovare la sua terra e il suo destino sconvolti. Nel 1783, Ross scopre che il padre è morto, la tenuta in rovina, e Elizabeth, la donna che credeva sua, sta per sposare suo cugino. In questo paesaggio aspro e magnifico, incontra Demelza Carne, una giovane che fugge, scalza, dalla violenza domestica. La decisione di accoglierla cambierà per sempre il destino di entrambi. Lontano dai fasti delle corti e dai cliché del romanzo storico, Graham sceglie di scrivere una storia di umanità viva, dove la grande Storia resta sullo sfondo e ciò che conta sono i sentimenti, le scelte morali, le lotte quotidiane. Accanto a Ross emerge Demelza, la giovane di umili origini che diventa la sua compagna e contrappunto: forte, ironica, capace di compassione e tempra. È attraverso il loro amore — turbolento, autentico, terreno — che l’autore esplora il conflitto tra le classi, le ingiustizie sociali, la dignità del lavoro e la libertà di essere sé stessi.

I Frari ripartono nel segno di San Martino

Si è tenuta martedì 11, nel patronato della parrocchia di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la festa di San Martino. San Martino a Venezia è una festa molto sentita, tanto che i bambini durante la giornata girano per la città entrando nei negozi e cantando la canzone dedicata al santo, suonata a suon di pentole e mestoli, in cambio di qualche dolcetto o soldino:  “San Martin xe ‘ndà in sofita par trovar la so noviza; so noviza no ghe giera, San Martin col cul par tera”. Flastrocca che in italiano si traduce: “San Martino è salito in soffitta a cercare la sua fidanzata; la sua fidanzata non c’era, San Martino è caduto con il sedere per terra”. Proprio in occasione di questa ricorrenza, la parrocchia dei Frari ha voluto fare festa, a poco più di un mese dall’insediamento del nuovo parroco padre Marco Pellegrini, per creare un’occasione per vivere un primo momento comunitario anche insieme ai fedeli delle chiese dei Tolentini e San Pantalon, che ora, assieme a quella di San Polo, sono entrate giuridicamente a far parte dei Frari. Alle 18.30 si è tenuta in Basilica la S. messa, seguita dalla cena comunitaria dove tutti i presenti hanno portato qualcosa di salato da condividere. Mentre, dulcis in fundo, dopo i canti con la chitarra, possibili grazie ad alcuni parrocchiani che hanno animato la serata, si è svolta la premiazione del dolce di San Martino più bello e buono, con tanto anche di castagne calde e vin brulè.

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